Perquisizioni in 23 città italiane, tra cui Messina e Siracusa, nei confronti di circa 60 persone sospettate di aver incitato alla violenza attraverso chat e piattaforme social in occasione delle recenti manifestazioni di piazza. È l’operazione condotta dalla Polizia di Stato, attraverso la Digos e la Polizia Postale, con l’obiettivo di individuare soggetti potenzialmente coinvolti nei disordini delle scorse settimane e verificare eventuali collegamenti con le nuove mobilitazioni previste per oggi, sabato 31 ottobre. Durante le attività sono stati rinvenuti e sequestrati diversi oggetti di interesse investigativo, tra cui cinque repliche di pistola, un coltello rudimentale, un frangivetro, oggetti contundenti, indumenti utilizzabili per il travisamento e 11 telefoni cellulari. Il materiale sarà oggetto degli accertamenti necessari a ricostruire eventuali responsabilità e collegamenti con gli episodi verificatisi durante le proteste.
Perquisizioni in 23 città italiane, coinvolte anche Messina e Siracusa
L’operazione ha interessato numerose province, distribuite sull’intero territorio nazionale. Le attività di polizia giudiziaria sono state effettuate ad Ancona, Avellino, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Firenze, La Spezia, Messina, Monza, Napoli, Novara, Parma, Perugia, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Torino, Trieste e Verona. Gli accertamenti si concentrano sulle manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre, durante le quali si erano verificati disordini, e sulle iniziative annunciate per il 31 ottobre. In particolare, l’attenzione degli investigatori è rivolta a persone che avrebbero partecipato agli scontri, a soggetti comparsi sui social mentre mostravano oggetti contundenti e a coloro che avrebbero promosso nuove mobilitazioni attraverso la rete. Le verifiche mirano a ricostruire le condotte individuali e a individuare eventuali elementi utili alle indagini. Le persone interessate dalle perquisizioni sono sottoposte ad accertamenti e le ipotesi investigative non costituiscono, di per sé, un accertamento di responsabilità.
Messina, sequestrate due pistole a salve e una mazza da baseball
Tra le città coinvolte nell’operazione figura Messina, dove gli agenti hanno rinvenuto due pistole a salve, un frangivetro, un fumogeno, un mefisto, un’asta e una mazza tipo baseball. Si tratta di materiale acquisito nell’ambito delle perquisizioni disposte per verificare la disponibilità di oggetti potenzialmente utilizzabili durante episodi di violenza. La presenza di questi oggetti è stata documentata dagli investigatori, che proseguiranno gli accertamenti per chiarirne la provenienza e l’eventuale collegamento con le manifestazioni oggetto dell’indagine. L’attività ha interessato anche Siracusa, inserita nell’elenco delle 23 città coinvolte nei controlli. Per il capoluogo aretuseo, tuttavia, le informazioni diffuse non riportano dettagli su eventuali sequestri specifici.
Da Bergamo a Cagliari, il materiale trovato durante i controlli
Ulteriori sequestri sono stati effettuati in altre città italiane. A Bergamo, gli agenti hanno rinvenuto una replica di pistola Beretta 92 FS a pallini, una pinza in acciaio di colore nero, un coltello rudimentale e tre telefoni cellulari. Sono stati inoltre acquisiti alcuni indumenti che, secondo gli investigatori, sarebbero stati indossati durante i disordini del 17 ottobre, insieme a maschere di plastica idonee a nascondere il volto. A Cagliari è stata sequestrata una pistola a salve priva del tappo rosso, mentre a Parma gli agenti hanno trovato una pistola giocattolo con colpi a salve. Complessivamente, gli oggetti rinvenuti durante le perquisizioni comprendono anche strumenti che potrebbero essere utilizzati per il travisamento o come corpi contundenti. I dispositivi elettronici sequestrati potranno inoltre essere esaminati nell’ambito delle attività investigative, secondo le procedure previste dalla legge.
Le indagini sulle chat e sui social dopo i disordini di ottobre
Un ruolo centrale nell’operazione è rivestito dal monitoraggio delle piattaforme social e delle conversazioni online, attraverso le quali, secondo le ipotesi investigative, alcune persone avrebbero diffuso messaggi di incitamento alla violenza in relazione alle manifestazioni. L’attività della Digos e della Polizia Postale punta a individuare eventuali responsabilità per i disordini già verificatisi e ad approfondire le informazioni relative ai soggetti che hanno annunciato nuove iniziative di protesta per il 31 ottobre. Le perquisizioni e i sequestri rappresentano una fase degli accertamenti di polizia giudiziaria, finalizzati a raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Resta da verificare il ruolo delle singole persone coinvolte e l’eventuale rilevanza penale delle condotte contestate. L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nei confronti dei possibili episodi di violenza collegati alle manifestazioni di piazza, con particolare riferimento all’utilizzo dei social network e alla disponibilità di oggetti potenzialmente pericolosi. Tra le province interessate figurano dunque anche Messina e Siracusa, mentre gli approfondimenti investigativi proseguono sul materiale acquisito durante i controlli.
