Ponte sullo Stretto, dopo gli OK di UE e IROPI inizia la fase esecutiva: cantieri aperti entro fine anno, ecco quali saranno i primi lavori | DATE e DETTAGLI

Dalla solidità finanziaria ai primi cantieri, ecco il cronoprogramma definitivo con tutte le scadenze e le opere anticipate che porteranno all'apertura dell'infrastruttura nel 2034

Il percorso verso la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina ha raggiunto una svolta storica e irreversibile, segnando un momento di straordinario ottimismo per lo sviluppo infrastrutturale dell’Italia e il rilancio economico del Mezzogiorno. Le più recenti comunicazioni ufficiali della società confermano infatti un quadro estremamente solido e ben delineato, all’interno del quale ogni passaggio normativo, finanziario e tecnico è stato affrontato con successo. L’opera si avvia così a trasformarsi in una imponente realtà cantieristica, supportata dalla chiara volontà delle istituzioni nazionali ed europee di unire stabilmente la Sicilia al continente.

La svolta decisiva con le autorizzazioni europee e le garanzie finanziarie

A porre le basi per questo straordinario avanzamento è stato l’iter legislativo ed economico completato nei mesi scorsi. Con il Decreto Legge n. 32, il cosiddetto DL Commissari convertito in Legge lo scorso 7 maggio, è stata sancita la totale copertura finanziaria dell’opera, ripartendo con precisione gli importi annuali dei lavori e gestendo al meglio lo slittamento temporale derivante dai passaggi formali. Successivamente, il 15 maggio 2026, la Corte dei conti ha rilasciato il fondamentale visto di legittimità sull’Accordo di Programma sottoscritto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dalla Regione Siciliana, dalla Regione Calabria, da Rete Ferroviaria Italiana, da Anas e dalla stessa Società Stretto di Messina. Questo passo è stato seguito, il 27 maggio, dal parere favorevole dell’Autorità di regolazione dei trasporti sul Piano Economico Finanziario.

Il quadro di garanzia istituzionale si è ulteriormente arricchito il 4 agosto 2026, data in cui sono arrivate due conferme fondamentali per la prosecuzione dell’opera. Da un lato, la Commissione UE ha chiarito tramite un proprio portavoce la piena conformità del progetto all’articolo 72 della Direttiva Appalti, specificando che l’adeguamento del corrispettivo del Contraente Generale rimane entro la soglia del 50% e non richiede pertanto la pubblicazione di una nuova gara d’appalto, in quanto legato alle normali variazioni dei prezzi dei materiali e non a varianti di lavoro. Contestualmente, il Consiglio dei Ministri ha approvato la delibera riguardante la Relazione IROPI, attestando la sussistenza delle motivazioni imperative di rilevante interesse pubblico in conformità con la Direttiva UE Habitat.

Il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e la progettazione esecutiva

Un momento cruciale per il prosieguo del piano si è svolto il 6 agosto 2026, quando il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso all’unanimità il proprio parere favorevole, dando ufficialmente il via libera alla successiva fase di progettazione esecutiva del ponte. Questo verdetto favorevole è arrivato a coronamento di una meticolosa e approfondita istruttoria condotta sul progetto definitivo dell’opera. Il quadro prescrittivo scaturito da tale esame ha una natura pienamente confermativa delle scelte ingegneristiche già adottate e mira ad un progressivo affinamento e ottimizzazione di tutti i dettagli tecnici.

A questo proposito, la società ha fatto chiarezza su alcuni aspetti interpretativi: la quasi totalità delle prescrizioni riguarda temi sui quali erano già programmati specifici approfondimenti. È stato dunque chiarito che tali prescrizioni non costituiscono un blocco preventivo, in quanto l’articolo 41 del Codice degli Appalti 2023 stabilisce chiaramente che le verifiche debbano svolgersi in modo contestuale allo sviluppo della progettazione esecutiva. L’organo tecnico non ha riscontrato alcun elemento ostativo alla fattibilità della struttura, confermando la piena validità dell’impostazione progettuale. Tali indicazioni diventeranno vincolanti e assumeranno carattere cogente soltanto a seguito del recepimento formale da parte delle amministrazioni competenti. L’effettivo avvio della progettazione esecutiva da parte del Contraente Generale avverrà non appena la delibera autorizzativa sarà stata vistata e registrata dalla Corte dei conti.

Il ruolo del CIPESS e il programma dettagliato delle opere anticipate

Le attenzioni si concentrano ora sulle prossime tappe del cronoprogramma, che vedono in prima linea l’istruttoria presso il CIPESS per la formale approvazione del progetto definitivo. Le previsioni indicano che entro il mese di ottobre 2026 il CIPESS possa deliberare in senso favorevole, permettendo di avviare la fase realizzativa e i cantieri entro la fine dell’anno. Il programma dei lavori prevede una fase d’avvio incentrata su una serie articolata di opere anticipate, ideate appositamente per predisporre le infrastrutture di supporto ed evitare qualsiasi tipo di interferenza negativa con il traffico ordinario della zona.

Nel dettaglio, i primi interventi sul territorio riguarderanno la realizzazione delle piste di cantiere dedicate alla circolazione dei mezzi pesanti, l’allestimento dei campi base per maestranze e tecnici, e il potenziamento dei sistemi di approvvigionamento idrico e della rete fognaria per soddisfare i fabbisogni operativi. Si procederà inoltre con la prioritaria bonifica da ordigni bellici e con la delicata risoluzione delle interferenze con i sottoservizi esistenti, quali condotte dell’acqua, reti del gas, cavi dell’elettricità e linee di telecomunicazione, al fine di garantirne il costante funzionamento per tutta la durata dell’opera. L’avvio delle attività sarà accompagnato da un piano capillare di monitoraggio ambientale, da approfondite indagini archeologiche e geognostiche, nonché dalla realizzazione delle prime opere compensative di impatto territoriale e sociale destinate alle comunità locali.

Costi sotto controllo e il traguardo dell’apertura al traffico nel 2034

Uno degli elementi di maggiore forza e rassicurazione riguarda la tenuta economica e temporale dell’intero progetto. Relativamente agli aspetti economici, la società conferma ufficialmente che non sono previsti incrementi di costo rispetto all’importo preventivato di 13,5 miliardi di euro. La rigorosa gestione finanziaria attuata finora assicura la piena sostenibilità dell’investimento pubblico senza scostamenti rispetto a quanto pianificato.

Allo stesso modo, la pianificazione temporale resta perfettamente confermata: le attività istruttorie e prescrittive non comporteranno alcun aumento dei tempi necessari per la progettazione o per la costruzione fisica dell’opera. Tutte le fasi operative proseguiranno secondo il ritmo prestabilito, mantenendo saldo e immutato il grande obiettivo finale dell’apertura al traffico nel 2034. Con l’avvio imminente dei cantieri, l’Italia si appresta così a scrivere una nuova pagina di eccellenza ingegneristica, destinata a trasformare la mobilità e l’economia dell’intero Paese.