Proteste in Francia, l’Iran accusa Parigi di “violazione dei diritti umani”: convocato l’ambasciatore

Teheran protesta contro Parigi per quella che definisce una gestione “violenta” delle manifestazioni nei licei francesi. Il ministero degli Esteri iraniano accusa la Francia di utilizzare “due pesi e due misure” sui diritti umani e chiede il rispetto del diritto alla riunione pacifica

Sale la tensione diplomatica tra Iran e Francia sul tema delle proteste studentesche che stanno interessando centinaia di licei francesi. Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore francese a Teheran, Pierre Cochard, per protestare contro quella che le autorità iraniane hanno definito una gestione “violenta” delle manifestazioni da parte del governo di Parigi. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Irna, che cita una nota del ministero degli Esteri, l’ambasciatore francese è stato convocato “a seguito delle azioni violente del governo francese contro le proteste studentesche e delle numerose e gravi violazioni dei diritti umani”.

Iran-Francia, Teheran accusa Parigi sulle proteste studentesche

La decisione di convocare Pierre Cochard arriva mentre le proteste degli studenti francesi continuano ad allargarsi nel Paese. Teheran ha scelto così di intervenire diplomaticamente, contestando apertamente il comportamento delle autorità francesi nella gestione delle mobilitazioni.

Al centro delle accuse iraniane c’è il tema del rispetto dei diritti umani. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha infatti accusato le autorità francesi di applicare “due pesi e due misure” nel modo in cui affrontano la questione.

Baghaei ha richiamato, in particolare, le critiche espresse da Parigi nei confronti della repressione delle proteste avvenute in Iran lo scorso gennaio, che secondo diverse fonti hanno provocato migliaia di morti. La posizione espressa da Teheran punta quindi a mettere in evidenza quella che il governo iraniano considera una contraddizione nell’atteggiamento francese sul rispetto dei diritti umani e sulla gestione delle manifestazioni. Fa sorridere, in questo senso, che l’Iran parli di diritti umani.

Nel quadro della protesta diplomatica, l’Iran ha inoltre chiesto alle autorità francesi di garantire il diritto alla riunione pacifica. La convocazione dell’ambasciatore rappresenta dunque un nuovo terreno di confronto tra Teheran e Parigi, con le proteste studentesche francesi che assumono anche una dimensione internazionale attraverso lo scontro diplomatico sui diritti umani.

Perché protestano gli studenti in Francia?

Le proteste studentesche in Francia sono iniziate a causa di una serie di problemi riguardanti il sistema scolastico. Tra le ragioni alla base delle mobilitazioni figurano la carenza di insegnanti, il sovraffollamento delle classi e il deterioramento delle strutture scolastiche.

Le manifestazioni si sono progressivamente ampliate, fino a coinvolgere centinaia di licei in tutto il Paese. È proprio la gestione di queste proteste da parte delle autorità francesi ad aver provocato l’intervento del governo iraniano e la conseguente convocazione dell’ambasciatore francese a Teheran.

Lo scontro tra Iran e Francia si sposta così sul terreno dei diritti umani e della libertà di manifestazione, con Teheran che utilizza le mobilitazioni degli studenti francesi per contestare apertamente la posizione assunta negli ultimi mesi da Parigi nei confronti della gestione delle proteste in Iran.