Si è conclusa con una sentenza emessa dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria la vicenda giudiziaria che ha coinvolto un giovane palmese (L.I.), imputato dei reati di percosse e minaccia grave a seguito delle accuse formulate dall’ex fidanzata e dalla madre di quest’ultima. Il procedimento che ha seguito un canale preferenziale in virtù dell’applicazione della legge sul codice rosso, inizialmente si è celebrato davanti al GUP, dott. Sebastiano Finocchiaro, ed è proseguito in dibattimento dinanzi al Collegio presieduto dalla D.ssa Mirella Schillaci, con a latere il Dr. Paolo Ramondino.
Il giovane palmese, difeso dagli avvocati Gaetano Muscari e Giulio Nicotra, era stato rinviato a giudizio su richiesta della Procura per i minorenni presso il Tribunale di Reggio Calabria, la quale in dibattimento ha richiesto una condanna a cinque mesi di reclusione. I difensori hanno contestato le accuse: l’avv. Muscari ha sostenuto l’insussistenza di entrambe le imputazioni, mentre l’avv. Nicotra ha chiesto l’assoluzione per il capo A), sollevando inoltre, limitatamente alla condotta contestata in danno della madre dell’ex fidanzata, una questione di improcedibilità per difetto della prescritta condizione.
Con sentenza del 22 ottobre 2026, il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria ha assolto il giovane dal reato contestato al capo A) perché il fatto non sussiste. Per il capo B), ha dichiarato il non doversi procedere per difetto della condizione di procedibilità in relazione alla madre e per estinzione del reato, in seguito alla concessione del perdono giudiziale, in relazione alla condotta contestata in danno dell’ex fidanzata.
