“Cronaca di una morte annunciata: il porto di Tremestieri, un appalto che ha già inghiottito un fiume di denaro pari a oltre 100 milioni di euro della collettività e che, secondo il cronoprogramma ufficiale doveva essere completato nel corrente mese di ottobre, si sta drammaticamente avviando a diventare la più grande e clamorosa incompiuta della Sicilia e, probabilmente, dell’intero Paese. Un esito che noi non accettiamo e combatteremo fino allo stremo. Purtroppo, gli odierni numeri reali relativi alla percentuale di realizzazione dell’opera sono impietosi e non lasciano spazio ad equivoci: le opere a terra sono permanente ferme al 50%, vale a dire la stessa percentuale di circa quattro mesi fa. Pertanto, delle due l’una: o era totalmente inventato lo stato dei lavori comunicato lo scorso mese di giugno o le lavorazioni si sono fermate. Inoltre, i lavori a mare sarebbero inchiodati a meno del 35% del totale. Pertanto, come volevasi dimostrare, il vergognoso e assordante silenzio del commissario per la NON realizzazione del porto di Tremestieri Di Sarcina ha portato all’odierno inequivocabile disastro. Come se non bastasse, abbiamo appreso dalla stampa che il commissario Di Sarcina si è accorto soltanto oggi, vale a dire a ridosso della data ufficialmente prevista per la conclusione dell’opera, che mancano all’appello altri 11,5 milioni di euro (l’ennesima necessità di risorse economiche) da richiedere alla Regione, ai quali si sono devono considerare gli ulteriori 7 milioni già finanziati dal Ministero. Si tratta dell’ennesima mossa tipica del gioco dell’oca che punta a farci tornare drammaticamente al punto di partenza, vale a dire: prendere atto dell’impossibilità di concludere il porto di Tremestieri che, fra l’altro, a causa delle ipotetiche mareggiate tipiche dell’imminente stagione invernale, potrebbe vedere compromesse e distrutte anche le lavorazioni effettuate, specie quelle a mare. Un vero e proprio indecente capolavoro realizzato sulla pelle e sulle tasche della collettività con evidente soddisfazione dei sabotatori dell’opera” lo ha dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina.
“Pertanto, con una scarna letterina inviata alla Regione il commissario per la NON realizzazione del porto di Tremestieri Di Sarcina pensa di avere adempito al suo dovere e di avere esercitato il ruolo. I fatti ci dicono palesemente il contrario e assistiamo ad un fallimento amministrativo senza appello. In tal senso, proprio per la delicatezza della questione e per la indispensabile necessità di assumere iniziative pubbliche caratterizzate da trasparenza, comunicazione ai cittadini e confronto con le Istituzioni e le parti sociali appare, contestualmente, fortemente discutibile la diserzione del sindaco di Messina Federico Basile che, nonostante il Comune sia committente dell’opera, si ostina a non volere convocare il tavolo istituito lo scorso 19 gennaio a Palazzo Zanca e mai più convocato nonostante le nostre reiterate richiesta. Nulla accade per caso ed è una chiara scelta politica che, evidentemente, punta ad evitare e derubricare l’argomento “porto di Tremestieri” cancellandolo definitivamente dall’agenda della sua amministrazione comunale. Preso atto di tutto ciò e, a meno di novità straordinarie, consci della mancanza di volontà di riunire il citato Tavolo, ammazzato nella culla, chiediamo formalmente al presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto Francesco Rizzo, in nome del senso di responsabilità nei confronti della città e dei messinesi, di assumere una formale iniziativa e di convocare tutti gli attori coinvolti nella realizzazione del porto di Tremestieri insieme al Sindacato per fare chiarezza, assumere eventuali iniziative e comunicare la reale situazione dell’opera che, lo ribadiamo, dobbiamo scongiurare che diventi l’ennesima incompiuta del territorio” ha così concluso Ivan Tripodi.
