Messina, chioschi nelle ville comunali ancora fermi: Carbone presenta un’interrogazione urgente a Basile e Castelli

Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia denuncia i ritardi nelle procedure per l'installazione dei punti ristoro a Villa Mazzini, Villa Sabin e Ponteschiavo. Cinque offerte presentate e una commissione insediata nel novembre 2024, ma nessun esito comunicato

Il progetto per la realizzazione di nuovi chioschi nelle ville comunali di Messina finisce al centro di un’interrogazione urgente presentata dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Dario Carbone. L’esponente dell’opposizione denuncia quello che definisce uno stallo delle procedure amministrative per l’assegnazione degli spazi destinati ai punti ristoro di Villa Mazzini, Villa Sabin e della Villetta di Ponteschiavo, chiedendo chiarimenti sui ritardi e sui tempi necessari per arrivare all’apertura delle attività. L’interrogazione a risposta scritta è indirizzata al sindaco Federico Basile, all’assessore al Patrimonio Laura Castelli e alla società partecipata Patrimonio Messina S.p.A., incaricata della gestione della procedura. Al centro della contestazione ci sono le cinque offerte presentate dagli operatori economici e l’attività della commissione giudicatrice, insediatasi nel novembre 2024, sulla quale, secondo Carbone, non sarebbero state fornite successive comunicazioni ufficiali.

Villa Mazzini, dalla demolizione dei chioschi abusivi al progetto di riqualificazione

Per ricostruire la vicenda, Carbone parte da quanto accaduto a Villa Mazzini nel 2021, quando furono demoliti tre chioschi abusivi presenti all’interno dello storico giardino pubblico. La rimozione delle strutture, effettuata in esecuzione delle sentenze definitive del giudice amministrativo, aveva posto fine a un lungo contenzioso legato all’abusivismo commerciale. Successivamente era stato avviato un primo intervento di riqualificazione da 300mila euro, finalizzato alla sistemazione delle aree verdi e alla restituzione degli spazi alla collettività. Il consigliere richiama questi passaggi per evidenziare il contrasto tra il percorso di recupero della villa e le difficoltà che, a suo giudizio, continuano a impedire l’attivazione dei nuovi servizi.

Chioschi a Villa Mazzini, Villa Sabin e Ponteschiavo: cinque offerte, ma nessuna aggiudicazione comunicata

Nel giugno 2024 Patrimonio Messina S.p.A. aveva pubblicato un avviso pubblico per la concessione di suolo destinato all’installazione e alla gestione dei chioschi all’interno di Villa Sabin, Villa Mazzini e della Villetta di Ponteschiavo. Il bando prevedeva che la realizzazione dei manufatti fosse interamente a carico dei concessionari, senza quindi porre direttamente sull’Amministrazione le spese per la loro installazione. Secondo quanto riportato da Carbone, alla scadenza dell’avviso erano pervenute cinque offerte e nel novembre dello stesso anno si era insediata la commissione incaricata di esaminarle. Da quel momento, tuttavia, il consigliere sostiene che non siano stati comunicati gli sviluppi della procedura. “All’esito dell’avviso sono pervenute 5 offerte e nel novembre 2024 si è insediata la Commissione Giudicatrice. Da allora, il nulla”, afferma Carbone. Il consigliere evidenzia la mancanza di informazioni ufficiali sugli esiti della valutazione, sulle eventuali aggiudicazioni e sui passaggi successivi necessari per avviare le attività.

Carbone denuncia lo stallo: “nessun esito, nessun contratto, nessun cantiere”

La critica di Fratelli d’Italia riguarda soprattutto i tempi della procedura e l’assenza, secondo quanto denunciato, di aggiornamenti da parte della società partecipata e dell’Amministrazione comunale. “A distanza di oltre due anni dall’avviso e di quasi due anni dall’insediamento della Commissione, non è stata resa nota alla città e al Consiglio Comunale nessuna informazione ufficiale: nessun esito, nessuna aggiudicazione, nessun contratto firmato, nessun cantiere aperto”, sostiene il consigliere. Carbone ritiene che la situazione sia incompatibile con le esigenze di tempestività dell’azione amministrativa e richiama i principi previsti dalla Legge 241/1990.

“È una stasi procedimentale inaccettabile, in aperto contrasto con i principi di buon andamento, efficacia e tempestività dell’azione amministrativa previsti dalla Legge 241/90. Un ritardo che penalizza sia i 5 operatori economici che hanno creduto nell’avviso, sia i messinesi, privati di servizi essenziali di ristoro, sicurezza e aggregazione nelle ville”. Si tratta di valutazioni espresse dal consigliere, che attraverso l’interrogazione chiede di conoscere le ragioni dell’attuale situazione e gli eventuali ostacoli amministrativi ancora da superare.

Le richieste a Basile e Patrimonio Messina: chiarimenti sulle offerte e tempi per l’apertura dei chioschi

Con l’interrogazione urgente, Dario Carbone chiede all’Amministrazione comunale e a Patrimonio Messina S.p.A. di fornire risposte precise su diversi aspetti della procedura. Il primo riguarda lo stato dell’iter istruttorio e l’eventuale conclusione dei lavori della commissione giudicatrice insediatasi nel novembre 2024. Il consigliere vuole inoltre conoscere le ragioni che avrebbero impedito finora di arrivare alla sottoscrizione delle concessioni e all’avvio dei cantieri, chiedendo di individuare le criticità responsabili del ritardo. Un ulteriore chiarimento riguarda l’esito delle cinque offerte presentate, i nominativi degli eventuali aggiudicatari e la presenza di lotti rimasti senza assegnazione. Carbone sollecita infine un cronoprogramma certo per la firma delle concessioni, la consegna delle aree e l’effettiva apertura dei chioschi, così da conoscere i tempi previsti per l’attivazione dei servizi nelle ville comunali.

Villa Dante e Parco Aldo Moro, chiesti aggiornamenti anche sulle strutture di ristoro

L’interrogazione non si limita alle procedure relative a Villa Mazzini, Villa Sabin e Ponteschiavo. Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede infatti informazioni anche sullo stato di avanzamento delle strutture di ristoro previste nell’ambito della riqualificazione del Parco Aldo Moro e di Villa Dante. L’obiettivo è ottenere un quadro complessivo dei progetti riguardanti i punti ristoro nelle aree verdi comunali e conoscere le iniziative programmate per rendere disponibili questi servizi ai cittadini.

La richiesta di Carbone: “Lle ville non possono restare senza servizi per l’inerzia burocratica”

Nella parte conclusiva della sua dichiarazione, Carbone sottolinea la necessità di completare il percorso avviato con la rimozione delle strutture abusive e la riqualificazione degli spazi pubblici. Per il consigliere, la presenza di attività regolarmente autorizzate rappresenterebbe un elemento utile non soltanto per offrire servizi di ristoro, ma anche per favorire la frequentazione e l’aggregazione all’interno delle ville cittadine. “Non possiamo permettere che le nostre ville, dopo essere state liberate dall’abusivismo, restino abbandonate e senza servizi per l’inerzia burocratica. La riqualificazione del verde pubblico passa anche da presidi vivi e controllati”, conclude Dario Carbone.