Messina, borsisti del progetto Fertility senza indennità: il gruppo “Scurria Sindaco” annuncia un’interrogazione

Il gruppo consiliare chiede chiarimenti sui ritardi nei pagamenti ai lavoratori impiegati presso MessinaServizi Bene Comune. Sotto esame la gestione del progetto da 13 milioni di euro che coinvolge 530 cittadini: “vogliamo sapere di chi è la responsabilità e quando arriveranno i soldi”

Ritardi nei pagamenti delle indennità ai borsisti del progetto Fertility a Messina. Il gruppo consiliare “Scurria Sindaco” interviene sulla situazione dei lavoratori inseriti nel percorso di inclusione sociale presso MessinaServizi Bene Comune, esprimendo solidarietà e annunciando la presentazione di un’interrogazione al sindaco e alla Giunta municipale per fare chiarezza sulle cause dei mancati pagamenti. Al centro della vicenda ci sono cittadini che, pur svolgendo regolarmente le attività previste dal progetto, attendono ancora di ricevere l’indennità mensile. Una situazione che, secondo il gruppo consiliare, rischia di aggravare le difficoltà economiche di persone già inserite in un percorso destinato proprio a favorirne l’autonomia e il reinserimento sociale.

«Abbiamo ascoltato il loro appello. Abbiamo sentito le loro parole. E non possiamo restare in silenzio», affermano i consiglieri del gruppo “Scurria Sindaco”.

Messina, il progetto Fertility coinvolge 530 cittadini: indennità fino a 700 euro

Il progetto Fertility è stato concepito per offrire un’opportunità di inclusione economica e sociale a 530 cittadini messinesi in condizioni di fragilità. Il percorso prevede un’indennità mensile fino a 700 euro lordi, a fronte di 25 ore settimanali di attività, per una durata complessiva di 32 mesi. L’iniziativa, secondo quanto riportato dal gruppo consiliare, è finanziata con circa 13 milioni di euro provenienti dal Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. Per “Scurria Sindaco”, il mancato pagamento delle indennità rappresenta un problema particolarmente delicato proprio in considerazione delle condizioni economiche dei destinatari del progetto. “Questi uomini e queste donne ogni mattina si alzano, raggiungono il loro posto di lavoro e contribuiscono concretamente ai servizi della città. Non chiedono privilegi: chiedono di essere pagati per il lavoro che svolgono. Chiedono rispetto e certezze. Chiedono quello che spetta a chiunque lavori”, sottolineano i consiglieri. Il gruppo evidenzia inoltre come anche un solo mese di ritardo possa avere conseguenze significative sui bilanci familiari, tra affitti, bollette e spese quotidiane. Una situazione che rischia di compromettere proprio quel percorso di autonomia economica che il progetto dovrebbe favorire.

Ritardi nei pagamenti: chi deve versare le indennità ai borsisti?

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda la gestione amministrativa e finanziaria del progetto Fertility. Il gruppo consiliare chiede di individuare con precisione dove si sia verificato il problema che ha determinato il ritardo nei pagamenti. Secondo la ricostruzione riportata nella nota, la gestione del progetto coinvolge tre livelli: il Comune di Messina, quale soggetto istituzionale di riferimento; Messina Social City, azienda speciale promotrice dell’iniziativa; e le società partecipate e gli enti ospitanti, tra cui MessinaServizi Bene Comune, che accolgono i borsisti e che, in base a quanto previsto dall’avviso pubblico, sono tenuti al pagamento diretto delle indennità. Il gruppo “Scurria Sindaco” vuole quindi comprendere se il ritardo dipenda da un mancato trasferimento delle risorse da parte del Comune, da eventuali problemi negli adempimenti di Messina Social City oppure da difficoltà riconducibili a MessinaServizi. Si tratta di interrogativi sui quali i consiglieri chiedono risposte documentate, senza attribuire al momento responsabilità specifiche ai soggetti coinvolti.

Le richieste di chiarimento al Comune di Messina

Il gruppo consiliare intende ottenere informazioni precise anche sugli eventuali provvedimenti già adottati per risolvere la situazione. In particolare, viene chiesto di conoscere quali atti formali siano stati predisposti, da quali soggetti e in quali date, per consentire lo sblocco dei pagamenti. Un ulteriore aspetto riguarda la possibilità che le difficoltà riscontrate non siano limitate alla singola mensilità, ma possano derivare da problemi più generali nel funzionamento del sistema di gestione del progetto. Per questo i consiglieri chiedono di verificare se esistano criticità organizzative o amministrative che possano determinare nuovi ritardi nei mesi successivi, mettendo a rischio la regolarità delle indennità destinate ai 530 beneficiari.

Scurria Sindaco annuncia un’interrogazione al sindaco e alla Giunta

Per ottenere risposte ufficiali, il gruppo consiliare annuncia la presentazione di un atto ispettivo sotto forma di interrogazione, rivolto al sindaco e alla Giunta municipale. L’obiettivo è portare la questione in Consiglio comunale e chiedere all’Amministrazione di riferire sulle cause del ritardo, sulle eventuali responsabilità e soprattutto sui tempi necessari per la regolarizzazione di tutti i pagamenti arretrati. “La buona amministrazione non si misura soltanto nell’inaugurazione di progetti ambiziosi: si misura nella capacità di garantirne il corretto funzionamento ogni giorno, soprattutto quando i destinatari sono i cittadini più vulnerabili”, afferma il gruppo consiliare.

“Non ci fermeremo finché i borsisti non riceveranno quanto dovuto”

La presa di posizione del gruppo “Scurria Sindaco” si conclude con la richiesta di garantire trasparenza nella gestione del progetto Fertility e certezze ai cittadini che attendono le indennità. Per i consiglieri, la priorità è assicurare il regolare funzionamento dell’iniziativa e impedire che i ritardi possano compromettere un percorso nato per sostenere persone in condizioni di vulnerabilità economica e sociale. “Sarebbe questa la buona amministrazione? Noi non lo crediamo. E non ci fermeremo finché i borsisti non riceveranno quanto loro dovuto, con una risposta trasparente su quanto è accaduto”, conclude il gruppo consiliare.