Duro intervento del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Dario Carbone, sulla situazione delle piscine comunali di Messina. Al centro della denuncia ci sono la chiusura della piscina Graziella Campagna, i problemi tecnici dell’impianto di Villa Dante e il mancato completamento della struttura di San Licandro. “Quanto sta accadendo oggi sulle piscine comunali era già stato previsto e denunciato”, afferma Carbone, ricordando di aver sollevato la questione durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale del 17 dicembre 2025, da lui richiesta e dedicata alle condizioni strutturali, alla gestione e ai disservizi degli impianti sportivi cittadini.
Piscina Graziella Campagna, Carbone contesta il mancato rinnovo della convenzione con la FIN
Uno dei punti principali dell’intervento riguarda la piscina comunale Graziella Campagna, ancora chiusa a ottobre 2026. Carbone ricorda che, durante la seduta consiliare dello scorso dicembre, alla presenza dell’assessore Finocchiaro, aveva suggerito di procedere senza indugi al rinnovo della convenzione con la Federazione Italiana Nuoto (FIN), ritenuta dal consigliere la realtà più qualificata per gestire un impianto natatorio complesso come quello comunale. In quella circostanza, secondo quanto riferisce Carbone, l’assessore aveva spiegato che l’affidamento sarebbe scaduto il 31 dicembre e che si stava preparando un bando, poiché non erano consentiti affidamenti diretti.
“Eravamo a dicembre 2025. Siamo a ottobre 2026 e la piscina è ancora chiusa. Avevate un anno per preparare quel bando. Non lo avete fatto”, contesta il consigliere, secondo il quale sarebbe stato possibile individuare strumenti per garantire la continuità della gestione. “Vi siete nascosti dietro un cavillo burocratico quando per la Federazione del CONI esistono tutti gli strumenti per garantire continuità. Il risultato è un impianto chiuso e centinaia di famiglie e atleti a casa”, aggiunge Carbone.
Villa Dante, nuovi problemi alla caldaia
La denuncia si estende alla piscina di Villa Dante, dove, secondo il consigliere, si è verificato nei giorni scorsi l’ennesimo guasto alla caldaia. Carbone sostiene di aver segnalato ripetutamente, sia in Consiglio comunale sia nelle commissioni, i problemi cronici dell’impianto, evidenziando la necessità di interventi strutturali e definitivi. A suo giudizio, gli interventi effettuati finora non avrebbero risolto le criticità, con il rischio di ulteriori lunghi periodi di inutilizzo della struttura. “In più occasioni, in Consiglio e in Commissione, ho rappresentato che la piscina di Villa Dante ha problemi cronici alla caldaia. Puntualmente, nei giorni scorsi si è nuovamente guastata”, dichiara Carbone, definendo inaccettabile una situazione che, a suo avviso, avrebbe richiesto soluzioni definitive già da tempo.
San Licandro, ancora incerto il futuro della piscina costata 2,5 milioni
Un altro capitolo riguarda la piscina di San Licandro, struttura incompiuta per la quale, secondo quanto riportato dal consigliere, sono stati spesi 2,5 milioni di euro. Carbone ricorda che, sempre durante la seduta del 17 dicembre 2025, l’assessore aveva prospettato una valutazione sulla possibilità di ristrutturare oppure demolire l’impianto. A distanza di quasi un anno, denuncia il consigliere di Fratelli d’Italia, non sarebbe stata ancora assunta alcuna decisione sul futuro della struttura e mancherebbero un progetto e un cronoprogramma degli interventi. Una situazione che Carbone sintetizza parlando di «solo degrado», contestando l’assenza di una soluzione per un’opera che ha già comportato un investimento significativo di risorse pubbliche.
L’attacco all’Amministrazione De Luca-Basile
Il consigliere conclude il suo intervento con una dura critica alla gestione dello sport durante gli anni delle amministrazioni De Luca e Basile, attribuendo alle scelte compiute la situazione attuale degli impianti natatori messinesi. “Dopo otto anni di Amministrazione De Luca – Basile, Messina è l’unica città metropolitana senza una piscina comunale funzionante e senza aver progettato un solo impianto natatorio moderno. È un fallimento totale sulla delega allo sport”, conclude Dario Carbone.
