Messina, Commissione Sport infuocata: volano parole grosse sul futuro degli stadi e dell’ACR tra “pecore”, “babbarie” e “non capite nulla di calcio”

Seduta infuocata della Commissione Sport presieduta da Silvia Bosurgi. Vaccarino attacca De Luca e l'Amministrazione: "Del calcio se n'è sempre fregato, avrebbe dato il campo alle pecore". Scintille tra l'assessore Finocchiaro e il consigliere Carbone

Parole grosse, accuse politiche, battute al vetriolo, momenti di forte tensione e un confronto acceso sul futuro degli impianti sportivi cittadini. A Messina la questione degli stadi e delle prospettive dell’ACR Messina infiamma la Commissione Sport, trasformando una seduta dedicata alle esigenze della principale realtà calcistica cittadina in un confronto particolarmente duro tra esponenti dell’Amministrazione e consiglieri comunali. Nella riunione di questa mattina, presieduta dal consigliere Silvia Bosurgi, non sono mancati gli scontri verbali. Al centro della discussione la gestione dello stadio “Giovanni Celeste”, le prospettive di utilizzo degli impianti da parte della società giallorossa, le condizioni delle strutture e soprattutto la possibilità di individuare una soluzione amministrativa che consenta al club di programmare le proprie attività sportive e gli eventuali investimenti.

Alla seduta hanno partecipato gli assessori Massimo Finocchiaro, con delega all’impiantistica sportiva, e Stellario Vadalà, assessore allo Sport. Presenti anche il segretario Giuseppe Bellantoni e il club manager dell’ACR Messina, Maurizio Mantineo, mentre il presidente della società, Justin Davis, è intervenuto in collegamento. La discussione è stata caratterizzata da polemiche e accuse, culminate in uno scontro verbale tra l’assessore Finocchiaro e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Dario Carbone. A rendere ancora più teso il clima sono state le dichiarazioni del consigliere Vaccarino, che ha chiamato direttamente in causa il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, contestando la gestione della questione sportiva negli ultimi anni.

Vaccarino attacca De Luca: “del calcio se n’è sempre fregato, avrebbe dato il campo alle pecore”

Uno degli interventi più duri è stato quello del consigliere Vaccarino, che ha rivolto critiche dirette a Cateno De Luca, chiamando in causa anche il passato amministrativo della città. “Al leader De Luca se n’è sempre fregato, così negli ultimi 10 anni, magari avrebbe dato il campo alle pecore”, ha affermato il consigliere, utilizzando un’espressione particolarmente polemica per denunciare quello che ritiene uno scarso interesse nei confronti delle esigenze del calcio messinese.

Vaccarino ha contestato anche la gestione degli impianti sportivi, facendo riferimento alle carenze nella custodia delle strutture e alle difficoltà che continuano a caratterizzare la disponibilità dei campi. Nel mirino delle sue critiche è finito anche l’assessore competente, accusato dal consigliere di non comprendere adeguatamente le problematiche del mondo calcistico. “L’assessore non capisce nulla di calcio”, ha attaccato Vaccarino, chiedendo di interrompere quelli che ha definito “spettacolini da parte dell’amministrazione”.

Scintille tra Finocchiaro e Carbone: “lei parla solo di babbarie, si rilassi”

Non meno acceso il confronto tra Massimo Finocchiaro e Dario Carbone, protagonisti di uno scambio verbale nel quale sono volate parole grosse. Nel corso della discussione è stata pronunciata la frase “lei parla solo di babbarie, si rilassi”, espressione che restituisce il clima di tensione registrato durante la seduta. Il confronto tra l’esponente dell’Amministrazione e il consigliere di Fratelli d’Italia si inserisce in un dibattito più ampio sulla possibilità di affidare alla società calcistica la gestione degli impianti comunali attraverso accordi di durata pluriennale.

Carbone ritiene che l’Amministrazione dovrebbe valutare concretamente questa opportunità, soprattutto alla luce della disponibilità manifestata dall’ACR Messina a sostenere direttamente alcuni interventi di manutenzione e valorizzazione delle strutture. La questione riguarda non soltanto le necessità immediate della squadra, ma anche la possibilità di costruire un rapporto più stabile tra società calcistica e Comune, definendo responsabilità, costi e modalità di utilizzo degli stadi.

Carbone contro l’assenza di Basile: “la presenza del Sindaco era doverosa”

Un altro motivo di polemica è stata l’assenza del sindaco Federico Basile, contestata apertamente dal consigliere Dario Carbone, che aveva richiesto la convocazione della Commissione Sport dedicata all’ACR Messina. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, il primo cittadino avrebbe dovuto partecipare personalmente al confronto, anche in considerazione della lettera aperta indirizzatagli dal presidente Justin Davis. “Stigmatizzo con forza l’assenza del Sindaco Federico Basile. Su un tema così delicato e centrale per la città come il futuro della sua prima squadra di calcio, dopo la lettera aperta che lo stesso Presidente ha rivolto proprio a lui e alle Istituzioni cittadine, la sua presenza era doverosa. Non partecipare è un segnale di scarsa attenzione istituzionale”, ha dichiarato Carbone. La critica riguarda dunque il livello di coinvolgimento dell’Amministrazione nella ricerca di una soluzione alle necessità dell’ACR Messina. Secondo il consigliere, la questione degli impianti sportivi richiede un confronto diretto con i massimi rappresentanti istituzionali della città, considerata la rilevanza sportiva e sociale della squadra giallorossa.

Il nodo della concessione pluriennale del Celeste: Carbone contesta la posizione dell’Amministrazione

Il punto centrale della discussione riguarda la possibilità di concedere all’ACR Messina la gestione dello stadio “Giovanni Celeste” per un periodo sufficientemente lungo da consentire una programmazione sportiva ed economica. Secondo quanto riferito da Carbone al termine della seduta, l’Amministrazione avrebbe manifestato la volontà di non procedere con una concessione pluriennale. Una posizione che il consigliere giudica incomprensibile alla luce delle disponibilità già manifestate dalla società. “Dalla Commissione è emerso con chiarezza un dato che ritengo incomprensibile: l’Amministrazione non intende prevedere una concessione pluriennale per l’ACR Messina, nonostante la società abbia manifestato concretamente la disponibilità a farsi carico di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, compreso il rifacimento e la cura del manto erboso, la pulizia e la guardiania con riferimento allo Stadio Celeste”, sostiene Carbone.

L’esponente di Fratelli d’Italia mette in evidenza una questione economica e gestionale: la disponibilità della società a sostenere direttamente alcuni costi che, in assenza di accordi differenti, resterebbero legati alla gestione comunale dell’impianto. “Ci troviamo davanti a una società che non chiede regali, ma chiede di potersi prendere cura di un impianto che oggi versa in condizioni di degrado, investendo risorse proprie”, prosegue il consigliere. Per Carbone, il mancato raggiungimento di un’intesa rischierebbe di aggravare le difficoltà organizzative del club. “Dire di no significa condannare il Celeste all’abbandono e l’ACR Messina al nomadismo tra campi inadeguati, con le conseguenze che già conosciamo. È una scelta senza logica, antieconomica per il Comune e dannosa per la città”, afferma.

Il documento ufficiale dell’ACR Messina: la richiesta protocollata il 20 luglio

A fornire un elemento documentale importante alla discussione è la richiesta formale dell’ACR Messina relativa allo stadio Giovanni Celeste, contenuta in una comunicazione datata 17 luglio 2026 e acquisita al protocollo del Comune di Messina il 20 luglio 2026, con numero 0242840/2026. La proposta, indirizzata al sindaco Federico Basile, all’assessore all’Impiantistica Massimo Finocchiaro e all’assessore allo Sport Stellario Vadalà, manifesta l’interesse della società a ottenere la concessione oppure l’autorizzazione all’utilizzo del Celeste per la stagione agonistica 2026/2027. Il documento chiarisce che l’impianto viene richiesto per diverse attività:

  • Gli allenamenti della prima squadra.

  • Le attività della squadra femminile.

  • Gli allenamenti e le gare del settore giovanile.

  • Le partite ufficiali di campionato della prima squadra.

La società collega questa richiesta alla necessità di disporre di una struttura stabile per programmare la propria attività sportiva, organizzativa e sociale. Nella comunicazione viene sottolineato anche il valore storico e identitario del Celeste per il movimento calcistico cittadino. L’ACR Messina evidenzia infatti il proprio ruolo di principale realtà calcistica della città per tradizione sportiva, numero di sostenitori, rilevanza storica, attenzione mediatica e investimenti destinati allo sviluppo del calcio sul territorio.

La proposta della società: pulizia, manto erboso e guardiania a proprio carico

Uno degli aspetti più significativi della lettera riguarda gli impegni che l’ACR Messina dichiara di essere disponibile ad assumere. La società propone la sottoscrizione di una convenzione per la gestione dello stadio, precisando che l’accordo non dovrebbe essere inteso come un utilizzo esclusivo dell’impianto, ma come una soluzione aperta alle necessità del territorio. Nella proposta si legge che l’obiettivo è “mettere la struttura a disposizione anche delle altre realtà sportive cittadine, in base agli spazi e agli orari di volta in volta liberi”. L’ACR Messina si dichiara inoltre disponibile a sostenere direttamente le attività di gestione quotidiana.

Tra queste vengono indicate la pulizia, la manutenzione del manto erboso e il servizio di guardiania, con l’obiettivo dichiarato di garantire alla città un impianto curato e pienamente fruibile. La società riconosce anche all’Amministrazione comunale la possibilità di determinare un canone, il cui importo viene rimesso alla valutazione del Comune. Non si tratta, quindi, di una richiesta di utilizzo gratuito necessariamente priva di corrispettivi economici, ma di una proposta da definire attraverso una specifica convenzione.

L’ACR Messina pronta a investire nel Celeste: tra le ipotesi anche una nuova illuminazione

La proposta del luglio scorso contiene un ulteriore elemento rilevante. L’ACR Messina manifesta la disponibilità, previo confronto e accordo sulle modalità e sui costi, a sostenere investimenti destinati al miglioramento dello stadio. Nel documento vengono citati due possibili interventi: la realizzazione dei box giornalisti e la creazione del settore ospiti, insieme alla sostituzione della curva Nord e all’ammodernamento dell’illuminazione. La società precisa che questi interventi potrebbero essere sviluppati nell’ambito di un confronto con il Comune, per individuare le condizioni necessarie alla loro realizzazione. Si tratta dunque di una disponibilità progettuale, non di lavori già approvati o finanziati. L’obiettivo dichiarato dall’ACR Messina è contribuire a restituire alla città un impianto adeguato alla propria storia e alle prospettive sportive future. La società propone, in sostanza, un modello nel quale la gestione ordinaria della struttura possa essere accompagnata da ulteriori investimenti, subordinati a un accordo con l’Amministrazione.

Concessione annuale o pluriennale: cosa aveva chiesto davvero la società

Un passaggio della documentazione assume particolare importanza alla luce delle polemiche emerse in Commissione Sport. Nella lettera, infatti, l’ACR Messina dichiara espressamente la propria disponibilità a valutare sia una concessione annuale sia una concessione pluriennale. La società precisa che, nell’ambito degli accordi eventualmente definiti, sarebbe disponibile ad assumere gli oneri relativi al personale addetto e alla manutenzione ordinaria della struttura.

L’impegno viene accompagnato dalla volontà di assicurare una gestione improntata alla diligenza, al buon andamento e alla valorizzazione del bene pubblico. L’ACR Messina ribadisce inoltre che l’eventuale gestione non dovrebbe compromettere l’accesso delle altre società sportive cittadine. Al contrario, propone una piattaforma organizzativa attraverso la quale rendere disponibili gli spazi nei momenti liberi, favorendo la collaborazione con le altre realtà del territorio. Questo elemento permette di distinguere il contenuto della richiesta originaria dalle contestazioni politiche emerse nella seduta: la società aveva manifestato disponibilità a entrambe le formule, annuale e pluriennale, mentre Carbone ritiene che l’Amministrazione dovrebbe prendere in considerazione soprattutto la seconda.

Le ragioni della programmazione: sponsor, abbonamenti e attività promozionali

Nella seconda pagina della comunicazione, la società spiega perché considera importante raggiungere un accordo in tempi rapidi. La disponibilità stabile dello stadio viene infatti collegata alla necessità di programmare diverse attività connesse alla stagione sportiva. L’ACR Messina richiama in particolare le campagne di marketing, gli abbonamenti, le iniziative rivolte ai tifosi e le attività promozionali sul territorio. Il club sottolinea anche l’importanza di poter definire un quadro organizzativo chiaro per consolidare i rapporti con partner commerciali e sponsor.

Secondo quanto riportato nel documento, la stagione ufficiale dell’ACR Messina avrebbe preso avvio il 1° agosto, circostanza che rendeva particolarmente urgente, già nel mese di luglio, una definizione dell’accordo. La richiesta evidenzia quindi una necessità che va oltre il semplice utilizzo del campo per gli allenamenti e le partite: disporre di un impianto di riferimento viene considerato dalla società un elemento fondamentale per l’intera organizzazione sportiva ed economica.

Carbone rilancia: “ragioniamo anche su una concessione pluriennale del San Filippo”

Il confronto in Commissione ha riguardato soprattutto il Giovanni Celeste, ma Dario Carbone ha chiesto di estendere la discussione anche allo stadio San Filippo – Franco Scoglio. Il consigliere ritiene infatti che sia arrivato il momento di avviare una riflessione complessiva sulla gestione degli impianti calcistici cittadini, senza limitarsi alle necessità immediate della prima squadra. “Ho chiesto in Commissione di aprire subito una riflessione più ampia e coraggiosa: ragionare anche su una concessione pluriennale dello Stadio San Filippo – Franco Scoglio”, spiega. Secondo Carbone, la disponibilità di un soggetto privato a investire nella manutenzione e nella valorizzazione degli impianti dovrebbe rappresentare un punto di partenza per un confronto amministrativo. “Se c’è un imprenditore disposto a investire, a manutenere e a valorizzare i nostri stadi, il Comune ha il dovere di ascoltarlo e di costruire un percorso, non di chiudere le porte”, aggiunge. La proposta relativa al San Filippo costituisce un ulteriore livello del confronto politico: nel documento del luglio scorso allegato alla richiesta della società, infatti, l’oggetto formale è esclusivamente il Giovanni Celeste.