“Spaventa la crisi climatica penso agli anziani rimasti chiusi durante le ondate di calore che si sono ininterrottamente susseguite questa estate”. Lo dice il segretario del Pd, Elly Schlein, nel suo intervento alla Direzione nazionale del partito. “Il 9% di famiglie è in povertà energetica, vuol dire che non ha risorse per il condizionatore o per riscaldarsi d’inverno – aggiunge -. Ieri è uscita una notizia che penso meriti dibattito. Secondo un rapporto sull’economia dell’acqua presentato dallo United Nations Global Compact Network Italia, cioè Nazioni Unite, il costo economico sostenuto dall’Italia per la crisi idrica è di 13,4 miliardi di euro l’anno, il doppio rispetto alla media europea. Mi ha fatto venire in mente che sono i soldi che il governo ha buttato su quell’inutile e dannoso progetto che è il Ponte sullo Stretto di Messina”.
Il paragone di Schlein non convince: il Ponte è un investimento, non il costo annuale di un’emergenza
Il paragone proposto da Elly Schlein mette sullo stesso piano due grandezze che, però, hanno natura profondamente diversa. I 13,4 miliardi di euro indicati dal rapporto sulla crisi idrica rappresentano infatti un costo economico che l’Italia sostiene ogni anno a causa della scarsità d’acqua, mentre i circa 13,5 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto costituiscono il valore complessivo di un investimento infrastrutturale pluriennale, comprensivo dell’opera di attraversamento e delle opere collegate. Il MIT ha confermato per il progetto un fabbisogno di circa 13,5 miliardi di euro, con risorse già stanziate, mentre la società Stretto di Messina indica un valore aggiornato di 13,532 miliardi.
La stessa ricerca richiamata dal segretario del Pd quantifica invece in 13,4 miliardi l’anno il costo della crisi idrica italiana. Per questo, al di là delle legittime posizioni politiche favorevoli o contrarie all’opera, definire quei fondi semplicemente come soldi “buttati” rischia di ridurre a uno slogan un confronto che dovrebbe riguardare piuttosto benefici attesi, costi, tempi, collegamenti ferroviari e stradali e impatto economico sul Mezzogiorno. Il Ponte sullo Stretto, per chi ne sostiene la realizzazione, non rappresenta una spesa alternativa agli interventi contro siccità e crisi climatica, ma una grande infrastruttura destinata a collegare stabilmente Calabria e Sicilia alla rete nazionale ed europea dei trasporti.
