Si apre uno spiraglio per l’emergenza dialisi a Reggio Calabria, dove la carenza di posti disponibili continua a creare gravi difficoltà ai pazienti e alle loro famiglie. Dall’incontro del 14 ottobre tra Cittadinanzattiva Calabria, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, i vertici del Dipartimento Tutela della Salute e Rubens Curia, portavoce regionale di Comunità Competente, è emerso il riconoscimento della necessità di incrementare di 19 posti rene la dotazione dell’Area Sud di Reggio Calabria, insieme all’avvio di iniziative per affrontare le criticità della rete nefrodialitica.
Un risultato accolto con cauto ottimismo da FINTRED Calabria, che attraverso il coordinatore regionale Francesco Puntillo invita le istituzioni a trasformare gli impegni in provvedimenti concreti. Il problema, infatti, è noto da anni: già nel 2018 una delibera dell’Azienda sanitaria provinciale aveva individuato un fabbisogno aggiuntivo di 29 posti rene nel territorio reggino, dieci in più rispetto a quelli oggi riconosciuti come necessari. “Consideriamo questo passaggio importante”, dichiara Puntillo, “perché conferma che la carenza di posti rene nel territorio reggino è un problema reale, che richiede una risposta concreta. I pazienti non chiedono privilegi e non rifiutano di recarsi in altri centri per capriccio: chiedono che venga finalmente affrontata una carenza strutturale che da anni condiziona pesantemente la loro vita e quella delle loro famiglie”.
Il nodo dei 29 posti rene e la richiesta di una soluzione definitiva
Il riconoscimento di 19 posti aggiuntivi rappresenta un primo passo, ma non esaurisce le necessità assistenziali individuate dalla delibera ASP n. 582 del 17 maggio 2018. FINTRED ribadisce quindi la volontà di continuare a chiedere anche i dieci posti mancanti, pur considerando prioritario rendere effettivamente disponibili quelli oggetto del confronto con la Regione. “Rispetto a quel fabbisogno restano 10 posti che continueremo a rivendicare con determinazione. Non intendiamo rinunciare a questa battaglia, ma oggi la priorità è fare in modo che i 19 posti riconosciuti non restino sulla carta e diventino rapidamente una risposta assistenziale effettiva. Il riconoscimento del fabbisogno è importante anche per un’altra ragione: dimostra che la richiesta dei pazienti reggini non nasce da una pretesa individuale, ma dalla necessità di correggere uno squilibrio assistenziale che si trascina da anni. La disponibilità di cure territoriali adeguate è essenziale per garantire prossimità, dignità e continuità terapeutica a persone che devono sottoporsi alla dialisi più volte alla settimana”.
Il 23 ottobre la prima verifica sugli impegni della Regione
Nel corso dell’incontro del 14 ottobre è stata prospettata una risposta nell’arco di 5-10 giorni. Per questo FINTRED indica venerdì 23 ottobre come momento di riferimento per verificare gli esiti delle iniziative annunciate, precisando che non si tratta di un ultimatum rivolto alle istituzioni. “Non intendiamo porre ultimatum né alimentare contrapposizioni istituzionali. Riteniamo, tuttavia, che dopo otto anni di attese sia legittimo aspettarsi che i tempi prospettati trovino riscontro in decisioni concrete e verificabili. Il 23 ottobre non è una scadenza imposta da FINTRED, ma un’occasione per dimostrare che questa volta agli impegni assunti seguiranno fatti. Accoglieremo con favore ogni passo avanti effettivo, purché sia in grado di avviare concretamente la soluzione dell’emergenza che stanno vivendo i dializzati reggini”, evidenzia.
Dialisi fino all’una di notte al GOM dopo la chiusura del centro di Pellaro
A rendere ancora più urgente una soluzione è la situazione venutasi a creare dopo la sospensione dell’attività del Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro. Numerosi pazienti sono stati ricollocati presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove devono affrontare sedute di dialisi in orario notturno, con trattamenti che possono prolungarsi fino all’una. Una condizione particolarmente gravosa per persone costrette a sottoporsi più volte alla settimana a una terapia salvavita, spesso alle prese con disabilità e quadri clinici complessi. Alle difficoltà fisiche si aggiungono le ripercussioni psicologiche e organizzative sulle famiglie, chiamate a gestire spostamenti e assistenza in orari particolarmente impegnativi.
“La tempestività non è un dettaglio burocratico: è una necessità assistenziale. Ogni giorno di ritardo significa prolungare una condizione di disagio che non può diventare la normalità. I pazienti e le loro famiglie stanno già sostenendo un carico pesante e non possono essere lasciati in una situazione provvisoria senza una prospettiva certa. I 19 posti rene hanno un significato concreto soltanto se si traducono in tempi rapidi in una risposta per le persone che oggi stanno pagando il prezzo più alto di questa emergenza”, sottolinea Puntillo.
FINTRED: “la fiducia si ricostruisce con i fatti, non con gli annunci”
Il coordinamento regionale ricorda che la vicenda si trascina da otto anni, durante i quali annunci e prospettive di soluzione non sempre hanno prodotto i risultati attesi. Una situazione che impone, secondo l’associazione, di valutare ogni nuovo impegno sulla base degli effetti reali per i pazienti. “Non ricordiamo questo percorso per alimentare contrapposizioni, ma perché non possiamo ignorare ciò che è accaduto. Dopo tante attese, è necessario distinguere tra un impegno dichiarato e un risultato effettivamente raggiunto. La fiducia delle persone non si ricostruisce con un altro annuncio, ma con atti concreti e tempi rispettati”.
FINTRED ringrazia Cittadinanzattiva Calabria per aver contribuito a riportare il problema all’attenzione delle istituzioni e auspica che la disponibilità manifestata dal presidente Occhiuto possa tradursi rapidamente in risultati tangibili. “Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, valutando gli esiti sulla base delle decisioni assunte e delle risposte realmente garantite ai pazienti. La nostra battaglia proseguirà sia per rendere effettivi i 19 posti riconosciuti, sia per sostenere la necessità degli altri 10 posti rispetto al fabbisogno individuato dalla delibera ASP n. 582 del 17 maggio 2018”. La conclusione di Puntillo è un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e alla necessità di non prolungare ulteriormente l’emergenza: “Dopo otto anni, i dializzati reggini hanno già atteso abbastanza. Accogliamo questo riconoscimento come un passo avanti, ma ora ci aspettiamo che la risposta prospettata entro 5-10 giorni diventi l’inizio di una soluzione reale. Il 23 ottobre sarà un momento importante per verificare se alle parole stanno finalmente seguendo i fatti”.
