Messina, intelligenza artificiale e sostenibilità al centro di Expo Arte dei Due Mari: confronto sull’AI Act e i rischi del greenwashing

Al Monte di Pietà il secondo dei quattro incontri organizzati dall'Ordine degli Architetti, dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina e dall'Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS

Intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale e responsabilità delle imprese sono stati al centro del secondo talk svoltosi questo pomeriggio al Monte di Pietà di Messina, nell’ambito di Expo Arte dei Due Mari. L’appuntamento, secondo di un ciclo di quattro incontri organizzati dall’Ordine degli Architetti, dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina e dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS, ha affrontato un tema di crescente attualità, suscitando un ampio dibattito tra i presenti. Al centro del confronto l’intervento dell’avvocato Giampiero Trizzino, dedicato a “AI Act e sostenibilità: quando l’intelligenza artificiale incontra l’ESG”. Un’occasione di approfondimento sul rapporto tra l’impiego delle nuove tecnologie e gli obblighi di sostenibilità, con particolare attenzione alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e alle criticità che possono accompagnarne l’utilizzo nei processi decisionali delle aziende.

Intelligenza artificiale e criteri ESG: opportunità e rischi per le imprese

Uno dei temi principali dell’incontro ha riguardato il rapporto tra intelligenza artificiale e parametri ESG, acronimo che identifica i criteri ambientali, sociali e di governance utilizzati per valutare la sostenibilità delle attività aziendali. Si tratta di una relazione caratterizzata da una duplice prospettiva. Da una parte, infatti, l’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento utile per supportare le imprese nel rispetto degli obblighi e degli standard di sostenibilità. Dall’altra, il suo utilizzo può introdurre nuovi rischi che richiedono attenzione e adeguati strumenti di controllo.

L’AI può contribuire all’elaborazione delle informazioni e alla gestione dei dati necessari per le attività di verifica e rendicontazione, ma l’affidabilità dei risultati non può essere considerata automatica. Tra le criticità affrontate nel corso del talk figurano le allucinazioni algoritmiche, ovvero la possibilità che i sistemi di intelligenza artificiale producano informazioni inesatte o prive di un adeguato fondamento, e l’opacità dei processi decisionali, che può rendere difficile comprendere le modalità attraverso le quali vengono generate determinate valutazioni. Un altro rischio è rappresentato dal greenwashing, ossia la diffusione di comunicazioni ambientali ingannevoli o non adeguatamente supportate da elementi concreti. Il tema assume particolare rilievo quando gli strumenti di intelligenza artificiale vengono utilizzati per elaborare, presentare o comunicare informazioni relative alle prestazioni di sostenibilità delle imprese.

AI Act e sostenibilità, il quadro normativo europeo

L’intervento dell’avvocato Giampiero Trizzino ha approfondito anche il rapporto tra il Regolamento europeo 2024/1689, conosciuto come AI Act, e il quadro normativo dell’Unione europea in materia di sostenibilità. L’AI Act introduce una disciplina europea sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di definire regole e responsabilità per l’impiego dei sistemi tecnologici, secondo un’impostazione che tiene conto dei differenti livelli di rischio.

Il confronto con la normativa sulla sostenibilità evidenzia la necessità per le aziende di considerare l’innovazione tecnologica non soltanto come un’opportunità di sviluppo, ma anche come un ambito nel quale devono essere garantiti trasparenza, affidabilità e adeguati controlli. Il rapporto tra queste disposizioni pone quindi questioni che interessano direttamente le modalità con cui le imprese utilizzano gli strumenti digitali e organizzano le attività legate ai propri obiettivi ESG.

Governance aziendale e responsabilità nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale

Un ulteriore aspetto approfondito durante il talk riguarda il ruolo della governance d’impresa, elemento centrale nel rapporto tra intelligenza artificiale e sostenibilità. L’introduzione di sistemi di AI nelle attività aziendali richiede infatti una riflessione sugli assetti organizzativi, sulle responsabilità e sulle procedure necessarie per gestire correttamente le tecnologie utilizzate. La disponibilità di strumenti sempre più avanzati non elimina la necessità di controllare le informazioni prodotte e di verificare l’affidabilità dei processi decisionali.

Da qui l’importanza di adeguare gli assetti organizzativi aziendali, affinché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sia accompagnato da modalità di gestione coerenti con il quadro normativo europeo e con gli obiettivi di sostenibilità. Il tema coinvolge non soltanto gli aspetti tecnologici, ma anche quelli giuridici e organizzativi, evidenziando quanto la gestione dell’innovazione richieda competenze differenti e un’attenta valutazione dei possibili rischi.