Polistena, minacce ad esponente di Forza Italia. Laruffa: “abbassiamo i toni”

L'attivista sociale Cesare Laruffa esprime solidarietà all'esponente di Forza Italia dopo la lettera intimidatoria ricevuta e invita la comunità a superare le divisioni: “l'antimafia si misura con la coerenza. Serve un confronto democratico fondato sul rispetto e sulla responsabilità”

Una lettera contenente offese e minacce è stata recapitata nei giorni scorsi a Omar Spanò, esponente di Forza Italia e candidato annunciato alle prossime elezioni amministrative di Polistena nelle file del movimento “Polistena Futura”.  A intervenire è l’attivista sociale Cesare Laruffa, che esprime solidarietà a Spanò e propone una riflessione più ampia sul valore della legalità, sulla storia antimafia di Polistena e sulla necessità di riportare il confronto politico e civile su un piano di rispetto reciproco. “La rettitudine morale è il primo argine alla criminalità organizzata e a quella zona grigia che, attraverso relazioni opache, convenienze e silenzi, finisce per inquinare il tessuto sociale di una comunità”, afferma Laruffa, sottolineando come il contrasto alla criminalità debba partire dai comportamenti individuali e dalla responsabilità di chi partecipa alla vita pubblica.

La storia antimafia di Polistena e il ricordo degli ex sindaci Tripodi e Laruffa

Nel suo intervento, Cesare Laruffa richiama alcune delle pagine più significative della storia di Polistena nella lotta alla criminalità organizzata, ricordando l’impegno di amministratori che hanno affrontato personalmente le conseguenze delle proprie scelte. “Polistena ha una storia importante di contrasto alla mafia, una storia fatta di coraggio, di scelte difficili e di uomini che hanno pagato personalmente il prezzo della propria coerenza”, evidenzia l’attivista. Il riferimento è agli ex sindaci Mommo Tripodi e Giovanni Laruffa, entrambi costretti a vivere per lungo tempo sotto scorta. Giovanni Laruffa, in particolare, fu vittima di un attentato alla vita dopo aver denunciato agli organi competenti gli interessi della ‘ndrangheta. Una storia che, secondo l’attivista, deve continuare a rappresentare un punto di riferimento per la comunità. “Questa è una pagina della nostra storia che merita rispetto e memoria. Non per costruire classifiche di coraggio o attribuire patenti di antimafia, ma per ricordare che contrastare la mafia significa assumersi responsabilità, rompere i silenzi, denunciare le connivenze e scegliere di non voltarsi dall’altra parte, anche quando farlo comporta rischi personali”, evidenzia.

Laruffa: “l’antimafia deve tradursi in comportamenti e azioni concrete”

L’attivista insiste sulla necessità di distinguere le dichiarazioni pubbliche dai comportamenti quotidiani, sottolineando che la credibilità dell’impegno antimafia deve emergere soprattutto dalle scelte personali e dalle relazioni sociali. “L’antimafia, infatti, non può essere soltanto una parola da pronunciare nelle manifestazioni pubbliche, un’etichetta da esibire o uno strumento da utilizzare per acquisire consenso. Deve tradursi in fatti, comportamenti e azioni concrete”. Per Laruffa, la rettitudine morale rappresenta un principio che deve essere praticato concretamente, attraverso la trasparenza, il rispetto delle regole e la capacità di prendere posizione anche nelle situazioni più difficili. L’attivista richiama inoltre l’importanza di “mantenere le distanze da ogni forma di ambiguità e da quelle complicità silenziose che rischiano di rendere accettabili comportamenti contrari ai principi della legalità”.

La solidarietà a Omar Spanò dopo la lettera intimidatoria

È in questo contesto che Laruffa esprime la propria vicinanza a Omar Spanò, destinatario della lettera contenente offese e minacce. “È in questo contesto che si colloca la mia solidarietà a Omar Spanò, attivista di Forza Italia, per l’atto intimidatorio che mirerebbe a scoraggiarlo dal proseguire il proprio impegno nella vita pubblica della nostra comunità”, afferma. Laruffa sottolinea come la tutela della libertà di espressione e della partecipazione politica debba essere garantita indipendentemente dalle appartenenze partitiche: “la libertà di espressione e di impegno è un principio democratico che deve essere tutelato senza distinzioni di appartenenza”.

L’appello alla politica di Polistena: “abbassare i toni e alzare il livello del confronto”

Un passaggio centrale dell’intervento riguarda il clima politico e sociale di Polistena, che Laruffa descrive come caratterizzato da divisioni e contrapposizioni. L’attivista invita tutte le componenti della comunità a recuperare una dialettica democratica fondata sul confronto e sul rispetto delle persone. “C’è, inoltre, un altro aspetto sul quale credo sia necessario soffermarsi: la necessità di abbassare i toni e alzare il livello del confronto nella nostra comunità”. Secondo Laruffa, la città “ha bisogno di un confronto sano, di ‘pacificazione’ e di una dialettica democratica capace di mettere in discussione scelte e responsabilità. Ma tutto questo deve avvenire nel rispetto delle persone, senza trasformare il dissenso in ostilità e la contrapposizione in uno scontro permanente”.

Il rischio delle divisioni e dei condizionamenti criminali

Laruffa richiama anche le possibili conseguenze di un tessuto sociale attraversato da contrasti profondi, evidenziando il rischio che la criminalità organizzata possa sfruttare le divisioni presenti nella comunità. “In una realtà come la nostra dilaniata da contrasti, divisioni e contrapposizioni, la criminalità organizzata può trovare terreno fertile per insinuarsi, sfruttare le fratture, alimentare diffidenze e approfittare dell’indebolimento dei legami sociali”. Per questo, secondo l’attivista, è importante ricostruire un terreno comune fondato su valori condivisi, anche tra persone che esprimono posizioni politiche differenti.

“Quando una comunità perde la capacità di riconoscersi in valori condivisi, quando il confronto lascia spazio alla delegittimazione reciproca e quando prevalgono le divisioni, diventa più difficile costruire quegli anticorpi civili e democratici indispensabili per contrastare ogni forma di condizionamento criminale”. L’invito ad abbassare i toni, precisa Laruffa, non “deve essere interpretato come una rinuncia alla fermezza o alla possibilità di esprimere critiche”.

“La legalità si dimostra con i fatti, l’antimafia si misura con la coerenza”

Nella parte conclusiva del suo intervento, Cesare Laruffa richiama la responsabilità di quanti partecipano al dibattito pubblico, invitandoli a promuovere una cultura della legalità che trovi riscontro nella trasparenza delle istituzioni e nella correttezza dei comportamenti. “Significa saper criticare senza alimentare odio, denunciare senza strumentalizzare, discutere senza perdere di vista il bene comune. Significa riconoscere che, pur partendo da posizioni differenti, esistono valori che devono unirci tutti: la libertà, la legalità, il rispetto delle istituzioni e il rifiuto di ogni intimidazione”. L’attivista sottolinea come la comunità di Polistena meriti un confronto pubblico all’altezza della propria storia, nel quale le differenze politiche non diventino fratture insanabili.

“La nostra comunità merita scelte credibili, istituzioni autorevoli e una società civile capace di respingere ogni forma di intimidazione e condizionamento. Merita un confronto pubblico all’altezza della propria storia, nel quale le differenze non diventino fratture insanabili e il dissenso non impedisca di riconoscersi in un comune orizzonte di legalità e giustizia”, aggiunge. Infine, un messaggio che riassume il senso della sua riflessione e della solidarietà espressa a Omar Spanò: “la legalità si dimostra con i fatti. L’antimafia si misura con la coerenza. La rettitudine morale comincia da ciascuno di noi. E una comunità capace di confrontarsi con rispetto, senza rinunciare alla fermezza, è una comunità più forte e meno esposta ai tentativi di condizionamento della criminalità organizzata”.