Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, delinea il futuro di Forza Italia e del centrodestra in una lunga intervista rilasciata a Emilio Carelli per “L’Espresso”, nell’edizione del 16 ottobre 2026. Al centro del confronto il ruolo dei liberali, i diritti civili, le alleanze politiche, il rapporto con il governo Meloni e le proposte economiche a sostegno dei giovani. Occhiuto rivendica anche alcune decisioni assunte alla guida della Calabria e torna sulla sua esperienza amministrativa, raccontata nel libro “Il coraggio di governare”.
Occhiuto: “Forza Italia deve diventare la casa dei liberali e dei riformisti”
Per il governatore calabrese, “Forza Italia deve rafforzare la propria identità liberale e riformista, diventando un punto di riferimento anche per chi oggi non si riconosce pienamente negli attuali schieramenti politici”. Nell’intervista, Occhiuto sostiene “la necessità di ricostruire un Paese capace di offrire opportunità a tutti, anche attraverso una famiglia moderna come quella che immaginava Silvio Berlusconi. Il presidente della Regione Calabria richiama il valore della libertà economica e la necessità di intervenire sui meccanismi che ostacolano l’ascensore sociale”. Occhiuto affronta anche il tema del rapporto tra Stato ed economia, sostenendo “l’esigenza di una pubblica amministrazione che garantisca i servizi senza comprimere le libertà economiche. Una visione che collega alla tradizione liberale di Forza Italia e alla necessità di tradurla in proposte concrete”.
Meno tasse e no tax area per i giovani fino a 35 anni
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il fisco. Occhiuto propone “una riduzione delle tasse e un intervento specifico per favorire l’occupazione giovanile, partendo dall’idea di introdurre una no tax area per i lavoratori più giovani”. Il governatore richiama “le risorse necessarie al contrasto dell’erosione costiera, sottolineando come in Italia servano 18 autorizzazioni preventive per determinati interventi. Da qui la richiesta di semplificare le procedure amministrative e ridurre gli ostacoli burocratici”.
Sul fronte fiscale, Occhiuto propone “di intervenire sull’Irpef e di ridurre le imposte per i giovani fino a 35 anni. La proposta nasce anche dalla constatazione che molti ragazzi lasciano la Calabria e altre regioni italiane per cercare all’estero opportunità lavorative e retribuzioni migliori”. Il presidente calabrese fa riferimento anche alle risorse recuperate attraverso il contrasto all’evasione fiscale, indicando la possibilità di utilizzarle per finanziare agevolazioni destinate alle nuove generazioni. L’obiettivo più ambizioso è una no tax area fino a 35 anni, eventualmente da limitare ai 30 anni qualora le disponibilità finanziarie non consentissero di estendere immediatamente la misura.
Occhiuto chiude a Vannacci: “nessuna alleanza neanche dopo le elezioni”
Particolarmente netto il giudizio politico su Roberto Vannacci. Occhiuto esclude “la possibilità che Forza Italia possa costruire un accordo con il suo movimento, anche nell’eventualità in cui i voti di Vannacci risultassero determinanti dopo le elezioni”. Il presidente calabrese considera “incompatibile con la propria visione del centrodestra una coalizione che rinunci alla sua identità liberale e riformista. Alla domanda sulla possibilità di un’intesa con Vannacci anche dopo il voto, qualora Futuro Nazionale fosse indispensabile per governare, risponde: “Assolutamente sì”, confermando la volontà di escludere un accordo”. Il governatore distingue così la propria idea di coalizione da quella rappresentata dall’ex generale, auspicando una maggiore apertura verso le sensibilità moderate e riformiste.
Apertura a Renzi e Calenda, ma “senza rinunciare al centrodestra”
Sul fronte delle alleanze, Occhiuto guarda invece ai riformisti e ai liberali che oggi si trovano fuori dal centrodestra. Nel colloquio con L’Espresso cita espressamente Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il governatore auspica “che entrambi possano contribuire alla costruzione di una componente liberale e riformista capace di dialogare con il centrodestra, pur riconoscendo le attuali differenze politiche”. Di Renzi afferma di avere simpatia, pur precisando che non ne condivide alcune scelte e posizioni. Occhiuto richiama anche il dibattito interno all’opposizione e sostiene che nel centrosinistra esiste un’area politica che potrebbe trovare maggiore rappresentanza in un progetto moderato e liberale.
Diritti civili e centrodestra: la posizione del governatore
Nell’intervista trova spazio anche il tema dei diritti civili, sul quale Occhiuto invita il centrodestra ad assumere una posizione più aperta. Per il governatore, “il riconoscimento e l’ampliamento dei diritti non devono essere considerati necessariamente temi appartenenti alla sinistra. Si tratta, nella sua visione, di questioni compatibili con una cultura politica liberale”. Occhiuto sostiene che “il centrodestra debba evitare di essere percepito dalle giovani generazioni come una coalizione concentrata esclusivamente sulle posizioni più conservatrici”.
Governo Meloni, Occhiuto auspica la fine naturale della legislatura
Nel colloquio con Emilio Carelli, il presidente della Calabria affronta anche la situazione del governo guidato da Giorgia Meloni e le prospettive politiche nazionali. Occhiuto auspica che “l’esecutivo possa arrivare alla conclusione naturale della legislatura, escludendo l’opportunità di un ritorno anticipato alle urne”. Il governatore considera importante “che il governo possa completare il proprio lavoro, ricordando gli interventi sui conti pubblici e sulle tasse e tornando sulla necessità di rafforzare il sostegno alle nuove generazioni”. Sul piano elettorale, Occhiuto si sofferma sulla nuova legge elettorale e sul premio di maggioranza, sottolineando “l’importanza di garantire stabilità di governo e rappresentanza parlamentare. Allo stesso tempo evidenzia che le regole elettorali, da sole, non bastano a determinare il risultato delle elezioni”.
La Calabria e le scelte contestate: dai medici cubani al coraggio di governare
L’intervista prende le mosse dal libro “Il coraggio di governare”, nel quale Occhiuto racconta la propria esperienza personale e politica, con particolare attenzione alle responsabilità di chi amministra. Tra gli esempi citati figurano alcune delle decisioni più discusse assunte alla guida della Regione Calabria, a partire dal ricorso ai medici cubani per fronteggiare le carenze del sistema sanitario regionale.
Occhiuto rivendica quella scelta, ricordando che “inizialmente era stata contestata dall’Ordine dei medici, mentre successivamente avrebbe ottenuto apprezzamenti da pazienti e professionisti sanitari”. Il governatore ricorda inoltre “di aver sollevato il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale contro il decreto del ministro delle Infrastrutture che impediva di rilasciare più licenze agli NCC e di aver eliminato, in Calabria, i vincoli che limitavano l’attività dei taxi”. Un altro esempio riguarda la riapertura del mercato dei lidi, intervento che Occhiuto collega alla necessità di migliorare i servizi turistici e la concorrenza. Scelte che il presidente calabrese presenta come esempi di una politica disposta ad assumersi responsabilità anche a costo di suscitare critiche.
Il futuro di Forza Italia e il richiamo all’eredità di Berlusconi
Nella parte conclusiva dell’intervista, Occhiuto torna sul futuro di Forza Italia e sul ruolo che il partito potrebbe assumere nei prossimi anni. Il governatore ritiene che il movimento fondato da Silvio Berlusconi “debba recuperare la propria capacità innovativa e aggiornare il linguaggio con cui comunica soprattutto alle nuove generazioni. L’obiettivo è costruire una forza politica capace di parlare contemporaneamente al mondo produttivo, ai giovani e a quanti chiedono maggiore attenzione alle libertà individuali”.
Occhiuto richiama “la responsabilità della classe dirigente del partito, sostenendo che tutti debbano contribuire al suo rilancio attraverso il lavoro politico e la valorizzazione dell’eredità berlusconiana”. Il messaggio che emerge dal colloquio con L’Espresso è quello di una Forza Italia più liberale, riformista e aperta, capace di allargare i confini del centrodestra senza rinunciare alla propria identità politica.
