Demetrio Martino, già Consigliere comunale del Comune di Reggio Calabria, si è inserito nel dibattito legato al possibile nome da assegnare al ponte sul Calopinace, inaugurato venerdì mattina. “Punta Calamizzi, probabile luogo di approdo dei Calcidesi che fondarono la nostra città, a fronte di quanto rimasto, era un promontorio di circa seicento metri; questo almeno fino al suo sprofondamento avvenuto nel 1562. Esso rappresentava oltre che la parte orientale del porto della città, un luogo sacro. Infatti i nostri progenitori greci vi fondarono un tempio dedicato alla dea Artemide, mentre in età cristiana venne realizzato dai monaci basiliani di rito greco bizantino, un monastero cui venne dato il nome di San Nicola di Calamizzi, che per secoli fu uno dei maggiori luoghi di culto basiliani della Calabria, nonchè luogo dove fu Abate nel XII secolo San Cipriano da Calanna, il cui culto pubblico scomparse nella nostra città dopo il 1600” scrive Martino.
“Entrambe le vestigia del nostro passato si trovano oggi sul fondo del mare a un centinaio di metri a largo della foce della fiumara del Calopinace. Dal momento che deve essere intitolato il Ponte sul Calopinace, recentemente inaugurato dall’amministrazione comunale, ritengo sia utile, per non disperdere la memoria storica cittadina, dare al manufatto il nome del Monastero di San Nicola di Calamizzi che, oltre a rappresentare un forte valore identitario, ci ricorda il notevole contributo culturale e spirituale che i basiliani diedero al nostro territorio” conclude il Consigliere.
