Ponte sullo Stretto, Cateno De Luca: “sono pontista, ma non si tocchino i fondi destinati al Sud”

Il leader di Sud chiama Nord interviene a San Marino RTV e ribadisce il proprio sostegno alla realizzazione dell'opera, ponendo però una condizione sulle risorse economiche: “il Fondo per lo sviluppo e la coesione deve servire a superare il divario infrastrutturale del Mezzogiorno e della Sicilia"

Sì al Ponte sullo Stretto, ma non utilizzando le risorse destinate a ridurre il divario infrastrutturale tra il Sud e il resto del Paese. È questa la posizione ribadita da Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, intervenuto durante la trasmissione “Point Break – Il punto di rottura”, il programma di approfondimento politico di San Marino RTV condotto da Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti. De Luca ha chiarito di essere favorevole alla costruzione del Ponte sullo Stretto, ma ha espresso la propria contrarietà all’utilizzo delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), destinate al Mezzogiorno e alla Sicilia per affrontare le carenze infrastrutturali.

De Luca: “sono pontista, ma non accetto che si utilizzino i fondi per il Mezzogiorno”

Nel corso dell’intervista, il leader di Sud chiama Nord ha voluto distinguere nettamente il proprio sostegno all’opera dalla questione relativa al suo finanziamento. “Sono stato chiaro: sono pontista, ma non accetto che il Ponte sullo Stretto venga realizzato utilizzando le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, che sono destinate al Mezzogiorno e alla Sicilia per superare il divario infrastrutturale”, ha dichiarato De Luca. Una posizione che conferma il suo orientamento favorevole alla realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, ma che pone al centro del dibattito la provenienza delle risorse necessarie per finanziarlo.

Ponte sullo Stretto e Fondo sviluppo e coesione: il nodo delle risorse

La questione sollevata da Cateno De Luca riguarda il ruolo del Fondo per lo sviluppo e la coesione, lo strumento finanziario destinato a sostenere interventi per lo sviluppo e a ridurre gli squilibri territoriali. Secondo il leader di Sud chiama Nord, le risorse assegnate al Mezzogiorno e alla Sicilia devono continuare a essere utilizzate per affrontare il divario infrastrutturale che interessa questi territori, senza essere destinate al finanziamento del Ponte sullo Stretto. Il punto della sua posizione non è dunque la contrarietà all’opera, bensì la scelta delle fonti di finanziamento.