Reggio Bic, la prima volta in A di Marco Guidotto: “mi metto in gioco. Improbabile non vuol dire impossibile”

Marco Guidotto si prepara a vivere la sua prima esperienza in Serie A con la maglia della Reggio BiC: le emozioni e le prospettive per l'inizio della stagione

Una nuova sfida, la prima nel massimo campionato, e la voglia di mettersi alla prova senza paura dei propri limiti. Marco Guidotto si prepara a vivere la sua prima esperienza in Serie A con la maglia della Reggio BiC, un’avventura arrivata quasi inaspettatamente ma accolta con entusiasmo e con la consapevolezza di avere davanti un percorso importante, dentro e fuori dal campo. “Sono molto contento – racconta Marco – perché mi è arrivata questa proposta e sinceramente non me l’aspettavo. Ho preso la palla al balzo e penso che sarà un ottimo anno“.

Per Guidotto, però, la nuova stagione rappresenta qualcosa di più di una semplice esperienza sportiva. È un percorso che porta con sé anche una componente emotiva e psicologica particolarmente significativa. Marco aveva iniziato questa avventura con l’idea di incontrare altre persone con la sua stessa condizione, ma si è ritrovato a essere l’unico atleta della squadra con la sclerosi multipla.

Una situazione che non vive come un ostacolo insormontabile, ma come una nuova sfida da affrontare insieme ai compagni. “Mi aspetto tanto, soprattutto a livello emotivo e psicologico. Per me è una doppia difficoltà, perché avevo iniziato questo percorso pensando di conoscere altre persone che avessero la mia stessa patologia, la sclerosi multipla. Sono l’unico. Quindi, oltre alle difficoltà a livello fisico, potrei avere qualche problema anche dal punto di vista cognitivo“.

Ed è proprio il gruppo a rappresentare una delle certezze più importanti per Guidotto. L’ambiente trovato a Reggio Calabria lo ha aiutato fin dai primi passi, trasformando rapidamente una squadra in qualcosa di molto più vicino a una famiglia. “I ragazzi mi supportano, mi aiutano e mi indirizzano. Io mi lascerò guidare“.

Un gruppo che ha saputo accoglierlo e coinvolgerlo anche al di fuori del parquet, creando quella sintonia necessaria per affrontare una stagione lunga e impegnativa. “Ho trovato un gruppo fantastico. Il fatto che con Paricchio si parli inglese ci permette di giocare, scherzare e fare squadra anche fuori dal campo. Ho trovato più una seconda famiglia“.

La Serie A come banco di prova

La massima serie rappresenta per Guidotto una sfida completamente nuova. Il livello tecnico, l’intensità e le responsabilità saranno differenti, ma l’atteggiamento con cui il giocatore amaranto si presenta alla stagione è quello di chi vuole imparare, crescere e dare tutto. “Il mio obiettivo è giustamente mettermi in gioco e dare tutto me stesso. Conosco i miei limiti e so che sarà difficile, però preferisco dirla così: improbabile non è impossibile, è solo difficile“.

Una frase che racchiude perfettamente lo spirito con cui Marco si appresta ad affrontare il suo primo campionato di Serie A. Nessuna promessa, nessuna scorciatoia, ma la consapevolezza che ogni passo avanti dovrà essere conquistato con il lavoro.

E accanto al campionato ci sarà anche l’Eurocup, un palcoscenico internazionale che aggiungerà ulteriore fascino e difficoltà alla stagione della Reggio BiC. Per Guidotto sarà quindi un doppio banco di prova, ma anche una straordinaria opportunità per confrontarsi con realtà e giocatori di livello internazionale.

“La motivazione ce l’ho”

Marco sa bene che il percorso non sarà semplice. Conosce le proprie difficoltà e non le nasconde, ma allo stesso tempo non vuole utilizzarle come alibi. Al contrario, diventano un ulteriore stimolo per lavorare e provare a superare, giorno dopo giorno, i propri limiti. “Ci vuole veramente tanto impegno. Io la motivazione ce l’ho“. È da qui che parte la nuova avventura di Marco Guidotto: dalla consapevolezza che la Serie A sarà difficile, dalla forza di un gruppo pronto a sostenerlo e dalla voglia di dimostrare a sé stesso, prima ancora che agli altri, di poter affrontare questa nuova sfida. Perché, come dice Marco, improbabile non significa impossibile.