350 colloqui psicologici e 93 nuovi accessi da marzo 2026, con una domanda di sostegno in costante crescita. Sono i dati più significativi emersi all’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, dove il benessere psicofisico degli studenti e la prevenzione del disagio giovanile rappresentano una priorità sempre più concreta. I numeri, illustrati nell’ambito di un incontro scientifico ospitato all’Atelier dell’Ateneo, confermano l’importanza del servizio di counseling psicologico e delle iniziative promosse per accompagnare i giovani durante il percorso universitario.
L’appuntamento ha offerto un’occasione di approfondimento sui comportamenti a rischio e sui fattori di protezione, analizzati attraverso una prospettiva psicosociale ed evolutiva. Al centro del confronto, la necessità di riconoscere tempestivamente le difficoltà emotive e psicologiche degli studenti, offrendo strumenti di ascolto, prevenzione e supporto qualificato. Un impegno che l’Ateneo reggino intende rafforzare ulteriormente attraverso nuove strutture dedicate alla comunità studentesca.
Zimbalatti annuncia nuove strutture per il sostegno agli studenti
Ad aprire i lavori è stato il rettore della Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, che ha accolto i partecipanti all’Atelier dell’Ateneo, alla presenza, tra gli altri, del rettore dell’Università di Catanzaro, Giovanni Cuda, delegato dalla Crui per il counseling psicologico. “Con soddisfazione, possiamo dire che alla Mediterranea si stanno creando le condizioni per limitare i disagi dei nostri giovani ed è un percorso in forte crescita”, ha dichiarato Zimbalatti, sottolineando i progressi compiuti dall’Università nell’organizzazione dei servizi dedicati al benessere degli studenti. Il rettore ha ringraziato la prorettrice delegata per l’Orientamento, Rossella Marzullo, il delegato per il servizio di Counseling Psicologico, Giulio D’Urso, l’intera area Orientamento e l’associazione Ace, Associazione Calabrese di Epatologia – ACE Medicina Solidale ETS, che mette a disposizione figure specialistiche di supporto agli studenti all’interno dell’Ateneo. Nel corso del suo intervento Zimbalatti ha inoltre annunciato un ulteriore potenziamento dei servizi: “Abbiamo in cantiere nuove strutture per il supporto degli studenti”.
Disagio psicologico tra gli universitari, Cuda: richieste di aiuto sempre più significative
Il tema della crescente richiesta di ascolto da parte degli studenti è stato approfondito dal rettore dell’Università di Catanzaro, Giovanni Cuda, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà psicologiche ed emotive dei giovani, probabilmente accentuate durante i mesi della pandemia. Un malessere che può manifestarsi in maniera poco evidente e incidere negativamente sulla qualità del percorso universitario. “Questo malessere si può manifestare in modo insidioso ed abbassa ilivelli qualitativi dei nostri studenti. Oggi, per fortuna, rispetto al passato- ha osservato Cuda -, l’asticella di sensibilità si è alzata ed il fatto che il servizio di counseling psicologico lavori a pieno ritmo indica l’esistenza del problema ma anche la risposta efficace che arriva dalle Università”. L’aumento delle richieste rappresenta dunque un segnale della presenza di difficoltà diffuse, ma anche della maggiore disponibilità degli studenti a rivolgersi ai servizi di supporto. Sull’importanza dell’impegno dell’Ateneo è intervenuto anche il direttore generale della Mediterranea, Pietro Foti, secondo il quale “l’attenzione , per nulla scontata, dedicata ai giovani, rappresenta una delle pagine più belle dell’Ateneo reggino”.
Il progetto Proben e il servizio di counseling: 350 colloqui e 93 nuovi accessi
Uno degli aspetti centrali dell’incontro ha riguardato il progetto Proben, nato per promuovere il benessere psicofisico, prevenire il disagio psicologico ed emotivo e contrastare le dipendenze patologiche tra le studentesse e gli studenti universitari. A illustrarne le finalità è stata la prorettrice delegata per l’Orientamento, Rossella Marzullo, responsabile scientifica dell’iniziativa. “intercettare precocemente il disagio e i comportamenti a rischio è un preciso dovere etico e formativo. Proprio da questa consapevolezza e da una visione integrata del supporto alla comunità studentesca è nato il progetto Proben di cui mi onoro di essere responsabile scientifica. Grazie a questa iniziativa, la nostra Università ha potuto concretamente attivare e consolidare locounseling unospazio sicuro, di ascolto e di crescita – animato anche dalle nostre psicologhe Nadia Carbone e Maria Laura Falduto – pensato per offrire ai ragazzi in primis, ma anche e a tutta la comunità accademica, un supporto qualificato nell’affrontare le difficoltà e le sfide di una società complessa”. Il progetto ha consentito di attivare e consolidare uno spazio di ascolto e crescita destinato non soltanto agli studenti, ma all’intera comunità accademica, attraverso il coinvolgimento di professionisti specializzati.
Le psicologhe e psicoterapeute Nadia Carbone e Maria Laura Falduto, impegnate nel servizio di Counseling della Mediterranea nell’ambito del progetto Proben, hanno presentato i risultati dell’attività svolta. Da marzo 2026 a oggi sono stati effettuati 350 colloqui psicologici e registrati 93 nuovi accessi, con un andamento delle richieste in costante aumento. Un’attività che non si limita ai colloqui individuali, ma comprende anche iniziative collettive finalizzate alla prevenzione del disagio, all’inclusione e alla crescita personale ed emotiva. Particolare attenzione viene riservata anche alle caratteristiche degli ambienti destinati all’accoglienza, considerati parte integrante del percorso di supporto psicologico. “Ogni richiesta di ascolto viene ospitata in spazi confortevoli e accoglienti in cui la scelta accurata dei colori, dei complementi di arredamento, dell’esposizione alla luce, del verde possano contribuire a respirare un clima disteso e distensivo, in cui l’impatto e l’emozione percepita possa virare dal “vedersi problema” al “vedersi persona”. Questi elementi sono premessi imprescindibili della cura. Inoltre, oltre ai colloqui individuali, il servizio ha previsto la realizzazione di iniziative di gruppo, all’interno di un setting aperto e inclusivo, destinate alla diffusione del benessere psicofisico e all’attuazione di percorsi di inclusione e crescita personale ed emotiva e al contrasto di fattori di rischio del malessere psicologico”.
Ansia da prestazione, dipendenze e comportamenti a rischio: il confronto scientifico
La giornata è proseguita con una serie di interventi scientifici moderati dal professore Giulio D’Urso, dedicati alle principali dinamiche psicologiche ed evolutive che possono influenzare il benessere dei giovani. La professoressa Gabrielle Coppola ha approfondito il tema del narcisismo, analizzandone le origini evolutive, i precursori e il rapporto con l’autostima. Il professore Christopher Osterhaus ha illustrato il ruolo della teoria della mente nello sviluppo evolutivo del bambino, mentre il professore Ugo Pace ha affrontato il tema del rischio in adolescenza, soffermandosi sui processi di costruzione dell’identità, sul disadattamento e sui fattori di protezione. Il professore Francesco Craig ha invece analizzato le interazioni tra genetica e ambiente in relazione al benessere degli studenti. Ampio spazio è stato dedicato anche alle problematiche che possono emergere durante il percorso di crescita e formazione universitaria, attraverso l’intervento del professore Cristiano Inguglia, che ha affrontato l’ansia da performance e i comportamenti a rischio, tra cui le condotte alimentari disregolate, i disturbi da uso di sostanze, la sessualità a rischio e il consumo di alcol.
Il confronto ha messo in evidenza il valore di un approccio integrato alla salute psicologica degli universitari, nel quale attività scientifica, prevenzione e servizi di assistenza possano contribuire a individuare le situazioni di difficoltà e a sostenere chi ne ha bisogno. L’esperienza del progetto Proben e i dati sull’utilizzo del counseling psicologico confermano l’attenzione crescente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria verso la qualità della vita dei propri studenti. L’obiettivo ribadito nel corso dell’incontro è quello di costruire un Ateneo sempre più inclusivo, capace di accompagnare i giovani nelle difficoltà del percorso formativo e personale, affinché nessuno studente venga lasciato indietro.

