“La UIL di Messina si è sempre battuta per la difesa dell’ospedale Piemonte, successivamente confluito nell’Irccs Neurolesi in applicazione della legge regionale n. 24 del 2015. Le serie criticità emerse a seguito della recente chiusura del suo pronto soccorso confermano quanto fosse fondata la nostra battaglia: quel presidio ospedaliero è indispensabile per la città e per l’equilibrio dell’intera rete dell’emergenza”, lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale Uil Funzione Pubblica Messina, chiedendo all’assessore regionale alla Salute “interventi immediati e scelte concrete per il rilancio della sanità pubblica messinese”.
“Le lunghe attese nei pronto soccorso del Papardo e del Policlinico sottopongono i cittadini a disagi pesantissimi e i lavoratori a veri e propri tour de force. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e tutto il personale non possono continuare a compensare, con sacrifici personali e carichi di lavoro estenuanti, le carenze di organico e di posti letto. La disponibilità e il senso del dovere dei lavoratori non possono diventare l’alibi per rinviare le soluzioni”, hanno proseguito i due sindacalisti.
“Abbiamo appreso l’idea bislacca relativa all’intenzione di ricorrere ai posti letto delle cliniche private”
“In tal senso, abbiamo appreso l’idea bislacca relativa all’intenzione di ricorrere ai posti letto delle cliniche private per fronteggiare le difficoltà riscontrate durante la chiusura del pronto soccorso del Piemonte. Se mancano posti letto negli ospedali pubblici, la risposta strutturale deve essere rafforzare gli ospedali e e renderli pienamente operativi, con personale e risorse adeguati. Nella rete ospedaliera occorre prevedere un incremento dei posti letto per il Papardo e il Policlinico e tutelare pienamente il ruolo del Piemonte. Non accettiamo che il pubblico venga scientemente lasciato in affanno e che, per rimediare alle sue carenze, si continui a finanziare il ricorso al privato, mentre il peso dell’emergenza-urgenza resta sulle spalle degli ospedali pubblici e dei loro lavoratori che, tra enormi difficoltà, sono quotidianamente in trincea al servizio degli ammalati. Il ricorso alle cliniche private può tamponare una difficoltà contingente, ma non risolve la debolezza della rete ospedaliera. Senza investimenti negli ospedali pubblici, l’emergenza si ripresenterà e il prezzo continueranno a pagarlo cittadini e personale”, hanno aggiunto Tripodi e Andronico.
I segretari di Uil e Uil Fp Messina intervengono anche sull’annuncio delle 2.500 assunzioni destinate alle strutture sanitarie territoriali
I segretari di Uil e Uil Fp Messina intervengono anche sull’annuncio delle 2.500 assunzioni destinate alle strutture sanitarie territoriali.
“Ben vengano le selezioni e le assunzioni di medici, infermieri, operatori sociosanitari e personale amministrativo necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza e il funzionamento dei servizi territoriali. Ma questo intervento deve accompagnarsi ad un reale rafforzamento degli ospedali. Non si può potenziare il territorio lasciando senza risposte i presidi ospedalieri che garantiscono ogni giorno emergenze, ricoveri e assistenza specialistica. La provincia di Messina, nel corso degli anni, ha subito una penalizzazione delle risorse che oggi presenta conseguenze evidenti. Il Papardo dispone di un tetto di spesa per il personale che riteniamo insufficiente rispetto ai bisogni assistenziali e che ostacola le assunzioni necessarie al pieno funzionamento dell’ospedale. Anche l’Irccs Neurolesi presenta criticità economico-finanziarie, avendo dovuto ricorrere ad anticipazioni di cassa attraverso l’Asp di Messina. Sono problemi che abbiamo ripetutamente rappresentato e che non possono essere affrontati soltanto attraverso misure tampone”, hanno continuato i sindacalisti della Uil.
“Chiediamo, pertanto, di affrontare l’aggiornamento degli standard delle strutture private. La normativa regionale sulle case di cura, a partire dalla legge regionale n. 39 del 1988, richiede una revisione dei requisiti e delle dotazioni di personale. Riteniamo quegli standard ormai inadeguati rispetto alla complessità degli attuali bisogni assistenziali. Qualità delle cure, sicurezza e tutela dei lavoratori devono essere garantite in ogni struttura: immaginare di ampliare il ricorso alla sanità privata senza affrontare anche questi aspetti rappresenta l’ennesima scelta finalizzata a penalizzare la sanità pubblica. L’assessore regionale alla Salute deve effettuare una chiara opzione politica: investire nella sanità pubblica messinese. Ribadiamo le richieste fondamentali per dare respiro alla nostra sanità: aumento dei posti letto, adeguamento dei tetti di spesa, assunzioni, tutela e rilancio del Piemonte e dell’Irccs, potenziamento del Policlinico e riconoscimento del Papardo quale Dea di secondo livello, con tutte le risorse e le dotazioni necessarie. Occorre un confronto urgente, accompagnato da impegni verificabili e tempi certi. Il benessere lavorativo e organizzativo, la sicurezza delle cure e il diritto alla salute richiedono programmazione e investimenti. La sanità pubblica messinese deve tornare al centro delle decisioni regionali: cittadini e lavoratori hanno già aspettato abbastanza”, hanno così concluso Ivan Tripodi e Livio Andronico.
