Famiglie isolate, strade impraticabili e mezzi di soccorso impossibilitati a raggiungere le abitazioni in caso di emergenza. È la situazione denunciata dal consigliere della III Circoscrizione di Messina, Nunzio Signorino, che torna a chiedere interventi urgenti per Contrada Luce, a Camaro Superiore, dove da anni i residenti convivono con gravi difficoltà di accesso alle proprie case durante gli eventi meteorologici. Il problema riguarda un nucleo di abitazioni regolarmente sanate e urbanizzate, raggiungibili attraverso una strada che coincide di fatto con l’alveo di un torrente, trovandosi allo stesso livello del corso d’acqua. Quando si verificano precipitazioni anche di media intensità, l’acqua invade la sede viaria, trascinando materiale e compromettendo il fondo stradale. Il risultato è una distesa di massi, detriti, fango e profonde voragini che rende impossibile il transito, lasciando le famiglie senza un collegamento sicuro con il resto della città. Una criticità che, secondo il consigliere, viene aggravata dall’assenza di adeguati interventi di pulizia, disalveo e manutenzione del torrente e che continua a ripresentarsi ciclicamente senza una soluzione definitiva.
Il rischio per i residenti e l’impossibilità di accesso per i soccorsi
La preoccupazione maggiore riguarda le conseguenze che l’isolamento potrebbe avere in caso di emergenza sanitaria o di necessità di intervento dei soccorritori. Tra i residenti ci sono infatti famiglie con bambini e anziani affetti da patologie, per i quali la possibilità di raggiungere rapidamente una struttura sanitaria o ricevere assistenza può risultare determinante. “Non si possono lasciare isolate famiglie, bambini e anziani con patologie senza proporre soluzioni tempestive e concrete”, dichiara Signorino, denunciando anche gli ostacoli burocratici che, a suo giudizio, impediscono di affrontare concretamente il problema. “Il paradosso a cui assistiamo è che gli uffici si trincerano dietro la comodità della classificazione catastale, definendo la strada come ‘torrente’ per giustificare l’inerzia e non intervenire. Ma qui stiamo parlando di case legali e di residenti che, quando piove, non possono nemmeno uscire di casa. Il vero dramma è che se un cittadino dovesse sentirsi male, i mezzi di soccorso come il 118 o i Vigili del Fuoco non avrebbero alcuna possibilità di raggiungerlo”. La denuncia evidenzia dunque un problema che va oltre il semplice disagio nella mobilità quotidiana e investe direttamente la sicurezza e l’incolumità dei cittadini, costretti a confrontarsi con l’incertezza di poter entrare e uscire dalle proprie abitazioni ogni volta che le condizioni meteorologiche peggiorano.
La richiesta di interventi urgenti a Comune, Prefettura e autorità competenti
Per affrontare la situazione, il consigliere della III Circoscrizione ha depositato una richiesta formale indirizzata al sindaco di Messina, nella sua qualità di autorità di Protezione Civile, al Genio Civile, all’Autorità di Bacino e alla Prefettura. L’obiettivo è ottenere un cambio di passo rispetto a una problematica che si trascina da anni e per la quale, secondo Signorino, non è più possibile attendere il verificarsi di conseguenze gravi prima di intervenire. Il primo provvedimento sollecitato riguarda un intervento immediato di somma urgenza per livellare il fondo stradale, rimuovere i detriti accumulati e ripristinare condizioni minime di transitabilità, garantendo un passaggio sicuro sia ai residenti sia ai mezzi di emergenza. Parallelamente, viene richiesta l’esecuzione di operazioni straordinarie di pulizia e disalveo del torrente, superando gli ostacoli burocratici legati alla classificazione catastale della strada. Si tratta di misure ritenute necessarie per affrontare le criticità più immediate e ridurre il rischio che nuove precipitazioni possano provocare ulteriori situazioni di isolamento.
Accanto agli interventi urgenti, Signorino chiede anche una programmazione di opere strutturali definitive che consentano di risolvere il problema alla radice. In particolare, la proposta riguarda la realizzazione di adeguati sistemi di regimazione idraulica e la separazione tra la sede stradale e l’alveo del torrente, così da evitare che il deflusso delle acque continui a compromettere l’unica via di accesso alle abitazioni. Il consigliere contesta inoltre una gestione delle emergenze nella quale, troppo spesso, risorse e interventi straordinari vengono mobilitati soltanto dopo il verificarsi di danni gravi, mentre la prevenzione resta insufficiente. La vicenda di Contrada Luce torna così all’attenzione delle istituzioni con una richiesta precisa: garantire ai residenti condizioni di sicurezza e il pieno diritto alla mobilità, senza lasciare che ogni episodio di maltempo si trasformi in una nuova emergenza. Le famiglie della zona attendono adesso risposte concrete da parte degli enti competenti, nella speranza di superare una condizione di isolamento che si ripete da anni e che, secondo la denuncia del consigliere, le fa sentire cittadini di serie B.
