Si accende a Messina il confronto politico e istituzionale sul ruolo dei consiglieri di Circoscrizione e sui rapporti tra gli eletti nei territori e gli uffici dell’amministrazione comunale. Al centro dello scontro c’è la Direttiva n. 4/2026 del Segretario Generale, emanata il 12 agosto, che stabilisce un nuovo percorso per le segnalazioni provenienti dai singoli consiglieri delle Municipalità. Il tema è approdato oggi in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Marcello Scurria, che insieme a Giuseppe Capurro contesta la previsione secondo cui le segnalazioni riguardanti manutenzione, viabilità, sicurezza, igiene, verde pubblico e disservizi debbano essere preventivamente trasmesse al presidente della Circoscrizione prima di essere inoltrate agli uffici comunali competenti. La questione non riguarda soltanto una diversa modalità organizzativa. Secondo Scurria e Capurro, infatti, il nuovo meccanismo rischia di incidere direttamente sulle prerogative degli eletti, introducendo un passaggio intermedio che potrebbe rallentare le segnalazioni e limitare l’autonomia dei singoli consiglieri. La direttiva e le contestazioni del gruppo erano già emerse nelle scorse settimane: il documento prevede effettivamente il passaggio preventivo delle segnalazioni attraverso il presidente della Circoscrizione.
Scurria: “la burocrazia non può diventare un filtro al mandato dei consiglieri”
Il punto politico sollevato in Aula è racchiuso in una frase molto netta: “la burocrazia non può diventare un filtro al mandato dei consiglieri eletti dai cittadini”. È questo il principio attorno al quale ruota l’interrogazione presentata da Scurria. La contestazione riguarda il rapporto tra l’organizzazione amministrativa interna del Comune e le prerogative degli organi eletti nelle Circoscrizioni, organismi che hanno un proprio consiglio e un proprio presidente eletti insieme agli organi comunali. Il sito istituzionale del Comune conferma, tra le competenze delle strutture circoscrizionali, anche la gestione dei rapporti tra Consigli di Circoscrizione, sindaco, Giunta e Consiglio comunale. Secondo i consiglieri del gruppo Scurria Sindaco, proprio questa funzione rappresentativa rischia di essere compressa se ogni segnalazione dei singoli eletti deve necessariamente transitare attraverso la presidenza della Municipalità.
Il rischio del “filtro politico-amministrativo”
Scurria descrive in termini molto chiari la propria preoccupazione. Secondo i due consiglieri, la previsione contenuta nella direttiva “rischia di trasformarsi in un vero e proprio “filtro politico-amministrativo” sull’attività dei consiglieri di Circoscrizione”. Da qui la richiesta di conoscere il presupposto normativo che avrebbe consentito di introdurre il nuovo passaggio obbligatorio. “Chiediamo semplicemente di sapere quale sia la norma che consente di introdurre questo passaggio obbligatorio – dichiara Scurria – perché il Regolamento per il Decentramento non può essere sostituito da una direttiva amministrativa quando si interviene sulle prerogative degli organi elettivi”. Il punto posto dal gruppo riguarda quindi la gerarchia delle fonti regolamentari e la possibilità che una direttiva amministrativa intervenga sulle modalità concrete con cui un consigliere eletto esercita il proprio mandato.
Ventuno consiglieri di Municipalità contestano la direttiva
La vicenda, sostiene Scurria, avrebbe già prodotto effetti concreti nei rapporti tra consiglieri e uffici. I due evidenziano infatti che: “la questione, però, avrebbe già prodotto conseguenze concrete. Ventuno consiglieri di Municipalità hanno infatti segnalato che alcuni uffici comunali avrebbero rifiutato di ricevere direttamente le loro segnalazioni, richiamando proprio la Direttiva n. 4/2026”. Non si tratterebbe dunque, nella loro ricostruzione, di una contestazione astratta sulla formulazione del documento, ma di una disposizione che avrebbe già modificato il modo in cui alcuni rappresentanti territoriali riescono a interloquire con gli uffici. Il dato politico è particolarmente rilevante perché la protesta non sarebbe circoscritta a una sola Municipalità o a un unico schieramento.
“Una buca o una situazione di pericolo non possono aspettare”
Scurria e Capurro portano il confronto su un terreno molto concreto: quello delle segnalazioni quotidiane che arrivano dai quartieri. “Se un consigliere segnala una buca, un problema di illuminazione, una situazione di pericolo o un disservizio – sottolinea Scurria – non si comprende per quale ragione debba essere costretto a passare preventivamente dal Presidente della Municipalità. Il rischio è quello di rallentare le segnalazioni e, soprattutto, di limitare nella pratica l’autonomia di chi è stato eletto per rappresentare il territorio”. È probabilmente questo il passaggio che sintetizza meglio la natura dello scontro. Per i promotori dell’interrogazione, un consigliere circoscrizionale deve poter svolgere una funzione di collegamento diretto tra territorio e amministrazione, soprattutto quando si tratta di comunicare criticità immediate. La presenza di un passaggio preventivo attraverso il presidente viene invece considerata un potenziale ostacolo operativo.
Il richiamo all’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali
Nel mirino del gruppo entra anche il riferimento all’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali, richiamato da Scurria e Capurro nell’ambito della discussione sulle prerogative dei consiglieri. Il tema è quello dei diritti riconosciuti agli eletti nell’esercizio del proprio mandato e della possibilità che disposizioni amministrative interne ne condizionino concretamente l’attività. Il gruppo insiste sul fatto che la vicenda non possa essere ridotta a un semplice problema organizzativo degli uffici. Secondo Scurria riguarda invece la stessa concezione della rappresentanza territoriale e il ruolo affidato ai consiglieri di Municipalità dai cittadini.
Sette Municipalità coinvolte nella protesta
Un altro elemento sul quale i due consiglieri insistono è la dimensione della contestazione. “A rendere ancora più significativa la vicenda è il fatto che 21 consiglieri appartenenti a sette diverse Municipalità cittadine hanno sottoscritto, proprio ieri, una formale presa di posizione contro la direttiva. Non siamo di fronte a una contestazione personale o a un episodio isolato – afferma Scurria – ma a una questione che riguarda il funzionamento stesso della rappresentanza nei territori”.
Cosa chiede Scurria nell’interrogazione
L’interrogazione punta ora a ottenere una risposta formale dell’amministrazione su tre aspetti strettamente collegati: la base normativa della direttiva, la possibilità per i consiglieri di continuare a rivolgersi direttamente agli uffici e l’eventuale revisione delle disposizioni contestate. Il documento chiede al sindaco: “di chiarire quale sia il fondamento normativo della direttiva, di confermare che i consiglieri possano continuare a trasmettere direttamente le proprie segnalazioni agli uffici comunali e di valutare la rettifica o la sospensione delle disposizioni che possano determinare una compressione delle prerogative consiliari”.
“Nessuna direttiva amministrativa può diventare un ostacolo”
Scurria e Capurro concludono il proprio intervento annunciando anche la possibilità di portare la vicenda oltre Palazzo Zanca qualora le risposte dell’amministrazione non fossero ritenute sufficienti. “Vogliamo un chiarimento netto – conclde Scurria. I consiglieri di Circoscrizione sono stati eletti dai cittadini e devono poter svolgere pienamente il proprio mandato. Nessuna direttiva amministrativa può trasformarsi in un ostacolo all’ascolto dei problemi dei territori. Se non arriveranno risposte chiare e soddisfacenti, siamo pronti a coinvolgere gli organi regionali competenti in materia di Autonomie Locali”.
Laura Castelli difende la direttiva
Sul fronte dell’amministrazione è arrivata però una posizione di segno opposto. A rispondere è stata il vicesindaco Laura Castelli, che ha difeso la Direttiva n. 4/2026 sostenendo che il provvedimento serve a rendere più ordinati ed efficienti i rapporti tra rappresentanti territoriali e uffici.
Critici anche Vaccarino, Sorbello, Gioveni e Oteri
Nel corso del dibattito sono emerse perplessità anche da altri consiglieri comunali. Si sono espressi criticamente Benedetto Vaccarino, Anna Sorbello, Libero Gioveni e Cosimo Oteri, allargando quindi il fronte delle contestazioni rispetto ai soli promotori dell’interrogazione.
