Un allenamento programmato, una palestra scolastica regolarmente autorizzata e un gruppo di giovani atlete pronte a iniziare una nuova esperienza sportiva. Ma al momento di entrare in campo, la scoperta che ha impedito lo svolgimento dell’attività: canestri del minibasket bloccati con catene e retine chiuse con lucchetti. È quanto denunciato attraverso una nota pubblicata sui social dall’ASD San Matteo – Basket & Minibasket di Messina che ha raccontato l’episodio esprimendo amarezza e preoccupazione per le conseguenze che situazioni del genere possono avere soprattutto sulle ragazze che si avvicinano alla pallacanestro.
Secondo la ricostruzione della società, il primo allenamento del settore giovanile femminile era stato organizzato all’interno di un nuovo plesso scolastico, dopo aver ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni. Erano già stati definiti gli orari, la presenza degli allenatori e gli aspetti organizzativi, ma una volta raggiunta la palestra non è stato possibile utilizzare le attrezzature. A quel punto, le giovani atlete hanno dovuto rinunciare alla seduta e i genitori sono stati costretti a tornare per riprenderle.
La società sportiva: “che messaggio arriva a quelle ragazzine?”
Nel proprio intervento, l’ASD San Matteo invita a riflettere soprattutto sull’impatto che l’episodio può avere sulle giovani partecipanti e sulle loro famiglie. “Pensate di avere il primo allenamento del settore giovanile in un nuovo plesso scolastico, con tutte le autorizzazioni necessarie. Pensate di aver coordinato tutto: orari, coach, organizzazione. Poi immaginate di entrare in palestra e trovare catene ai canestri del minibasket e lucchetti alle retine. Sì, avete capito bene”, si legge nella nota. La società si interroga quindi sulle conseguenze di quanto accaduto: “che messaggio arriva a quelle ragazzine? Ai genitori che le hanno accompagnate e che poco dopo devono tornare a prenderle perché non è stato possibile svolgere l’allenamento?”.
L’amarezza riguarda anche il rischio che episodi simili possano scoraggiare chi sta muovendo i primi passi nel mondo della pallacanestro. “Ragazze che non hanno avuto l’opportunità di fare allenamento. Ragazze che magari proveranno pallavolo, ginnastica artistica, calcio o altre discipline”. Il timore espresso dal club è che un ostacolo organizzativo possa trasformarsi in un motivo di allontanamento dalla pratica sportiva, proprio in un momento in cui le società cercano di avvicinare nuove atlete al basket.
Canestri con catene e lucchetti, l’ASD San Matteo chiama in causa un’altra società sportiva
Uno dei passaggi più significativi della denuncia riguarda le responsabilità per quanto accaduto. L’ASD San Matteo precisa che, secondo quanto riferito nella propria nota, l’istituto scolastico aveva regolarmente autorizzato l’utilizzo della palestra e non sarebbe responsabile dell’impossibilità di svolgere l’allenamento. “La cosa più triste è che tutto questo non è stato causato dall’istituto scolastico, che aveva regolarmente autorizzato l’attività, ma dall’iniziativa di una società sportiva che ha deciso di mettere quei blocchi ai canestri”. Si tratta di una ricostruzione fornita dalla società attraverso i social. Nella nota non viene indicato il nome dell’altra associazione sportiva coinvolta, né sono riportate eventuali spiegazioni da parte di quest’ultima.
La stessa ASD San Matteo riconosce la possibilità che i canestri siano stati installati dalla società che avrebbe deciso di impedirne l’utilizzo. “Siamo consapevoli che quei canestri potrebbero essere stati installati proprio dalla stessa società. Se così fosse, nessuno vuole mettere in discussione l’impegno, il lavoro o gli investimenti fatti per migliorare quella struttura. Ma questo non può diventare una giustificazione per impedire a delle giovani ragazze di allenarsi, divertirsi e vivere una nuova esperienza sportiva”.
Palestre scolastiche e attività sportive, la preoccupazione per gli studenti
La denuncia non si limita all’allenamento annullato, ma richiama anche la funzione delle palestre scolastiche come spazi destinati alle attività motorie degli studenti. Secondo l’ASD San Matteo, la presenza di catene e lucchetti sui canestri potrebbe avere conseguenze anche sull’utilizzo delle attrezzature durante le normali attività didattiche, qualora i blocchi impedissero effettivamente l’accesso agli studenti. “Ancora più grave è il fatto che quei canestri non rappresentano soltanto uno spazio per una società sportiva, ma una risorsa per l’intera comunità scolastica. Privarne l’utilizzo significa limitare non solo un allenamento autorizzato, ma anche le attività degli studenti che nelle ore curriculari utilizzano quella palestra e, tra loro, anche i bambini della scuola primaria che svolgono attività motoria in quello stesso spazio”.
La società richiama quindi l’attenzione sulla necessità di garantire la fruibilità delle strutture e delle attrezzature sportive, evidenziando il valore delle palestre non soltanto per le associazioni, ma anche per le comunità scolastiche. Resta da chiarire, sulla base delle informazioni diffuse, quali siano gli accordi relativi all’utilizzo delle attrezzature e se i blocchi abbiano effettivamente interessato anche le attività scolastiche ordinarie.
Minibasket femminile, l’appello alla collaborazione tra società
Nella parte conclusiva della nota, l’ASD San Matteo amplia la riflessione al tema della collaborazione tra associazioni sportive, con particolare riferimento al settore giovanile e al basket femminile. L’invito è a superare eventuali contrapposizioni nell’utilizzo degli spazi, mettendo al centro l’interesse delle bambine e delle ragazze che desiderano praticare questo sport.
“Pensate invece a quanto sarebbe più utile collaborare, soprattutto quando si parla di minibasket e settore femminile. Le bambine che oggi si avvicinano alla pallacanestro sono una risorsa per tutto il movimento, non per una singola società. Se continuiamo ad allontanarle con questi messaggi, il rischio è semplice: perderle tutte”. La posizione espressa dall’associazione mette in evidenza un tema che riguarda l’intero movimento cestistico: creare opportunità di partecipazione e favorire l’accesso alla pratica sportiva, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. La disponibilità di strutture adeguate e la collaborazione tra le realtà che operano sul territorio rappresentano, nella visione dell’ASD San Matteo, condizioni importanti per incoraggiare la partecipazione delle nuove generazioni.
L’appello finale: “la pallacanestro ha bisogno di palestre aperte”
La società conclude la propria denuncia con un messaggio rivolto al mondo sportivo, richiamando i valori della condivisione e della collaborazione. “La pallacanestro ha bisogno di palestre aperte, opportunità, condivisione e collaborazione. Di certo non di catene ai canestri e lucchetti alle retine”. L’episodio denunciato dall’ASD San Matteo – Basket & Minibasket pone così l’attenzione sulla gestione degli impianti sportivi scolastici e sulla necessità di conciliare le esigenze delle diverse associazioni che ne usufruiscono.
