Niscemi, sfollati e cittadini protestano: “dopo nove mesi non sappiamo ancora niente”

Manifestazione a Niscemi per chiedere sicurezza, controlli e sistemi di prevenzione dopo la frana di gennaio. Il corteo attraversa il centro cittadino costeggiando la zona rossa: "abbiamo paura che il trauma si ripeta, vogliamo rassicurazioni da organismi qualificati"

A Niscemi, a nove mesi dalla frana di gennaio, la paura non è ancora passata. Sfollati, comitati e cittadini sono scesi in piazza per chiedere risposte concrete sulla sicurezza del territorio, sull’evoluzione del movimento franoso e sull’attivazione di adeguati sistemi di allerta e prevenzione. Al centro della manifestazione c’è la preoccupazione per le condizioni dell’area interessata dal dissesto e per il futuro delle famiglie che vivono nelle abitazioni vicine alla zona rossa, ancora interdetta dopo il cedimento. “A nove mesi dalla frana non sappiamo niente, abbiamo paura che la frana possa avanzare ancora. Dove sono i sistemi di allerta e prevenzione?”, denunciano i manifestanti, esprimendo il timore che il territorio possa essere nuovamente interessato da fenomeni di instabilità.

Niscemi, la protesta degli sfollati: “l’attenzione sulla frana si sta abbassando”

La mobilitazione nasce anche dalla preoccupazione che, con il passare dei mesi, l’attenzione istituzionale e pubblica su quanto accaduto a Niscemi possa progressivamente diminuire. Gli organizzatori della manifestazione temono infatti che l’attenzione sulla città e sulle conseguenze della frana “si stia abbassando progressivamente”. Una situazione che alimenta l’incertezza tra i cittadini, soprattutto tra coloro che hanno potuto fare ritorno nelle proprie case, situate a ridosso dell’area interdetta. La richiesta è quella di ottenere verifiche tecniche, controlli e rassicurazioni da parte di organismi qualificati, per comprendere le condizioni di sicurezza del territorio e poter affrontare il futuro senza il timore di nuovi cedimenti.

“Vogliamo vivere a Niscemi, ma a quali condizioni?”

A dare voce alle preoccupazioni dei residenti è Lucrezia Cinquerrui, che sottolinea come la popolazione non voglia abbandonare la città, ma chieda garanzie sulla possibilità di continuare a viverci in sicurezza. “Vogliamo vivere e investire a Niscemi, ma a quali condizioni? Chi è rientrato nelle abitazioni a ridosso della zona interdetta non può andare avanti con la paura che il trauma si ripeta. Vogliamo rassicurazioni da organismi qualificati. Vogliamo controlli e verifiche”, afferma Cinquerrui. Le sue parole riassumono una delle principali richieste emerse durante la manifestazione: poter tornare a una quotidianità serena, senza convivere costantemente con il timore di un nuovo movimento franoso.

“La terra continua a muoversi e abbiamo paura”

Tra i manifestanti cresce anche la preoccupazione per l’efficacia delle misure adottate a protezione dell’area interessata dalla frana, soprattutto in relazione alle precipitazioni. Marzia Pinto richiama l’attenzione sulla presenza di un telone collocato sul fronte franoso, ritenendo insufficiente questo intervento rispetto alle condizioni di instabilità denunciate dai residenti. “Non ci possiamo accontentare – aggiunge Marzia Pinto – di un telone messo sul fronte frana per le piogge. La terra continua a muoversi e noi abbiamo paura”. Una testimonianza che evidenzia il clima di apprensione vissuto da una parte della popolazione e la richiesta di interventi di monitoraggio e prevenzione.