Si accende il dibattito politico a Messina sulla realizzazione dell’hub ATM di Torre Faro, con le opposizioni che incalzano la maggioranza e il sindaco Federico Basile, chiedendo chiarezza sulle scelte amministrative ed economiche legate al progetto. Al centro della questione ci sono i costi dell’intervento, la disponibilità dell’area destinata all’infrastruttura e le ragioni che hanno portato alla scelta di un terreno privato. La vicenda riguarda un’infrastruttura destinata al sistema della mobilità cittadina, ma le modalità individuate per la sua realizzazione hanno sollevato interrogativi sull’impiego delle risorse pubbliche e sulla gestione dell’operazione. In particolare, il confronto si concentra sull’opportunità di realizzare un’opera con fondi pubblici su un terreno che rimane di proprietà privata, anziché valutare soluzioni alternative come l’acquisto o l’esproprio dell’area.
Oltre 600mila euro tra lavori e affitto: i dubbi delle opposizioni
Secondo quanto evidenziato dai consiglieri comunali di opposizione, l’operazione prevede una spesa di circa 315mila euro per i lavori e 330mila euro per l’affitto del terreno per nove anni, per un importo complessivo di 645mila euro. L’area, situata in via Circuito a Torre Faro, ha una superficie di circa 1.700 metri quadrati ed è di proprietà dell’imprenditore Roberto Ruggeri. Il progetto prevede un nuovo capolinea per gli autobus ATM, con stalli e infrastrutture di ricarica per i mezzi elettrici e 32 posti auto. La consegna dei lavori è avvenuta il 24 settembre, come comunicato dal Comune di Messina. A sollevare il caso sono stati inizialmente i consiglieri del Partito Democratico Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone, che hanno chiesto chiarimenti sulle ragioni economiche e amministrative alla base della scelta. I rappresentanti del PD contestano soprattutto il fatto che ATM realizzi “un’infrastruttura permanente su un terreno che non diventerà di proprietà dell’azienda”. Secondo i consiglieri, sarebbe stato necessario “valutare con maggiore attenzione la possibilità di procedere all’acquisto o all’esproprio dell’area, anche per verificare quale soluzione sarebbe risultata economicamente più conveniente per la collettività”. I tre esponenti democratici hanno annunciato “una richiesta di accesso agli atti, riservandosi inoltre eventuali iniziative presso la Corte dei conti e altre sedi competenti”.
Anche Fratelli d’Italia chiede chiarimenti: la questione arriva in Commissione
Alle richieste del Partito Democratico si sono aggiunte quelle dei consiglieri di Fratelli d’Italia Dario Carbone e Libero Gioveni, che hanno sollecitato “una discussione urgente nella IV Commissione consiliare, già convocata per martedì 13 ottobre alle ore 11:30, con all’ordine del giorno l’audizione dei vertici ATM”. I due consiglieri chiedono che vengano esaminati “i documenti relativi all’intera operazione, dall’avviso pubblico del maggio 2023 ai verbali del Consiglio di amministrazione, dalla perizia di stima al contratto di affitto, fino agli atti riguardanti l’affidamento dei lavori”. Carbone e Gioveni hanno inoltre chiesto “di estendere la convocazione all’assessore ai Lavori pubblici Francesco Caminiti, per approfondire le motivazioni che hanno portato a individuare proprio quell’area”. Per i consiglieri di Fratelli d’Italia, la Commissione “dovrà chiarire se siano state valutate alternative all’affitto e per quali ragioni si sia scelto di investire risorse pubbliche in un’infrastruttura su un terreno privato”.
Capurro e Scurria vogliono esaminare gli atti
Anche Pippo Capurro e Marcello Scurria, del gruppo Scurria Sindaco, hanno annunciato l’intenzione “di acquisire la documentazione amministrativa relativa all’hub di Torre Faro”. I consiglieri intendono “approfondire in particolare le condizioni del contratto di locazione, i costi complessivi dell’intervento e il procedimento attraverso il quale ATM è arrivata alla scelta del terreno”. L’iniziativa si inserisce nel confronto politico che vede diverse componenti dell’opposizione chiedere maggiore trasparenza sull’operazione.
Il caso del terreno e le domande sulla procedura di selezione
A intervenire sulla vicenda è stata anche Palmira Mancuso, coordinatrice regionale di +Europa in Sicilia, che ha posto una serie di interrogativi sulle modalità con cui è stata individuata l’area. Tra gli elementi sui quali viene chiesta chiarezza figura “la durata dell’avviso pubblico del maggio 2023, rimasto aperto per otto giorni”. Un periodo sul quale Mancuso e altri esponenti delle opposizioni chiedono “spiegazioni, insieme ai criteri utilizzati per confrontare le offerte pervenute”. Un ulteriore aspetto del dibattito riguarda “il proprietario del terreno, Roberto Ruggeri, ideatore del Sud Innovation Summit, manifestazione realizzata a Messina con il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale”.
La maggioranza e il sindaco Basile chiamati a chiarire le scelte sull’hub
La questione è destinata a rimanere al centro del confronto politico a Palazzo Zanca. Le opposizioni chiedono alla maggioranza, al sindaco Federico Basile e ai vertici di ATM di chiarire non soltanto le caratteristiche tecniche dell’intervento, ma soprattutto la convenienza economica della soluzione adottata. L’Amministrazione comunale ha presentato l’hub come un nuovo punto di interscambio strategico per la mobilità a Torre Faro, destinato a migliorare l’organizzazione dei servizi di trasporto pubblico nella zona. Le contestazioni politiche riguardano invece le modalità di realizzazione e l’utilizzo delle risorse pubbliche. Due aspetti distinti sui quali le opposizioni chiedono risposte puntuali, senza mettere necessariamente in discussione l’utilità di una struttura dedicata al trasporto pubblico.
