“Niente di personale ma…”, Zelensky e il rapporto con Trump dalla parte sbagliata della storia

Il presidente ucraino critica le scelte di Donald Trump in un'intervista alla CNN. Al centro dello scontro l'accordo per l'acquisto di combustibile russo e il rischio di un allentamento delle sanzioni contro Mosca

Nessuna questione personale con Donald Trump, ma una profonda divergenza politica sul rapporto con Vladimir Putin e sul ritiro delle sanzioni contro la Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista alla CNN, torna a criticare le scelte del presidente degli Stati Uniti, accusandolo di aver assunto una posizione che rischia di rafforzare il Cremlino. Al centro delle dichiarazioni del leader di Kiev c’è l’annuncio dell’accordo per l’acquisto di combustibile russo, una decisione che Zelensky contesta apertamente, ritenendo che qualsiasi apertura economica nei confronti di Mosca possa indebolire la pressione internazionale esercitata attraverso le sanzioni.

Zelensky contro Trump: “è passato dalla parte sbagliata della storia”

Nel corso dell’intervista alla CNN, il presidente ucraino ha criticato il rapporto tra Donald Trump e Vladimir Putin, sostenendo che una linea più accomodante nei confronti della Russia rischi di rafforzare il presidente russo.

Secondo Zelensky, “ingraziarsi Vladimir Putin rende solo il Presidente russo solo più forte”. Il leader ucraino ha quindi affermato che Trump “è passato dalla parte sbagliata della storia”, riferendosi all’annuncio dell’accordo per l’acquisto di combustibile russo.

Una presa di posizione che mette in evidenza le divergenze tra Washington e Kiev sulla strategia da adottare nei confronti di Mosca, soprattutto per quanto riguarda le misure economiche restrittive.

Il nodo delle sanzioni alla Russia e il rischio di rafforzare Putin

La questione centrale, per il presidente ucraino, riguarda il possibile allentamento delle sanzioni contro la Russia, che a suo giudizio finirebbe per offrire un vantaggio a Vladimir Putin.

Zelensky ha voluto precisare che le sue critiche non nascono da una contrapposizione personale con il presidente americano, ma da una differente valutazione delle conseguenze politiche ed economiche delle decisioni di Washington. “Non è uno scontro di personalità. Ma quello che penso di Putin è chiarissimo. Se solleviamo le sanzioni, lo rendiamo più forte. Non c’è nulla di personale fra me e il Presidente Trump, sono solo contrario al sollevamento delle sanzioni”, ha dichiarato.