Nessuno slittamento del Ponte sullo Stretto di Messina e nessun rinvio rispetto alla tabella di marcia programmata. A chiarirlo è direttamente Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, intervenuto nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre dopo la riunione operativa che si è svolta in mattinata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il punto centrale riguarda il prossimo passaggio istituzionale del progetto al CIPESS, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Nelle ultime ore erano circolate indiscrezioni relative a un presunto rinvio dell’esame dell’opera, collegato alla riunione del Comitato prevista per il 6 ottobre. Ciucci ha però precisato che il Ponte non era mai stato programmato per quella seduta e che, di conseguenza, non è corretto parlare di slittamento.
“La riunione di stamattina al Ministero è stata molto importante per definire i prossimi passi. Abbiamo analizzato la documentazione in vista dell’esame del Cipess, che non era all’ordine del giorno del 6 ottobre, ma previsto successivamente. Quindi non c’è alcuno slittamento”, ha dichiarato Ciucci all’ANSA. Una precisazione destinata ad assumere particolare rilevanza nel dibattito attorno al Ponte tra Calabria e Sicilia, perché individua con maggiore chiarezza la sequenza degli adempimenti che dovranno accompagnare il progetto verso la successiva fase istituzionale.
La riunione al MIT con Salvini, Giorgetti, Morelli e Ciucci
La dichiarazione dell’amministratore delegato arriva poche ore dopo il vertice convocato al MIT, nel quale è stato fatto il punto sullo sviluppo del progetto e sulla documentazione necessaria per i passaggi successivi. Alla riunione hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli e lo stesso amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci.
Il tavolo ha avuto carattere operativo e si è concentrato sull’ampia documentazione tecnico-economica e amministrativa relativa al progetto definitivo del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Secondo quanto comunicato ufficialmente dal Ministero, al centro del confronto sono finiti anche i risultati delle interlocuzioni sviluppate negli ultimi mesi con la Commissione europea, definite dal MIT costanti e positive.
Si tratta di un passaggio particolarmente importante perché il Ponte sullo Stretto è un progetto che non coinvolge soltanto la progettazione ingegneristica della grande campata sospesa, ma comprende una quantità molto ampia di atti amministrativi, tecnici, economici, finanziari e ambientali.
Il nodo del CIPESS e perché il 6 ottobre non rappresentava una scadenza
La frase pronunciata da Ciucci chiarisce soprattutto un elemento: il 6 ottobre non costituiva la data prevista per l’esame del Ponte da parte del CIPESS. Secondo l’amministratore delegato della società concessionaria, il passaggio davanti al Comitato era programmato per un momento successivo. Da qui la smentita rispetto alla rappresentazione di un possibile rinvio. La distinzione è importante. Un conto sarebbe infatti lo spostamento di un punto già formalmente programmato nell’ordine del giorno di una seduta; diverso è il caso di un procedimento che prosegue attraverso una fase istruttoria e documentale prima dell’inserimento in una successiva riunione del Comitato. Ed è proprio su questo secondo scenario che si concentra il chiarimento di Ciucci. La riunione del 2 ottobre al Ministero è servita quindi, secondo quanto riferito, ad analizzare la documentazione e definire i prossimi passi in vista del successivo esame del progetto.
Ponte sullo Stretto, cosa sta verificando il Governo
Il dossier del Ponte sullo Stretto di Messina ha una dimensione particolarmente complessa, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello amministrativo. Il progetto definitivo comprende infatti studi e documentazione relativi alla struttura principale, ai collegamenti stradali e ferroviari, alle fondazioni delle torri, ai blocchi di ancoraggio, alla sicurezza, agli impianti tecnologici, ai sistemi di monitoraggio e alle opere connesse sui due versanti dello Stretto.
La documentazione pubblicata dal Ministero comprende inoltre analisi sul traffico, valutazioni economiche, elementi relativi alla gestione delle emergenze, alla manutenzione, alla sicurezza delle gallerie, all’inserimento paesaggistico e alle opere compensative previste sia in Calabria sia in Sicilia. È quindi all’interno di un procedimento estremamente articolato che deve essere letta la riunione del 2 ottobre. Il confronto tra MIT, Ministero dell’Economia, Presidenza del Consiglio e Stretto di Messina serve a coordinare gli aspetti amministrativi e finanziari necessari per accompagnare il progetto verso il successivo passaggio davanti al CIPESS.
Le interlocuzioni con la Commissione europea
Un altro elemento emerso dal vertice riguarda il rapporto con la Commissione europea. Il Ministero ha riferito che durante la riunione sono stati esaminati anche i risultati delle interlocuzioni svolte in questi mesi con Bruxelles, definite “costanti e positive”. Il tema europeo rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del percorso del Ponte, anche considerando il ruolo che il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria è destinato ad assumere all’interno delle grandi reti infrastrutturali e dei corridoi di trasporto.
Il progetto viene infatti sviluppato insieme a un sistema di raccordi stradali e ferroviari che dovrà collegare l’infrastruttura principale con le principali direttrici esistenti sulle due sponde dello Stretto. Sul versante calabrese il sistema dei collegamenti dovrà integrarsi con l’Autostrada del Mediterraneo, con la rete ferroviaria e con le stazioni dell’area di Villa San Giovanni e Reggio Calabria. Sul versante siciliano i raccordi dovranno invece connettersi con le direttrici autostradali Messina-Catania e Messina-Palermo, oltre che con il sistema ferroviario e con la nuova configurazione infrastrutturale prevista nell’area messinese.
Un sistema di circa 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari
Quando si parla di Ponte sullo Stretto, il progetto non può essere ridotto alla sola grande struttura sospesa tra le due coste. La Stretto di Messina indica infatti un sistema di circa 40 chilometri di raccordi viari e ferroviari, gran parte dei quali previsto in galleria. Secondo la società, circa l’80% dei collegamenti sarà sviluppato in sotterraneo.
Il progetto comprende quindi non soltanto la campata centrale sullo Stretto, ma un vero e proprio sistema infrastrutturale destinato a modificare l’assetto della mobilità tra Messina, Villa San Giovanni, Reggio Calabria e le principali reti autostradali e ferroviarie del Mezzogiorno. È proprio questa complessità a spiegare la quantità di documentazione tecnica, amministrativa ed economica al centro delle riunioni istituzionali.
Il progetto e la campata sospesa da oltre tre chilometri
Il cuore dell’opera rimane naturalmente il grande attraversamento stabile dello Stretto di Messina. Il progetto prevede un Ponte sospeso con una campata centrale superiore ai 3 chilometri, destinata a diventare una delle caratteristiche ingegneristiche più riconoscibili dell’infrastruttura. L’impalcato sarà progettato per ospitare sia il traffico stradale sia quello ferroviario.
La configurazione prevista comprende sei corsie stradali complessive, oltre a due binari ferroviari. Le torri del Ponte raggiungeranno un’altezza prossima ai 400 metri, mentre il sistema di sospensione e le strutture di ancoraggio dovranno sostenere un impalcato progettato per resistere alle particolari condizioni ambientali dello Stretto, caratterizzato da venti intensi, attività sismica e forti correnti marine. Il progetto comprende inoltre sofisticati sistemi di monitoraggio, controllo, manutenzione e sicurezza.
Il valore dell’investimento e la copertura finanziaria
Uno dei nodi centrali dell’intero procedimento riguarda naturalmente il quadro economico del Ponte sullo Stretto. Nei documenti ufficiali diffusi nel percorso progettuale, il valore dell’investimento era stato indicato in 13,5 miliardi di euro. La cifra comprende non soltanto la grande struttura sospesa, ma anche i collegamenti stradali e ferroviari, le opere accessorie, gli interventi connessi e le attività necessarie alla realizzazione dell’intero sistema infrastrutturale.
Il finanziamento dell’opera è quindi un elemento strettamente connesso all’attività del CIPESS, considerando il ruolo del Comitato nella programmazione economica e negli investimenti strategici nazionali. Proprio per questo alla riunione del 2 ottobre ha partecipato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, insieme al titolare delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Ciucci smentisce anche nuove uscite dalla Stretto di Messina
L’amministratore delegato della Stretto di Messina ha affrontato anche un secondo tema diventato oggetto di indiscrezioni nelle ultime ore: quello relativo alla struttura interna della società. Dopo l’uscita del direttore tecnico Valerio Mele, passato ad Anas, alcuni organi di stampa avevano ipotizzato ulteriori partenze dalla società impegnata nella realizzazione del Ponte. Ciucci ha però smentito questa ricostruzione.
“In merito ad alcune indiscrezioni circolate sulla stampa, ribadisco è priva di fondamento l’affermazione che alcuni dipendenti stiano per lasciare la Stretto di Messina. Siamo un’azienda coesa e determinata verso l’obiettivo che ci è stato affidato dal Parlamento e dal Governo di realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina”, ha sottolineato l’amministratore delegato. Una dichiarazione con la quale il vertice della società prova quindi a chiudere anche il fronte relativo a presunti nuovi movimenti interni.
Valerio Mele lascia la Stretto di Messina e passa ad Anas
L’unica uscita confermata nei giorni scorsi è quella di Valerio Mele, fino a poco tempo fa direttore tecnico della Stretto di Messina. Dal 1° ottobre 2026, Mele ha assunto l’incarico di Chief operating officer di Anas, entrando alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato della società stradale. Il passaggio aveva alimentato indiscrezioni sull’assetto tecnico della società del Ponte e sulla possibilità che potessero verificarsi altre uscite. È su questo punto che Ciucci è intervenuto con particolare nettezza, escludendo che siano in corso ulteriori abbandoni e descrivendo la Stretto di Messina come una società coesa e concentrata sull’obiettivo della realizzazione dell’opera.
Il Ponte resta quindi verso il prossimo passaggio istituzionale
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni del 2 ottobre è quindi quello di un procedimento ancora in piena evoluzione, ma senza lo slittamento che era stato ipotizzato rispetto alla seduta del CIPESS del 6 ottobre. Secondo quanto affermato da Pietro Ciucci, quella data non era mai stata indicata come appuntamento previsto per l’esame del progetto. La fase attuale rimane concentrata sul completamento e sulla verifica della documentazione tecnico-economica e amministrativa, sui rapporti con le istituzioni competenti e sulla preparazione degli atti necessari per il successivo passaggio davanti al Comitato.
La riunione di venerdì mattina al MIT si inserisce precisamente in questa fase. Il fatto che al tavolo fossero presenti contemporaneamente il ministro delle Infrastrutture, il ministro dell’Economia, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e l’amministratore delegato della Stretto di Messina conferma il carattere interministeriale del dossier.
Il ruolo del CIPESS nel progetto del Ponte sullo Stretto
Il CIPESS rappresenta uno degli snodi istituzionali più importanti per le grandi infrastrutture italiane. Il Comitato è infatti la sede nella quale vengono coordinate decisioni legate alla programmazione economica e agli investimenti strategici dello Stato. Per il Ponte sullo Stretto, il passaggio al CIPESS assume quindi un’importanza centrale perché deve accompagnare gli aspetti progettuali con quelli economici, finanziari e amministrativi.
È anche per questo che qualsiasi indiscrezione riguardante la data dell’esame del progetto finisce inevitabilmente per attirare grande attenzione. Il chiarimento di Ciucci punta però a separare le indiscrezioni dal calendario effettivo: il progetto non risultava inserito nell’ordine del giorno del 6 ottobre e il suo esame era previsto successivamente.
Calabria e Sicilia guardano ai prossimi passaggi
L’evoluzione dell’iter viene seguita con particolare attenzione soprattutto in Calabria e Sicilia, le due regioni direttamente interessate dalla futura infrastruttura. Sul versante calabrese il progetto coinvolge in primo luogo l’area di Villa San Giovanni e Reggio Calabria, con i nuovi raccordi destinati a connettere il Ponte alla rete ferroviaria e all’Autostrada del Mediterraneo.
Sul versante siciliano, invece, il sistema interesserà l’area di Messina, con il collegamento verso le direttrici per Palermo e Catania e con la prevista riorganizzazione di una parte significativa della rete ferroviaria. Oltre alla struttura principale, il progetto comprende quindi gallerie, viadotti, raccordi ferroviari, svincoli, opere stradali, sistemi tecnologici e interventi territoriali. La realizzazione dell’opera avrebbe inevitabilmente effetti sulla mobilità e sull’organizzazione dei trasporti dell’intera area dello Stretto.
Ponte sullo Stretto, adesso l’attenzione è sulla data effettiva del CIPESS
Dopo la giornata del 2 ottobre, il prossimo elemento destinato a catalizzare l’attenzione sarà quindi la data effettiva della riunione del CIPESS nella quale verrà affrontato il dossier del Ponte. Ciucci ha chiarito che l’esame era previsto successivamente al 6 ottobre, ma al momento della sua dichiarazione non è stata indicata pubblicamente una nuova data precisa. Questo sarà uno degli elementi da monitorare nei prossimi giorni.
Parallelamente continuerà il lavoro sulla documentazione tecnica, economica e amministrativa, insieme alle interlocuzioni istituzionali legate al progetto. Il messaggio che arriva dai vertici della Stretto di Messina è però chiaro: per la società non esiste al momento alcuno slittamento rispetto al percorso previsto. La riunione al MIT del 2 ottobre viene anzi indicata come un passaggio utile per definire i prossimi step.
Ciucci: “Azienda coesa e determinata a realizzare il Ponte”
Nello stesso momento, l’amministratore delegato prova a chiudere anche le indiscrezioni relative a possibili problemi organizzativi interni. La partenza di Valerio Mele per Anas viene presentata come un episodio circoscritto e non come il primo segnale di una serie di abbandoni. Ciucci rivendica infatti la compattezza della struttura societaria e ribadisce l’obiettivo affidato alla società dalle istituzioni.
Il quadro delineato venerdì 2 ottobre è dunque quello di un Ponte sullo Stretto ancora al centro di una fase amministrativa decisiva, con il dossier che prosegue verso il prossimo esame istituzionale. Resta da conoscere la data esatta del passaggio al CIPESS, ma la società esclude che il mancato inserimento nella seduta del 6 ottobre rappresenti un rinvio. Il prossimo snodo sarà quindi capire quando il dossier verrà formalmente calendarizzato e quali saranno gli atti conclusivi necessari prima del passaggio alla successiva fase del progetto.
