Messina: il caso Matteo Bottari, la storia di un delitto senza verità

Il viaggio in una vicenda che ancora oggi continua ad essere priva di una risposta definitiva

A quasi trent’anni dall’omicidio del medico e docente dell’Università di Messina Matteo Bottari, sono ancora molte le ipotesi e le ambiguità sul caso. Mafia, Università e potere sono il punto centrale della conferenza promossa dal professor Dario Caroniti, docente di storia del pensiero politico e arricchita dalla partecipazione del giornalista e scrittore Roberto Gugliotta. La conferenza, svolta presso il dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università degli Studi di Messina, nell’ambito del corso di storia del pensiero politico, si è aperta con un’introduzione del professore Dario Caroniti, che ha ricordato come nell’Ateneo di Messina siano avvenuti nel passato diversi episodi criminali.

La presenza della mafia, spesso silenziosa, si è manifestata tramite intimidazioni e un’ottima capacità di insediarsi proprio nei luoghi nei quali venivano amministrati potere e risorse. Il docente sottolinea che è necessario evitare generalizzazioni, ma che il caso Bottari è difficile da considerare avulso dalla storia della città. Da qui emerge una riflessione del professore Caroniti sulla struttura e la stabilità del potere: famiglie, gruppi e reti di relazioni capaci di persistere in epoche politiche differenti, conservando una presenza importante nelle istituzioni e nella società stessa. Successivamente, l’ospite dell’incontro, Roberto Gugliotta, scrittore del libro dedicato al caso di Matteo Bottari, “L’omicidio che sconvolse Verminopoli”, ha ripercorso il caso, partendo da una domanda centrale: “Chi ha ucciso Matteo Bottari?”.

Una vicenda che ancora oggi continua ad essere priva di una risposta definitiva. Gugliotta ripercorre la sera del delitto. La sera del 15 gennaio 1998 , Matteo Bottari uscito dalla Clinica Cappellani, mentre si trovava nella proprio auto, venne colpito da un colpo di un fucile caricato a pallettoni. Nonostante i tentativi di salvataggio, Bottari morì poco dopo il suo arrivo in ospedale. La ricostruzione di Gugliotta attraversa ventotto anni di indagine e si concentra su quelle che definisce come “anomalie” sul caso: testimonianze assenti o tardive; intercettazioni che i sospettati sembravano già conoscere; elementi dell’indagine che non sarebbero stati approfonditi e molte ipotesi aperte e successivamente accantonate.

L’incontro non si è limitato alla ricostruzione di un caso di cronaca, ma si è incentrato su una riflessione molto più ampia sulla storia della città, rapporti tra criminalità organizzata e centri di potere. Il delitto Bottari aveva richiamato anche l’attenzione nazionale. Nel febbraio del 1998 la Commissione parlamentare antimafia si era recata a Messina, evidenziando un intreccio tra criminalità, istituzioni, magistratura e Università che Nichi Vendola, esponente politico e all’epoca vice presidente della commissione, definì “verminaio”, espressione che segnò i successivi dibattiti sul caso Messinese. Tale vicenda, sottolinea il professore Caroniti, non ha però sviluppato una mobilitazione antimafia duratura e forte come avvenne invece a Palermo in seguito alle stragi di Capaci o, ancora, a Catania a seguito dell’assassinio di Giuseppe Fava.

Nel corso dell’incontro, Gugliotta ha inoltre esposto i nuovi accertamenti sul caso, sottolineando però l’importanza di distinguere i fatti dalle ipotesi. Occorre, come sottolineato dal professore Caroniti, ricordare che la legalità non può essere ricostruita, nascondendo o dimenticando i fatti, ma risulta necessario capire ciò che è successo, comprenderne i meccanismi e soltanto dopo tentare di superarli. La conferenza si è conclusa con uno spazio aperto alle domande e alle considerazioni degli studenti e delle persone presenti, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i relatori sui diversi punti emersi nel corso dell’incontro. Sono ancora molte le ombre sulla vicenda, e per questo, la conferenza si è conclusa con la stessa domanda con cui è iniziata: “Chi ha ucciso Matteo Bottari?”.

di Emanuela Ottanà