Si chiude con l’approvazione di otto delibere di debiti fuori bilancio la seduta odierna del Consiglio comunale di Messina, al termine di una giornata caratterizzata da interrogazioni, confronto politico e passaggi amministrativi di rilievo. L’assise si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo di Rebecca Galli e Francesco Nicolosi scomparsi in tragici incidenti stradali. Le otto proposte sono state approvate a maggioranza e riguardano tutte il riconoscimento di debiti derivanti da provvedimenti giudiziari, ai sensi dell’articolo 194, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 267 del 2000, il Testo unico degli enti locali.
A chiudere politicamente la seduta è stato però il capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni, che ha posto l’accento non tanto sul merito delle singole deliberazioni quanto sui numeri che hanno consentito all’Aula di completarne l’approvazione. Il consigliere ha infatti sostenuto che la tenuta del numero legale sia dipesa anche dalla presenza di alcuni esponenti dell’opposizione, nonostante la consistenza numerica della maggioranza che fa riferimento a Sud chiama Nord.
Cosa prevede l’articolo 194 del Testo unico degli enti locali
Il riferimento normativo è l’articolo 194, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 267/2000. La disposizione consente agli enti locali di riconoscere la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive e da altri provvedimenti giudiziari che determinano un’obbligazione a carico dell’amministrazione. Si tratta di una procedura necessaria per riportare all’interno del bilancio comunale un debito che, pur non essendo stato originariamente previsto nella programmazione finanziaria, è diventato giuridicamente dovuto. Il passaggio in Consiglio rappresenta quindi un atto formale necessario ai fini della regolarizzazione contabile.
Gioveni: “C’è un fatto politico evidente”
La dichiarazione del capogruppo di Fratelli d’Italia arriva al termine della seduta ed è molto netta: “c’è un fatto politico evidente, le delibere sono passate soltanto grazie al senso di responsabilità di alcuni consiglieri di opposizione. Altrimenti sarebbe venuto meno il numero legale, nonostante Sud chiama Nord disponga di una maggioranza bulgara”. Gioveni concentra quindi la propria critica sulla tenuta del numero legale. Secondo la sua ricostruzione, senza la presenza di alcuni esponenti dell’opposizione il Consiglio non avrebbe potuto proseguire regolarmente i lavori fino all’approvazione degli otto provvedimenti.
