Il diritto come strumento di libertà, il riconoscimento del merito professionale e la necessità di contrastare ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne. Sono stati questi i temi al centro della presentazione di “Codice di libertà. Storie di diritto, coraggio e libertà. Il percorso di una donna avvocato tra carriera, diritti e nuove sfide della società digitale”, il libro dell’avvocata Micaela Ottomano, pubblicato da Graus Edizioni e presentato nella Sala Tatarella della Camera dei deputati, a Montecitorio. L’incontro ha rappresentato un’occasione di approfondimento su alcune delle questioni che attraversano la società contemporanea, dalla parità di genere alle difficoltà che le donne incontrano nel mondo del lavoro, fino alla tutela dei diritti e alle nuove vulnerabilità legate all’evoluzione digitale. Al centro del confronto anche il percorso umano e professionale dell’autrice, che in oltre vent’anni di attività forense ha costruito la propria carriera attraverso lo studio, la determinazione e l’esperienza, trasformando il lavoro quotidiano in un’occasione di riflessione civile.
La presentazione alla Camera dei deputati e gli interventi
A moderare l’appuntamento è stata Concita Borrelli, avvocata, giornalista e conduttrice Rai. Al dibattito hanno partecipato Andrea Delmastro, già sottosegretario alla Giustizia; Antonio Rapisarda, direttore del Secolo d’Italia e autore della prefazione del volume; Michele Schiano di Visconti, deputato della Repubblica; e Anna Gallucci, sostituto procuratore della Repubblica di Pesaro. Il confronto ha affrontato il rapporto tra diritti, competenze e riconoscimento professionale, soffermandosi sulle disparità che continuano a interessare il mondo del lavoro. In particolare, è emersa la difficoltà che molte donne incontrano nel vedere riconosciuto il proprio valore alle stesse condizioni dei colleghi uomini, dovendo talvolta dimostrare ripetutamente la propria preparazione e autorevolezza.
Il valore del merito e gli stereotipi che ostacolano le donne nelle professioni
Uno degli aspetti approfonditi durante l’incontro riguarda il peso degli stereotipi di genere anche nel linguaggio professionale. Emblematico il riferimento all’utilizzo dell’appellativo “signorina” al posto del titolo di avvocato, un’espressione che, in determinati contesti, può riflettere una persistente difficoltà nel riconoscere pienamente l’identità e l’autorevolezza professionale femminile. Il percorso raccontato da Micaela Ottomano pone invece al centro il principio secondo cui il riconoscimento professionale deve dipendere dalle competenze, dall’impegno e dai risultati raggiunti, indipendentemente dal genere. “Non ho mai pensato che una donna debba essere considerata meritevole perché riesce ad affermarsi in un mondo prevalentemente maschile. Deve essere riconosciuta per la sua competenza, per il lavoro che svolge e per i risultati che raggiunge. La mia carriera l’ho costruita con le mie forze, affrontando le difficoltà senza rinunciare alla mia identità professionale. Con questo libro ho voluto raccontare che la libertà non è una concessione: è un diritto che dobbiamo conoscere, esercitare e difendere ogni giorno”. Un messaggio che sintetizza il significato del volume e la volontà dell’autrice di raccontare un’esperienza professionale costruita attraverso il lavoro e la determinazione, senza rinunciare alla propria identità.
Violenza sulle donne e femminicidi: l’importanza della prevenzione
Il libro non si limita alla dimensione autobiografica, ma propone una riflessione più ampia sulla distanza che può esistere tra il riconoscimento formale dei diritti e la loro effettiva applicazione nella vita quotidiana. Una distanza particolarmente evidente nelle esperienze delle donne che subiscono discriminazioni, violenza psicologica ed economica o altre forme di sopraffazione. Durante il confronto a Montecitorio è stato affrontato anche il tema dei femminicidi e delle radici culturali della violenza di genere, evidenziando la necessità di intervenire non soltanto attraverso gli strumenti giuridici, ma anche mediante l’educazione, la prevenzione e il riconoscimento tempestivo dei segnali di violenza e controllo. La tutela delle donne è stata quindi affrontata come una responsabilità collettiva, che richiede un cambiamento culturale capace di contrastare i pregiudizi e di rendere concretamente accessibili gli strumenti di protezione previsti dall’ordinamento.
Le nuove sfide della società digitale e la tutela dei diritti
Un ulteriore tema della presentazione ha riguardato le nuove vulnerabilità della società digitale, un ambito nel quale la tutela della persona si confronta con questioni giuridiche sempre più complesse. La protezione della reputazione, dell’identità e della riservatezza assume infatti un’importanza crescente, rendendo necessario un costante aggiornamento degli strumenti di difesa dei diritti. La riflessione proposta da Ottomano parte dalla consapevolezza che l’esistenza di norme adeguate, pur fondamentale, non sia sufficiente a garantire una libertà effettiva. Occorrono anche conoscenza dei propri diritti, strumenti di tutela efficaci e una cultura capace di riconoscere e contrastare le disuguaglianze. In questo contesto, la scrittura diventa un’estensione dell’attività professionale dell’avvocata, che attraverso il libro porta fuori dalle aule giudiziarie esperienze e problematiche affrontate nel corso della propria carriera, rendendole accessibili a un pubblico più ampio e contribuendo al dibattito sui diritti e sulla condizione femminile.
“Codice di libertà”, dal riconoscimento dei diritti al cambiamento culturale
La presentazione alla Camera dei deputati si è conclusa con una riflessione sulla necessità di accompagnare la parità giuridica con un cambiamento culturale concreto, capace di valorizzare le competenze delle donne e di garantire a ciascuna la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni personali e professionali. È proprio questo il filo conduttore di “Codice di libertà”: la libertà non può essere misurata soltanto attraverso i diritti riconosciuti dalle leggi, ma deve trovare espressione nella possibilità di esercitarli realmente, senza paura, discriminazioni o condizionamenti. Attraverso il racconto della propria esperienza e l’analisi delle sfide della società contemporanea, Micaela Ottomano propone dunque una riflessione sul valore della consapevolezza, della responsabilità e della tutela giuridica, indicando nella conoscenza e nella difesa dei propri diritti gli strumenti fondamentali per costruire una società più equa e libera.
