“Avevate ragione voi“. Con queste parole Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri della segreteria nazionale del Partito Democratico, ha chiuso il capitolo del rapporto politico con Cateno De Luca, intervenendo alla giornata conclusiva della Festa provinciale dell’Unità di Messina, ospitata a Villa Dante. Una presa di posizione pronunciata davanti alla platea della Federazione provinciale durante l’intervista condotta da Manuela Modica, nella quale Provenzano ha rivendicato di aver sempre sostenuto la necessità di costruire un’alternativa politica al leader di Sud chiama Nord. Provenzano ha delineato la necessità di una coalizione unitaria, fondata su un programma condiviso e capace di intercettare il consenso dei cittadini insoddisfatti dell’attuale governo.
Provenzano attacca il governo Schifani
Il giudizio più duro del deputato dem è stato riservato alla gestione politica della Regione Siciliana, con un affondo diretto contro il sistema di potere che, secondo Provenzano, caratterizza l’attuale maggioranza. “In questo momento in Sicilia la questione morale è una questione interamente politica. Ha a che fare con un sistema di raccolta e di costruzione del consenso alimentato da questa destra, che ci ha riportato indietro di decenni. È come se fossimo tornati agli anni Cinquanta, a un sistema in cui per soddisfare anche il più elementare diritto del cittadino e dell’impresa hai bisogno del padrino di turno“, ha dichiarato Provenzano. Il parlamentare ha quindi chiamato direttamente in causa il presidente della Regione, Renato Schifani, ponendo un interrogativo sulla sua permanenza alla guida del governo siciliano. “Come fa Schifani a rimanere un minuto in più lì?”, ha affermato. Tra gli esempi richiamati, Provenzano ha citato la gestione dei fondi destinati al contrasto del dissesto idrogeologico, ricordando gli stanziamenti effettuati durante il governo giallorosso. “Durante il governo giallorosso avevamo finanziato con un miliardo, in Sicilia, lavori di manutenzione straordinaria e di riassetto idrogeologico. La Regione ha pensato di affrontarli nominando un commissario straordinario, e quel commissario è stato arrestato per corruzione”, ha sostenuto Provenzano.
