Maxi blitz contro la ‘ndrangheta a Cosenza: due omicidi, traffico di migranti e affari illeciti. Svelati i retroscena delle cosche

L'inchiesta della DDA di Catanzaro colpisce le cosche di Acri e Corigliano-Rossano: ricostruiti gli omicidi di Giorgio Salvatore Cimino e Carmine Morello, ucciso con tre colpi di pistola alla testa. Scoperto anche un presunto sistema per favorire l'immigrazione clandestina di centinaia di stranieri attraverso false assunzioni e il decreto flussi, in cambio di migliaia di euro. Le accuse sono al vaglio della magistratura

Due omicidi, estorsioni e la gestione dell’immigrazione clandestina sul territorio sono tra alcuni reati contestati, a vario titolo, alle persone arrestate stamani nell’operazione dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza, coordinati dalla Dda, contro le cosche della ‘ndrangheta operanti nell’area della Sibaritide e a Corigliano-Rossano. Gli investigatori ritengono di avere individuato i presunti esecutori dell’omicidio di Giorgio Salvatore Cimino, raggiunto da più colpi d’arma da fuoco il 24 maggio 2001, mentre si trovava all’interno di un bar di Corigliano Calabro, morto il 13 giugno successivo.

L’altro delitto è quello di Carmine Morello, scomparso il 9 agosto 2023 e ritrovato poi cadavere, ucciso con tre colpi di pistola alla testa a Corigliano-Rossano. Dalle indagini sarebbero emersi indizi a carico degli esecutori materiali dell’omicidio, di cui uno deceduto in un incidente stradale. L’omicidio di Morello, secondo l’accusa, sarebbe maturato nell’ambito della consorteria della ‘ndrangheta della quale la vittima faceva parte, prima che ne venisse decretata la morte. Alcuni indagati sono accusati, invece, di avere favorito l’immigrazione clandestina di centinaia di cittadini stranieri, dietro corrispettivo in denaro nell’ordine di migliaia di euro, sfruttando il cosiddetto decreto flussi, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa.

L’organizzazione, secondo l’accusa, contava sulla connivenza di un gruppo di imprenditori disponibili a presentare domande di assunzioni per lavoratori stagionali – nei giorni cosiddetti del click day dedicati all’inoltro delle istanze su piattaforme telematiche, senza la reale volontà di impiegarli ma esclusivamente al fine di far ottenere loro, dietro versamento di denaro, il nulla-osta necessario a fare ingresso in Italia o a rimanere. L’indagine è stata avviata nel 2021 dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia ed ha delineato l’operatività dell’associazione articolata nella “cosca Acri” e “cosca di Corigliano” funzionalmente autonomi ma che agivano comunque sotto il governo del Locale di Cirò (Crotone).