Il caso della Messina Social City torna al centro del dibattito politico cittadino. Il consigliere comunale di minoranza Marcello Scurria interviene sulla gestione amministrativa della partecipata, sollevando interrogativi sul ripetuto ritiro della proposta di contratto di servizio e sul percorso di approvazione del bilancio 2026-2028. Questioni sulle quali chiede un chiarimento diretto da parte del sindaco Federico Basile davanti al Consiglio comunale. Al centro delle contestazioni c’è un affidamento triennale del valore di circa 53,8 milioni di euro, la cui proposta di contratto di servizio, secondo quanto riferito da Scurria, “sarebbe stata ritirata per la seconda volta nell’arco di poco più di un anno”. Una situazione che il consigliere considera “particolarmente delicata, anche alla luce dell’assenza di una soluzione definitiva a un mese dall’ultimo ritiro”.
Messina Social City, i dubbi sul contratto di servizio e sul bilancio
Scurria ricostruisce la vicenda “partendo dal primo ritiro della proposta, avvenuto lo scorso anno, fino alla nuova presentazione e al successivo ritiro del documento”. Per il consigliere di minoranza, “la gestione di risorse pubbliche di tale entità richiede una programmazione precisa, accompagnata da atti completi e da un quadro economico e finanziario definito”. “La vicenda della Messina Social City sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e delinea un quadro amministrativo che non può più essere sottovalutato. Non siamo davanti a un semplice intoppo burocratico, ma a una sequenza di atti ritirati, ritardi e mancate risposte che impone un chiarimento politico e amministrativo ai massimi livelli”, afferma Scurria. Alle questioni relative al contratto di servizio si aggiungono quelle riguardanti il bilancio 2026-2028. Il consigliere chiede “di conoscere chi abbia predisposto il documento, quale sia il suo effettivo stato e quali ragioni ne impediscano la conclusione dell’iter. Nella sua presa di posizione richiama inoltre l’intervento del commissario ad acta per il mancato rispetto dei termini di approvazione del rendiconto comunale 2025, ritenendo necessario affrontare le diverse questioni nel loro insieme”.
Scurria: “le società partecipate non sono feudi politici”
La critica del consigliere si estende al rapporto tra l’Amministrazione comunale e le società partecipate, che, secondo Scurria, “devono operare nell’interesse della collettività e garantire piena trasparenza nei confronti delle istituzioni cittadine”. “La Messina Social City non è casa del partito unico! Le società partecipate non sono feudi politici, né strumenti da amministrare secondo logiche di appartenenza o convenienza. Sono patrimonio pubblico e devono rispondere ai cittadini e al Consiglio comunale, non agli interessi di chi governa”, dichiara. Scurria richiama anche le possibili ricadute della situazione sulla gestione dei servizi e sulle persone coinvolte nelle attività della partecipata. Il consigliere sottolinea infatti “che le questioni amministrative non riguardano soltanto documenti contabili e procedure, ma interessano direttamente lavoratori, famiglie e cittadini fragili che usufruiscono dei servizi erogati. Per questo annuncia l’intenzione di esaminare la documentazione relativa alla vicenda, con particolare attenzione alla completezza degli atti, alla sostenibilità economica delle scelte e alla presenza dei pareri necessari”. Qualora dalle verifiche emergessero eventuali irregolarità o violazioni, Scurria preannuncia “la segnalazione dei fatti agli organi competenti per gli opportuni accertamenti”.
La richiesta a Basile: lunedì la domanda formale per riferire in Consiglio
Il prossimo passaggio annunciato dal consigliere riguarda direttamente il sindaco. Lunedì Scurria chiederà formalmente che Basile si presenti in Aula per fornire spiegazioni sul secondo ritiro della proposta di contratto, sui tempi necessari a individuare una soluzione e sullo stato del bilancio della Messina Social City. Tra i chiarimenti richiesti figurano anche le eventuali conseguenze sulla gestione aziendale, sulla continuità dei servizi e sui lavoratori, oltre all’individuazione delle responsabilità amministrative e politiche connesse alla vicenda. “Il Consiglio comunale non è un passacarte e non può essere tenuto ai margini di decisioni che riguardano risorse pubbliche e servizi essenziali”, sostiene Scurria, ribadendo la necessità di un confronto istituzionale che consenta ai consiglieri di conoscere il quadro complessivo e verificare le scelte compiute dall’Amministrazione. Il consigliere conclude con un appello diretto al primo cittadino: “Basta silenzi, basta rinvii, basta opacità. Basile venga in Aula e spieghi alla città cosa sta succedendo. È arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità”.
