Nuovo vertice ad alto livello sul Ponte sullo Stretto di Messina. Nella mattinata di venerdì 2 ottobre, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è svolta una riunione operativa dedicata all’aggiornamento del progetto che dovrà collegare stabilmente Calabria e Sicilia. Attorno allo stesso tavolo si sono riuniti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli e l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. Una composizione che conferma il carattere non soltanto tecnico ma anche finanziario e amministrativo della fase che si sta aprendo per la grande infrastruttura.
Secondo quanto comunicato ufficialmente dal MIT, il tavolo ha esaminato l’ampia documentazione tecnico-economica e amministrativa del progetto definitivo, insieme agli esiti delle interlocuzioni avute negli ultimi mesi con la Commissione europea. Il Ministero definisce questi confronti con Bruxelles «costanti e positive», un elemento particolarmente importante perché sul Ponte sono stati aperti negli ultimi mesi diversi dossier riguardanti sia la disciplina europea degli appalti sia gli aspetti ambientali. La riunione arriva inoltre a pochi giorni dall’annuncio della Stretto di Messina, che il 26 settembre aveva indicato il progetto come pronto per il nuovo passaggio presso il CIPESS, segnalando l’imminente avvio dell’istruttoria.
Ponte sullo Stretto, Salvini e Giorgetti insieme al MIT
La presenza contemporanea di Salvini e Giorgetti è uno degli elementi politicamente più significativi della riunione. Il Ponte sullo Stretto è infatti un’opera la cui realizzazione coinvolge direttamente sia il Ministero delle Infrastrutture, responsabile del dossier tecnico e amministrativo, sia il Ministero dell’Economia, azionista della società Stretto di Messina e soggetto centrale nell’impianto finanziario previsto per la realizzazione dell’opera.
Il vertice del 2 ottobre arriva in una fase nella quale il governo sta lavorando alla ricostruzione del percorso amministrativo necessario dopo le osservazioni formulate dalla Corte dei conti nel 2025. Il progetto definitivo era già stato approvato dal CIPESS il 6 agosto 2025, insieme al piano finanziario e alla documentazione ambientale, ma la Corte dei conti il 27 novembre 2025 non aveva concesso il visto di legittimità alla relativa delibera. Il 16 dicembre era arrivato inoltre il mancato visto sul terzo atto aggiuntivo alla convenzione. Nel corso del 2026 il procedimento è quindi ripartito con nuovi approfondimenti e acquisizioni di pareri.
Il progetto torna verso il CIPESS
La prospettiva indicata dalle comunicazioni ufficiali è quella di un nuovo passaggio presso il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. La Stretto di Messina aveva annunciato il 26 settembre che «nei prossimi giorni» sarebbe partita l’istruttoria al CIPESS, spiegando che questo passaggio avrebbe aperto una nuova fase per lo sviluppo del progetto. Già il 3 settembre il MIT aveva comunicato che Ministero e società concessionaria avrebbero avviato entro il mese l’istruttoria finalizzata alla nuova delibera di approvazione del progetto definitivo. Il vertice di oggi si inserisce precisamente in questo percorso. Non significa, quindi, che il CIPESS abbia già assunto una nuova decisione definitiva. Significa invece che il dossier tecnico, economico e amministrativo viene preparato per affrontare uno degli ultimi grandi passaggi formali necessari prima della piena efficacia del nuovo percorso autorizzativo.
Il nodo della Corte dei conti e il nuovo percorso amministrativo
Per capire il significato della fase attuale bisogna tornare proprio al 2025. Il 6 agosto di quell’anno il CIPESS aveva approvato il progetto definitivo e il relativo quadro economico. Il procedimento sembrava allora diretto verso l’efficacia della delibera e l’avvio della fase realizzativa. Il passaggio alla Corte dei conti, tuttavia, aveva fermato quel percorso. Il 27 novembre 2025 la magistratura contabile non aveva concesso il visto di legittimità alla delibera CIPESS n. 41/2025. Il 16 dicembre la Corte aveva inoltre negato il visto al terzo atto aggiuntivo alla convenzione tra Stato e società concessionaria.
Da quel momento Governo, MIT e Stretto di Messina hanno lavorato per rispondere alle questioni emerse e ricostruire il quadro documentale necessario per un nuovo passaggio. È per questo che la riunione odierna assume un’importanza particolare: la discussione non riguarda più soltanto il progetto ingegneristico, ma l’intero pacchetto tecnico, economico, amministrativo e comunitario che dovrà accompagnare la prossima fase.
Il parere favorevole dell’Autorità di regolazione dei trasporti
Uno degli elementi acquisiti nel nuovo iter è il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Secondo la ricostruzione ufficiale pubblicata dalla società Stretto di Messina, il 27 maggio 2026 è stato acquisito il parere favorevole dell’ART sul Piano economico-finanziario dell’opera. È un passaggio rilevante perché il Piano economico-finanziario costituisce uno degli elementi centrali del dossier.
La documentazione deve infatti chiarire non soltanto quanto costerà costruire il Ponte, ma anche l’impianto economico complessivo dell’opera, le risorse necessarie e i meccanismi attraverso cui dovrà essere garantita la sostenibilità della concessione. Il parere ART è stato poi seguito da un ulteriore passaggio tecnico particolarmente importante.
Via libera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
Il 6 agosto 2026, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso all’unanimità il proprio parere favorevole, consentendo secondo la società concessionaria il passaggio alla successiva fase di progettazione esecutiva una volta completato l’iter amministrativo necessario. Il Consiglio Superiore rappresenta il massimo organo tecnico consultivo dello Stato nel settore delle opere pubbliche.
Il suo pronunciamento è arrivato dopo una lunga istruttoria sul progetto definitivo. Per la Stretto di Messina, il parere positivo dell’ART e quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici costituiscono due dei passaggi principali che hanno consentito di riportare il dossier verso il CIPESS.
Ponte sullo Stretto e Unione europea: il confronto sugli appalti
Un altro capitolo fondamentale riguarda l’Unione europea. Il MIT aveva già comunicato il 13 luglio che le interlocuzioni con Bruxelles stavano procedendo positivamente su due dossier distinti: la Direttiva Habitat e la Direttiva europea sugli appalti pubblici. Uno dei punti più delicati riguardava l’articolo 72 della direttiva sugli appalti e, in particolare, il limite alle modifiche economiche del contratto originario.
Il 4 agosto 2026, secondo quanto riportato ufficialmente dalla Stretto di Messina, la Commissione europea ha confermato che l’aggiornamento del corrispettivo del Contraente generale resta entro il limite del 50% previsto dalla disciplina comunitaria e non rende quindi necessaria, sotto questo profilo, una nuova gara. La società evidenzia inoltre che, nell’interpretazione comunicata dalla Commissione, l’incremento del corrispettivo deriva prevalentemente dall’aumento dei prezzi e non dall’aggiunta di nuovi lavori. È uno dei motivi per cui nel comunicato del 2 ottobre il MIT torna a sottolineare gli esiti positivi del dialogo con la Commissione europea.
Il dossier ambientale e la Direttiva Habitat
L’altro grande fronte europeo riguarda la tutela ambientale. La realizzazione del Ponte interessa infatti aree soggette alla normativa comunitaria sulla conservazione degli habitat naturali e delle specie. Nel corso del confronto con Bruxelles, MIT e Ministero dell’Ambiente hanno lavorato per fornire alla Commissione europea dati e integrazioni documentali sulle questioni ambientali.
Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato la relazione relativa alle motivazioni imperative di rilevante interesse pubblico, la cosiddetta procedura IROPI prevista dall’articolo 6, paragrafo 4, della Direttiva Habitat. Si tratta di un passaggio necessario nei casi nei quali un progetto, pur presentando interferenze con aree tutelate, venga considerato perseguibile sulla base di motivazioni imperative di interesse pubblico e nel rispetto delle condizioni previste dalla disciplina europea. È dunque anche su questo fronte che prosegue il confronto tra Roma e Bruxelles.
Quanto costa oggi il Ponte sullo Stretto
Il quadro economico ufficialmente indicato dalla società concessionaria stima il costo complessivo del Ponte sullo Stretto e delle opere connesse in 13,532 miliardi di euro. Secondo la Stretto di Messina, l’opera è finanziata con 13,162 miliardi di risorse pubbliche, ai quali si aggiungono 370 milioni di euro derivanti dall’aumento di capitale della società sottoscritto dal Ministero dell’Economia nel dicembre 2023.
Proprio per le dimensioni dell’investimento la presenza di Giancarlo Giorgetti al vertice del MIT assume particolare rilievo. Il dossier finanziario è infatti inseparabile da quello tecnico. Prima della fase realizzativa dovranno essere definitivamente consolidati il quadro economico, le fonti di finanziamento, i rapporti contrattuali e gli atti che regolano la concessione.
Non solo il Ponte: 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari
Quando si parla dei 13,532 miliardi, non si fa riferimento soltanto alla struttura sospesa tra Calabria e Sicilia. Il progetto comprende infatti un sistema molto più vasto di infrastrutture connesse. La Stretto di Messina indica circa 40 chilometri di raccordi viari e ferroviari, dei quali circa l’80% dovrebbe svilupparsi in galleria. Sul versante calabrese i collegamenti dovranno connettere il Ponte con l’Autostrada del Mediterraneo, con Villa San Giovanni e con la rete ferroviaria verso Reggio Calabria.
Sul lato siciliano, invece, il sistema dovrà collegarsi alle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo, oltre che alla nuova stazione ferroviaria prevista a Messina. La struttura principale avrà una campata unica prevista di 3.300 metri e ospiterà traffico automobilistico e ferroviario. Il progetto prevede due corsie stradali più una corsia di emergenza per ciascun senso di marcia, corsie di servizio e due binari ferroviari.
Perché il Ponte viene considerato un’infrastruttura europea
Il progetto viene inserito dal governo e dalla società concessionaria in un quadro infrastrutturale più ampio rispetto al semplice collegamento tra Messina e Villa San Giovanni. L’obiettivo dichiarato è creare continuità tra la rete ferroviaria e stradale siciliana, quella calabrese e i grandi corridoi europei di trasporto. Il sistema dei raccordi è infatti pensato per collegare direttamente il Ponte alle principali infrastrutture ferroviarie e autostradali delle due regioni.
È anche in questa prospettiva che assume rilievo il confronto costante con la Commissione europea. La partita del Ponte non riguarda soltanto autorizzazioni nazionali, ma si intreccia con le normative europee sugli appalti, sull’ambiente e con la pianificazione delle reti di trasporto.
L’obiettivo indicato: fase realizzativa entro la fine del 2026
Nel comunicato diffuso il 3 settembre, il MIT aveva indicato l’obiettivo di arrivare entro la fine dell’anno all’avvio della fase realizzativa, subordinatamente naturalmente al completamento dell’iter e all’efficacia degli atti necessari. Il programma prevede come prima fase la progettazione esecutiva e l’avvio del cosiddetto Programma delle opere anticipate. Quest’ultimo comprende attività che possono precedere la costruzione vera e propria delle torri e dell’impalcato e che servono a predisporre le aree interessate dall’intervento. La tempistica resta quindi strettamente legata agli ultimi passaggi amministrativi. La riunione odierna non equivale all’apertura dei cantieri, ma rappresenta uno degli snodi attraverso i quali il governo punta ad arrivare a quella fase.
Ponte sullo Stretto, apertura al traffico indicata nel 2034
Il cronoprogramma attualmente indicato dalla società concessionaria e dal MIT prevede una durata complessiva dei lavori di circa 7 anni e mezzo. Nel comunicato del 3 settembre viene indicata come obiettivo l’apertura al traffico nel 2034. Questa tempistica dipende naturalmente dall’effettiva data di partenza della fase realizzativa. Ogni eventuale slittamento dei passaggi amministrativi iniziali potrebbe riflettersi sul cronoprogramma successivo. Proprio per questo il passaggio al CIPESS rappresenta oggi uno dei punti centrali dell’intero dossier.
I contratti con Eurolink, Parsons, Edison Next e Marsh
La complessità dell’operazione emerge anche dalla struttura contrattuale già predisposta. Tra il 1° e il 6 agosto 2025 erano stati firmati gli atti aggiuntivi ai contratti con il Contraente generale Eurolink, guidato dal gruppo Webuild, con Parsons Transportation Group per il project management consulting, con Edison Next Environment per il monitoraggio ambientale e con Marsh per il servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo.
Secondo il quadro ufficiale della Stretto di Messina, questi contratti dovranno produrre pienamente i loro effetti con l’efficacia degli atti necessari e la chiusura definitiva dei contenziosi previsti. Anche questo spiega perché il progetto non possa essere letto semplicemente come una singola opera di ingegneria: dietro il Ponte c’è una struttura contrattuale, finanziaria e amministrativa estremamente articolata.
Il passaggio da Valerio Mele ad Anas
Il vertice arriva inoltre proprio mentre si registra un importante cambiamento nella struttura tecnica legata al progetto. Dal 1° ottobre, l’ingegnere Valerio Mele, fino ad allora direttore tecnico della Stretto di Messina, ha assunto il ruolo di Chief Operating Officer di Anas, alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato della società. La Stretto di Messina ha spiegato che il passaggio era stato programmato da tempo e ha assicurato di avere già acquisito le risorse tecniche necessarie per proseguire la realizzazione dell’opera. L’annuncio era stato accompagnato proprio dall’indicazione dell’imminente avvio dell’istruttoria CIPESS.
Cosa significa concretamente la riunione del 2 ottobre
Il vertice di oggi va quindi interpretato come un passaggio di coordinamento politico, economico e tecnico prima della nuova fase autorizzativa. Il MIT non ha annunciato una nuova approvazione del progetto né l’apertura immediata dei cantieri. Ha però confermato che il lavoro si concentra ormai sulla documentazione necessaria per consolidare il dossier e sugli esiti del confronto con Bruxelles. Rispetto ai mesi precedenti, il progetto dispone oggi di alcuni nuovi elementi: il parere favorevole dell’ART, il pronunciamento positivo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la relazione IROPI approvata dal Governo e gli sviluppi del dialogo con la Commissione europea sulla disciplina degli appalti. Sono precisamente questi documenti a costituire parte del nuovo quadro che dovrà accompagnare l’iter.
Calabria e Sicilia aspettano il nuovo passaggio decisivo
Per Calabria e Sicilia, la fase che si apre nelle prossime settimane sarà quindi particolarmente importante. L’istruttoria e la successiva deliberazione del CIPESS dovranno chiarire se il progetto potrà superare definitivamente gli ostacoli che avevano bloccato il percorso precedente e procedere verso la progettazione esecutiva. Sul piano territoriale, la partita riguarda non soltanto il manufatto tra Villa San Giovanni e Messina, ma anche un sistema di raccordi ferroviari e autostradali destinato a ridisegnare una parte consistente della mobilità dello Stretto. La tempistica ufficialmente indicata continua a guardare al 2034 per l’apertura al traffico, con circa 7 anni e mezzo di lavori, ma il rispetto del cronoprogramma dipenderà innanzitutto dalla conclusione della fase autorizzativa attualmente in corso.
Ponte sullo Stretto, ora gli occhi sono sul CIPESS
Dopo mesi segnati da verifiche, pareri tecnici e interlocuzioni con Bruxelles, il Ponte sullo Stretto entra dunque in un nuovo passaggio cruciale. La riunione di venerdì 2 ottobre al MIT, con Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Alessandro Morelli e Pietro Ciucci, certifica che il dossier viene seguito contemporaneamente sul piano infrastrutturale, finanziario e politico. Il punto centrale resta adesso il CIPESS.
La società concessionaria ha dichiarato il progetto pronto per l’istruttoria e il MIT aveva già fissato come obiettivo l’avvio della fase realizzativa entro la fine del 2026, una volta completato l’iter previsto. Il valore dell’opera resta fissato ufficialmente in 13,532 miliardi di euro, mentre il progetto comprende il Ponte a campata unica di 3.300 metri e circa 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari tra Calabria e Sicilia. La prossima svolta, dunque, non arriverà da un nuovo rendering o da un annuncio politico, ma dagli atti: istruttoria, nuova deliberazione, controlli di legittimità ed efficacia dei provvedimenti saranno i passaggi da osservare per capire quando il Ponte potrà realmente passare dalla lunga fase progettuale a quella dei cantieri.
