Il contratto di servizio di ATM Messina torna al centro del dibattito politico a Palazzo Zanca. A sollevare una serie di interrogativi è il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, che chiede chiarimenti sulla mancata attuazione della parte del contratto che prevede, nel corso del 2026, l’affidamento tramite gara pubblica a operatori privati di una quota pari al 10% delle percorrenze delle autolinee, quantificata in circa 610mila chilometri annui sulla base dei dati del 2025. Il punto, secondo Gioveni, è capire perché questa previsione non sia stata ancora concretamente attuata e quali conseguenze possano derivare dall’eventuale mancato rispetto della disposizione contenuta nel contratto di servizio. Il consigliere annuncia che porterà la questione in Commissione Trasporti, dove sarà presente anche il nuovo Consiglio di amministrazione dell’azienda, con l’obiettivo di ottenere risposte sia sul piano amministrativo sia sul fronte delle garanzie per il personale.
ATM Messina, Gioveni chiede perché non sia stato ancora applicato il contratto di servizio
L’interrogativo posto dal capogruppo di Fratelli d’Italia è diretto e riguarda una delle clausole del contratto decennale che disciplina il servizio di trasporto pubblico locale. “Come mai non è stato ancora rispettato il contratto di servizio ATM nella parte che stabilisce l’affidamento tramite gara pubblica nell’anno 2026 di una quota del 10% delle percorrenze delle autolinee (pari a circa 610.000 km annui, calcolati sulle percorrenze del 2025) a operatori privati?”. È da questa domanda che prende le mosse la posizione di Gioveni, che ricorda come il proprio gruppo avesse espresso voto contrario alla delibera approvata nell’aprile 2025 con la quale era stato attivato il vigente contratto di servizio decennale di ATM. Tra le ragioni dell’opposizione, spiega il consigliere, vi erano sia la durata del contratto, ritenuta eccessiva, sia proprio la previsione di una parziale esternalizzazione del servizio.
Il voto contrario di Fratelli d’Italia al contratto decennale
Gioveni torna quindi sulle motivazioni politiche che avevano portato Fratelli d’Italia a votare contro il provvedimento. “Fra i motivi che ci avevano spinto a votare contro – spiega Gioveni – oltre alla lunga durata del contratto (10 anni ci erano sembrati troppi) vi era proprio la previsione di questa parziale esternalizzazione del servizio che preoccupa non poco i lavoratori, seppur – occorre ricordare – sia prevista per legge”. Il nodo, dunque, non riguarda soltanto il rapporto tra Comune e soggetti privati, ma anche le possibili ricadute sui lavoratori di ATM Messina, che secondo il consigliere guarderebbero con preoccupazione alla prospettiva dell’affidamento esterno di una parte delle percorrenze.
Le norme richiamate: ART e decreto legislativo sui servizi pubblici locali
Gioveni richiama anche il quadro normativo sul quale poggerebbe la previsione contenuta nel contratto di servizio. “Infatti – spiega il consigliere – l’affidamento parziale del servizio di trasporto a privati fa esplicito riferimento all’Allegato A della Delibera n. 154/2019 dell’ART (Autorità di Regolazione Trasporti) e al Decreto Legislativo 23 dicembre 2022, n. 201 (Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica).” Il consigliere evidenzia quindi come la previsione dell’affidamento parziale non sia un elemento esterno al contratto, ma una disposizione inserita nello stesso impianto del servizio. Da qui la richiesta di capire per quale motivo, nonostante il 2026 sia ormai in fase avanzata, non risultino ancora concretizzati i passaggi previsti.
L’accordo “Gross Cost” e il 10% delle percorrenze del 2025
Secondo quanto riportato da Gioveni, il contratto prevede la stipula di un accordo di tipo “Gross Cost”, vale a dire a costo lordo, tra il Comune e l’operatore privato individuato attraverso una procedura pubblica. “Secondo quanto stabilito nel contratto – prosegue l’esponente di FdI – nel corso di quest’anno (che peraltro sta per volgere al termine), si sarebbe dovuto stipulare un accordo di tipo “Gross Cost” (costo lordo) tra il Comune e l’operatore privato selezionato tramite procedura a evidenza pubblica, affidandogli appunto il 10% del chilometraggio percorso nel 2025″. Una previsione che, secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, non avrebbe ancora trovato attuazione concreta. Ed è proprio su questo punto che Gioveni concentra le domande rivolte all’amministrazione e all’azienda.
“Dov’è questo accordo? Dov’è il bando rivolto ai privati?”
Il consigliere chiede di sapere se siano stati avviati gli atti necessari per procedere con l’affidamento e quali siano, eventualmente, le tutele previste per il personale. “Ma dov’è questo accordo? Dov’è il bando rivolto ai privati? E se si dovesse procedere in questo senso, che garanzie ci sono per il personale di esercizio?”. Sono interrogativi che, nella posizione espressa da Gioveni, assumono un doppio significato. Da un lato c’è la questione amministrativa, cioè l’attuazione della previsione contrattuale. Dall’altro c’è il tema occupazionale, con la richiesta di conoscere in anticipo quali garanzie sarebbero riconosciute ai lavoratori nell’ipotesi in cui una parte delle percorrenze venisse effettivamente affidata a soggetti privati.
I dubbi sui possibili effetti per Palazzo Zanca
Un altro aspetto sollevato dal consigliere riguarda le eventuali conseguenze per il Comune di Messina nel caso in cui la disposizione non venisse rispettata. “E soprattutto – insiste preoccupato il capogruppo – che riflessi negativi possono scaturire per Palazzo Zanca se non si rispetta questa chiara disposizione di legge inserita nel contratto?”. Il tema viene quindi posto non soltanto in termini politici, ma anche sotto il profilo delle responsabilità derivanti dall’attuazione del contratto. Gioveni chiede, in sostanza, di chiarire se il mancato affidamento della quota prevista possa generare conseguenze per l’amministrazione comunale e quali siano gli eventuali margini di intervento.
Il confronto in Commissione Trasporti con il nuovo CdA di ATM
Il capogruppo di Fratelli d’Italia annuncia che tutte queste questioni saranno approfondite in Commissione Trasporti, dove è prevista la presenza del nuovo Consiglio di amministrazione di ATM. “Sono tutti quesiti questi – conclude Gioveni – che vorrò approfondire domani in Commissione Trasporti alla presenza del nuovo CdA dell’azienda anche a tutela del personale qualora se ne dovesse dare esecuzione, unitamente a tutti quegli interrogativi rimasti ancora lettera morta che afferiscono al sempre più complesso mondo di ATM”. Il confronto si preannuncia dunque ampio e non limitato alla sola questione del 10% delle percorrenze da affidare ai privati. Gioveni fa infatti riferimento anche ad altri interrogativi che, a suo giudizio, sarebbero rimasti ancora senza risposta e che riguardano il funzionamento complessivo di ATM Messina. Al centro della discussione restano però soprattutto tre questioni: il mancato avvio della procedura pubblica prevista dal contratto, le possibili conseguenze per Palazzo Zanca e le garanzie da assicurare ai lavoratori qualora l’esternalizzazione venga effettivamente attuata.
