Soltanto 12 Comuni su 108 della provincia di Messina figurano nell’elenco delle adesioni alla piattaforma nazionale CUDE esaminato dallo SPI CGIL Messina. Gli altri 96, compreso il capoluogo, non compaiono nella ricognizione effettuata dal sindacato. Un dato che solleva interrogativi sull’effettiva diffusione di uno strumento pensato per semplificare la mobilità delle persone con disabilità e ridurre gli ostacoli burocratici negli spostamenti tra territori diversi. La denuncia arriva dal sindacato dei pensionati della CGIL, che chiede alle amministrazioni comunali di fare chiarezza sullo stato delle adesioni e sull’attivazione dei servizi. Il problema riguarda una necessità quotidiana per molti cittadini: raggiungere un ospedale, sottoporsi a una visita medica, seguire una terapia o semplicemente spostarsi da un Comune all’altro senza dover affrontare ulteriori procedure amministrative. Per anziani e persone con disabilità, infatti, anche un trasferimento di pochi chilometri può diventare complicato, soprattutto quando bisogna attraversare zone a traffico limitato e comunicare preventivamente i dati del proprio contrassegno.
Cos’è la piattaforma CUDE e perché è importante per le persone con disabilità
Al centro della questione c’è la piattaforma nazionale CUDE, Contrassegno Unificato Disabili Europeo, uno strumento che permette ai titolari del contrassegno per persone con disabilità, previa registrazione, di essere riconosciuti nelle zone a traffico limitato dei Comuni aderenti, evitando di dover ripetere ogni volta le comunicazioni previste dalle singole amministrazioni. Il sistema è stato concepito per facilitare gli spostamenti e rendere più semplice l’utilizzo delle autorizzazioni già riconosciute ai cittadini aventi diritto. Una possibilità particolarmente importante per chi deve raggiungere strutture sanitarie, ospedali o altri servizi essenziali, magari in una città diversa da quella di residenza. La piattaforma punta a ridurre proprio quelle difficoltà amministrative che, sommandosi agli ostacoli fisici e logistici, rischiano di limitare ulteriormente l’autonomia delle persone più fragili. Per lo SPI CGIL, la diffusione di questo strumento rappresenta quindi una questione concreta di accessibilità e tutela dei diritti, sulla quale le istituzioni locali sono chiamate a fornire risposte.
Nel Messinese 96 Comuni non compaiono nell’elenco: interrogativi anche sul capoluogo
Secondo la ricognizione effettuata dallo SPI CGIL Messina, su 108 Comuni del territorio provinciale soltanto 12 risultano presenti nell’elenco delle adesioni esaminato, mentre gli altri 96 non vi figurano. Tra questi compare anche il Comune di Messina, dove già nel 2024 era stata prospettata l’integrazione con la piattaforma ministeriale. A distanza di oltre due anni da quella proposta, il sindacato chiede di conoscere quali sviluppi abbia avuto il percorso annunciato e se siano stati compiuti passi concreti verso l’attivazione del servizio. Lo SPI CGIL precisa tuttavia un elemento importante: l’assenza di un Comune dall’elenco consultato non costituisce automaticamente la prova della mancata adesione. Il dato, quindi, non può essere interpretato come una certificazione definitiva dell’inattività delle amministrazioni, ma rappresenta un motivo per chiedere verifiche e comunicazioni ufficiali. L’obiettivo è ottenere un quadro chiaro e aggiornato, affinché i cittadini possano sapere quali servizi siano effettivamente disponibili e quali procedure debbano seguire per usufruirne.
Nuovo Codice della strada, prevista l’adesione obbligatoria dei Comuni
La questione assume ulteriore rilevanza alla luce delle novità normative richiamate dal sindacato. Il 13 ottobre, secondo quanto riportato dallo SPI CGIL, il Governo nazionale ha approvato in via preliminare il nuovo Codice della strada, che prevede l’adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma CUDE. Un passaggio che potrebbe rafforzare la diffusione del sistema e uniformare le procedure sul territorio nazionale, ma che non elimina gli interrogativi sull’attuale situazione delle amministrazioni locali. Il sindacato sottolinea infatti che l’adesione alla piattaforma è possibile già da anni e si domanda perché attendere un ulteriore intervento legislativo prima di garantire un servizio destinato a semplificare la vita delle persone con disabilità. La riflessione riguarda il rapporto tra tempi della pubblica amministrazione e bisogni dei cittadini, soprattutto quando sono coinvolte persone che affrontano quotidianamente difficoltà di mobilità e necessitano di risposte rapide ed efficaci.
Su questo punto lo SPI CGIL Messina esprime una posizione netta: “La fragilità non può essere una priorità nei discorsi e diventare un dettaglio nelle decisioni. L’efficienza delle amministrazioni si misura anche dall’attenzione verso chi affronta le maggiori difficoltà. Non chiediamo privilegi, ma diritti e risposte concrete”. Un richiamo rivolto alle istituzioni affinché l’attenzione verso anziani e persone con disabilità non rimanga limitata alle dichiarazioni di principio, ma si traduca in scelte amministrative capaci di incidere concretamente sulla qualità della vita. Per il sindacato, la possibilità di spostarsi senza incontrare ostacoli burocratici evitabili rappresenta una componente essenziale dell’autonomia personale e della piena fruizione dei diritti già riconosciuti.
L’appello ai Comuni: chiarire le adesioni e raccogliere le segnalazioni dei cittadini
Lo SPI CGIL Messina chiede dunque alle amministrazioni comunali di chiarire pubblicamente lo stato delle adesioni alla piattaforma CUDE, fornendo informazioni precise sull’eventuale attivazione del servizio e sui percorsi ancora da completare. Parallelamente, il sindacato invita cittadini e familiari a segnalare eventuali disservizi e difficoltà incontrate nell’utilizzo del contrassegno per persone con disabilità durante gli spostamenti tra Comuni diversi. L’intento è raccogliere le criticità che emergono nella vita quotidiana e impedire che situazioni di disagio rimangano senza risposte. Per l’organizzazione sindacale, la tutela dei pensionati e delle pensionate non si esaurisce nelle questioni previdenziali o economiche, ma comprende anche la difesa della salute, dell’autonomia personale e della qualità della vita. In questa prospettiva, la semplificazione delle procedure amministrative e l’accessibilità dei servizi pubblici diventano aspetti fondamentali dell’impegno a favore delle persone più fragili.
Il sindacato ribadisce infine la volontà di continuare a seguire la questione e di sollecitare risposte da parte delle istituzioni coinvolte: “Chi ha maggiori difficoltà a muoversi non deve avere anche maggiori difficoltà a farsi riconoscere i propri diritti. Lo SPI CGIL Messina continuerà a vigilare, perché prendersi cura delle persone significa anche non lasciarle sole davanti all’indifferenza e alla burocrazia”. La richiesta è quindi quella di fare piena luce sulla situazione dei Comuni del Messinese, a partire dal capoluogo, verificando le adesioni effettive e individuando le eventuali criticità che impediscono il pieno utilizzo della piattaforma. Una questione che interessa direttamente la mobilità e l’accessibilità dei servizi per le persone con disabilità e che, secondo lo SPI CGIL, richiede un impegno concreto delle amministrazioni per evitare che anche un semplice spostamento si trasformi in un ulteriore ostacolo.
Di seguito l’elenco dei comuni.

