Il restauro, nemmeno troppo impegnativo sulla carta, della piccola stazione sul Lago di Como, la Varenna-Esino-Perledo, è diventata un caso. Il motivo? Costi lievitati di 3 milioni e una documentazione opaca. Ovviamente, anche possibili disagi per i lavoratori. Sulla questione vuole vederci chiaro il 5Stelle Agostino Santillo con un’interrogazione depositata all’indirizzo del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
3 milioni extra per i lavori
Nel 2025, una prima stima per quantificare il costo dei lavori di Rfi per realizzare un nuovo sottopasso pedonale, costruire un marciapiede e innalzarne un altro, e poi riqualificare un fabbricato e alcune aree della stazione ammontava in 7,4 milioni di euro, poi però, come spiega Santillo nelle dichiarazioni riportate da “Il fatto Quotidiano”, “fanno seguito tre contratti applicativi per oltre 8,2 milioni di euro, oltre alle spese generali, con un incremento di oltre un milione rispetto alla programmazione iniziale“. Inoltre “risulterebbero stanziati ulteriori 2 milioni destinati alla sistemazione delle aree esterne, il cui iter risulterebbe sospeso a seguito dell’avvio di verifiche interne e di attività di audit“.
Quest’ultima questione avrebbe portato allo stop del progetto i cui costi, intanto, sono lievitati a quasi 10,5 milioni. Possibile che, vista anche l’interrogazione al Mit, una parte di questi soldi venga dirottato altrove per evitare di andare avanti su un’operazione contestatissima.
Disagi e iter opaco
Nei momenti in cui il picco turistico verso il lago di Garda si fa importante, quindi i ponti di primavera, ma anche nei mesi estivi, la stazione ha problemi di sovraffollamento turistico, con Varenna presa d’assalto da centinaia di turisti accalcati sulla banchina.
Il problema non è solo di natura economica. Secondo i pentastellati ci sarebbero “alcune criticità” in vari atti relativi ai lavori, per esempio sulla “contabilizzazione di maggiorazioni per interferenze con la circolazione ferroviaria“, “interruzioni dell’esercizio nonostante durante l’esecuzione delle principali lavorazioni la linea ferroviaria non risulti essere stata interrotta“, circostanza che chiederebbe verifiche per il riconoscimento delle relative compensazioni economiche.
E poi ancora le “maggiorazioni sembrerebbero state applicate all’intera lavorazione anziché alla sola componente della manodopera“, e “la contabilizzazione della movimentazione di 900 metri cubi di materiale mediante voci che apparirebbero non pertinenti o contabilizzate più volte“.
