A oltre due mesi dalle elezioni di secondo livello del 27 luglio, si apre un nuovo fronte politico alla Città Metropolitana di Messina. Il consigliere metropolitano di Fratelli d’Italia Libero Gioveni interviene direttamente sulla gestione dell’Ente guidato dal sindaco metropolitano Federico Basile, chiedendo perché non sia stato ancora nominato il vicesindaco metropolitano e perché non siano state assegnate deleghe ad alcuni consiglieri. Una questione che Gioveni pone in termini politici e amministrativi, richiamando anche le possibilità previste dalla normativa regionale e contestando quello che definisce un eccessivo accentramento delle competenze nelle mani del sindaco metropolitano, già impegnato anche alla guida del Comune di Messina.
Gioveni: “perché il sindaco Basile non nomina ancora il vicesindaco?”
L’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia parte da una domanda netta rivolta al sindaco metropolitano. “Perché il sindaco metropolitano Basile non nomina ancora il vicesindaco a Palazzo dei Leoni e non assegna le deleghe ad alcuni consiglieri metropolitani?”. Gioveni ricorda come il nuovo Consiglio metropolitano di Messina sia stato eletto attraverso le elezioni di secondo livello dello scorso 27 luglio, sottolineando che da quella data siano trascorsi ormai più di due mesi. “Sono trascorsi già più di 2 mesi dalle elezioni – evidenzia Gioveni – e nonostante la L.R. 4 agosto 2015 n. 15 e s.m.i. all’art. 12 commi 2 e 3 prevede questa possibilità, il sindaco Basile ancora tace!”
Città Metropolitana di Messina, l’accusa sull’accentramento dei poteri
Il consigliere metropolitano di FdI concentra poi le proprie critiche sul modello di gestione adottato dal sindaco Federico Basile, contestando quello che considera un eccessivo accentramento delle funzioni. “Perché questo immobilismo? Perché persevera nell’accentrare tutto a sé con l’aggravante dei suoi molteplici impegni anche come sindaco del comune capoluogo?”. Secondo Gioveni, all’interno della stessa maggioranza consiliare sarebbero presenti figure con esperienza istituzionale tali da poter assumere responsabilità e deleghe nella gestione dell’Ente. “Eppure di motivazioni per procedere in tal senso ne ha a iosa – insiste il consigliere – sia perché all’interno della sua maggioranza d’Aula vi sono autorevoli figure di esperienza istituzionale essendo presente qualche sindaco attuale e passato, sia perché la Città Metropolitana non viene governata come un Ente di così elevata complessità meriterebbe”.
Gioveni: “una sola seduta in due mesi”
Un altro elemento sollevato dall’esponente di Fratelli d’Italia riguarda l’attività svolta finora dal nuovo Consiglio metropolitano. Gioveni evidenzia come, dal momento dell’insediamento, si sia tenuta una sola seduta consiliare, dedicata al riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio e all’approvazione della convenzione con il Comune di Messina relativa al ruolo del Segretario Generale nei due enti.“Basti pensare – prosegue l’esponente di FdI – che da quando ci siamo insediati, si è svolta solo una seduta in due mesi per il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio e per l’approvazione della convenzione col Comune di Messina finalizzata al ruolo del Segretario Generale in entrambi gli enti, mentre per i problemi legati, per esempio, alla viabilità provinciale, ai servizi sociali, alla carenza di personale, alla manutenzione delle strade, alla sicurezza del territorio o all’edilizia scolastica, non vi è traccia ancora di una seria programmazione o di una condivisione con l’organo consiliare”.
Viabilità, scuole e servizi sociali: i temi sollevati da Fratelli d’Italia
Nel suo intervento, Gioveni richiama quindi una serie di questioni che riguardano direttamente il territorio della Città Metropolitana di Messina e i Comuni che ne fanno parte. Tra i temi indicati dal consigliere figurano la viabilità provinciale, la manutenzione delle strade, i servizi sociali, la carenza di personale, la sicurezza del territorio e l’edilizia scolastica. Secondo Gioveni, proprio la complessità di queste materie renderebbe necessaria una maggiore condivisione delle responsabilità e una programmazione più strutturata con il coinvolgimento dell’organo consiliare.
Il nodo della legge sulle Città Metropolitane
Il consigliere di Fratelli d’Italia riconosce anche le criticità dell’attuale quadro normativo che disciplina le Città Metropolitane e i Liberi Consorzi, sostenendo la necessità di una riforma. La questione normativa, secondo Gioveni, non sarebbe tuttavia sufficiente a giustificare l’attuale gestione dell’Ente, soprattutto alla luce delle richieste che arrivano dai 108 Comuni dell’area vasta. “Sono ben consapevole – conclude Gioveni – che la legge che regolamenta la gestione delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi è assolutamente zoppa e và urgentemente riformata, ma è altrettanto vero che, stante le numerose istanze provenienti dai 108 comuni dell’area vasta, il sindaco Basile non può continuare a fare spallucce avocando a sé poteri e competenze che peraltro, al momento, rimangono solo sulla carta vista la palese inerzia della sua azione amministrativa”.
