Porto di Reggio Calabria, ecco come cambierà: crociere, Museo del Mare e nuova banchina

Nel confronto tra Autorità portuale e Fondazione Mediterranea focus sul futuro dello scalo: nuova banchina di ponente per le crociere, collegamento con il Museo del Mare, nautica da diporto e ipotesi di pista ciclopedonale sopraelevata verso Pentimele

Quando, nei primi mesi del 2018, si incominciò a parlare dell’istituzione di un’Autorità portuale dello Stretto che mettesse sotto un’unica gestione i porti di Messina e Milazzo con quelli di Reggio e Villa (ipotesi concretizzatasi nel dicembre dello stesso anno con la legge n. 136), la Fondazione Mediterranea fu l’unica organizzazione territoriale a intravedere il questa soluzione un indispensabile passo per poter attuare quell’integrazione tra le due sponde che era sulla bocca di tutti ma nelle vere intenzioni di pochi.

Fu così che nacque una proficua interlocuzione che, idealmente stabilizzatasi con l’ing. Mario Mega, sta continuando a essere attiva con l’attuale presidente avv. Francesco Rizzo. Questi, dopo un incontro reggino di questa primavera, con l’organizzazione dell’avv. Corrado Savasta, direttore della struttura legale dell’Autorità Portuale, ha ricevuto il presidente della Fondazione Mediterranea dr. Vincenzo Vitale nella sede messinese dell’Istituzione.

Durante l’incontro si sono approfonditi temi generali e specifici riguardanti soprattutto il futuro del porto di Reggio Calabria: ristrutturazione della banchina di ponente per renderla adatta ad accogliere in sicurezza e confort per i passeggeri le navi da crociera, che non necessariamente dovranno essere solo di piccola stazza; collegamento del terminal con locali appositamente adibiti all’interno dell’edificando Museo del Mare, che diventerebbe così anche un centro di servizi turistici; modi e tempi di realizzazione dei progetti e di acquisizione dei relativi finanziamenti; rivisitazione di tutta la zona della banchina orientale con finalità prevalentemente di tipo commerciale e di ospitalità della nautica da diporto; spostamento a nord dell’attracco dei mezzi della Diano per il traghettamento del gommato; ecc. Comunque tutte notizie che più o meno erano già divenute di dominio pubblico.

Approfondimenti inediti comunque non sono mancati: la palazzina al molo di ponente, in utilizzazione ai vigili del Fuoco, nonostante la sua recente ristrutturazione, sarà destinata all’abbattimento perché incompatibile con lo ski lane derivante dalla presenza del Museo del Mare; stessa fine, probabilmente, farà dal lato orientale l’ex Onda Marina, parzialmente di proprietà delle Ferrovie, a meno che non si decida di restaurare la struttura per dedicarla a ristorazione e servizi; vi sono serie difficoltà a realizzare la pista ciclopedonale che, dalla fine di viale Zerbi all’ingresso nord del porto, dovrebbe mettere in connessione il water front con la zona di Pentimele; a riguardo, l’ipotesi progettuale percorribile sarebbe quella di una sopraelevata che non ostacoli le operazioni portuali: un’ipotesi costosa, per la quale si potrebbe comunque attingere a una linea di finanziamento regionale; bonifica e persa di possesso di alcune zone demaniali della baia di Pentimele che non sono completamente agibili perché usate privatamente; problemi legali relativi alla vexata quaestio degli approdi per il trasferimento dei tir verso Tremestieri. Comunque un articolato e poliedrico e si spera costruttivo confronto di idee, che ha portato all’attenzione dell’Autorità Portuale alcune istanze del territorio di cui la Fondazione Mediterranea, lontana da interessi di cordate o lobby, è fortemente rappresentativa.

da sinistra avv. Corrado Savasta; dr. Vincenzo Vitale; avv. Francesco Rizzo
da sinistra avv. Corrado Savasta; dr. Vincenzo Vitale; avv. Francesco Rizzo