Protesta dei Tir in Sicilia, scontro tra autotrasportatori dopo l’accordo con Salvini: Richichi attacca il Cts

Il presidente dell'Aias contesta l'intesa raggiunta a Milano e accusa: «Tutti hanno fatto i blocchi e i fermi e quelli dell'intermodalità si sono presi i soldi senza fare niente». Il Comitato trasportatori siciliani revoca il fermo, ma mantiene lo stato di agitazione

La protesta degli autotrasportatori in Sicilia si divide dopo l’accordo raggiunto a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Mentre il Comitato trasportatori siciliani (Cts), rappresentato dal portavoce Salvatore Bella, ha deciso di revocare il fermo dei servizi, arriva la dura presa di posizione di Giuseppe Richichi, presidente dell’Aias, che contesta l’esito dell’incontro e annuncia ulteriori valutazioni sulle iniziative da intraprendere. La tensione tra le due rappresentanze degli autotrasportatori emerge proprio nel momento in cui l’intesa raggiunta con il Governo ha portato a una significativa riduzione della mobilitazione dei Tir nell’Isola. Al centro delle contestazioni restano il caro gasolio, le difficoltà economiche del settore e le misure ottenute attraverso il confronto con il Ministero.

Richichi contro l’accordo con Salvini: “i soldi a chi non ha fatto niente”

Il presidente dell’Aias non nasconde la propria contrarietà rispetto ai risultati dell’incontro di Milano, sostenendo che i benefici economici annunciati non rispondano alle esigenze di chi ha partecipato concretamente ai blocchi e ai fermi dei trasporti. “Tutti gli autotrasportatori siciliani e non solo hanno fatto i blocchi e i fermi e quelli dell’intermodalità si sono presi i soldi senza fare niente. Ora vedremo il da farsi”, ha dichiarato Giuseppe Richichi. Una posizione che evidenzia la distanza tra l’Aias e il Cts, protagonista dell’accordo raggiunto con il ministro Salvini. Secondo Richichi, le misure economiche concordate riguarderebbero soprattutto l’intermodalità e non offrirebbero risposte sufficienti agli autotrasportatori impegnati nella protesta contro l’aumento dei costi del carburante.

Il Cts revoca il fermo dei Tir in Sicilia, ma resta lo stato di agitazione

Di segno diverso la decisione del Comitato trasportatori siciliani, che dopo l’accordo sottoscritto ieri a Milano ha annunciato la revoca del fermo dei servizi di autotrasporto, contribuendo così a ridimensionare una parte significativa della protesta in Sicilia. Il Comitato guidato dal portavoce Salvatore Bella ha però precisato che la mobilitazione non può considerarsi definitivamente conclusa, annunciando il mantenimento dello “stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti”. La scelta del Cts segna dunque un primo cambiamento nella vertenza, ma non trova il consenso di tutte le rappresentanze del settore. L’Aias, attraverso le dichiarazioni del suo presidente, continua infatti a esprimere forti perplessità sui risultati ottenuti.

Richichi respinge le accuse di minacce e violenze: “le subisce chi sciopera per il caro gasolio”

Lo scontro tra le due rappresentanze riguarda anche le presunte minacce e violenze di cui aveva parlato Salvatore Bella. Richichi respinge queste ricostruzioni e ribalta le accuse, richiamando le difficoltà economiche affrontate dagli autotrasportatori che hanno aderito alla mobilitazione. “Ma quali violenze? – ha detto – le uniche violenze sono quelle che subisce la povera gente che sciopera per il caro gasolio. Semmai le subiamo noi che non portiamo nulla a casa. Ieri a Milano sono stati ‘sganciati’ solo i soldi per il ‘mare bonus’ e si sapeva”. Il presidente dell’Aias insiste quindi sulla questione delle risorse economiche, sostenendo che l’intesa raggiunta a Milano abbia riguardato il mare bonus, senza fornire, a suo giudizio, le risposte attese dagli operatori che hanno sostenuto i fermi e i blocchi.

Protesta autotrasportatori, attesa per l’assemblea all’Interporto di Catania

La posizione dell’Aias sarà al centro dei prossimi confronti tra gli autotrasportatori. Richichi ha infatti annunciato la partecipazione a un’assemblea all’Interporto di Catania, durante la quale saranno valutati gli sviluppi della vertenza e le eventuali iniziative successive. “Intanto – ha concluso – andiamo all’assemblea in interporto a Catania e vedremo il da farsi”. Resta quindi aperta la partita della protesta dei Tir in Sicilia. Da una parte il Cts ha sospeso il fermo dei servizi dopo l’accordo con il ministro Salvini, pur mantenendo lo stato di agitazione; dall’altra l’Aias contesta i risultati raggiunti e rinvia ogni decisione all’assemblea di Catania. Le prossime valutazioni degli autotrasportatori chiariranno se la mobilitazione potrà considerarsi ulteriormente ridimensionata o se una parte del settore deciderà di proseguire la protesta contro il caro gasolio.