Anche Luigi Marattin, segretario del Partito Liberal Democratico, partecipa alla convention nazionale “L’Italia dei Territori”, organizzata a Roma da Sud Chiama Nord di Cateno De Luca e Sindaci d’Italia. L’esponente liberaldemocratico, in una fase politica caratterizzata dal confronto con diverse forze, anche nell’area del centrodestra, ha preso parte alla tavola rotonda dedicata agli enti locali, alla presenza di rappresentanti dei partiti di maggioranza e opposizione. Al centro del suo intervento la proposta del Partito Liberal Democratico sul federalismo, con particolare attenzione alla distribuzione delle competenze tra i diversi livelli di governo, all’autonomia finanziaria e alla responsabilità degli amministratori nei confronti dei cittadini.
Marattin alla convention di Sud Chiama Nord: “federalismo significa autonomia e responsabilità”
Marattin ha raccontato la propria partecipazione all’appuntamento romano, sottolineando come il confronto abbia coinvolto esponenti politici provenienti da schieramenti differenti, riuniti per discutere delle prospettive degli enti locali. “Alla convention di Sud Chiama Nord oggi a Roma, ho partecipato alla tavola rotonda dedicata agli esponenti delle altre forze politiche di maggioranza e di opposizione. Si parlava di enti locali. Ho ribadito la proposta del Partito Libdem.” Il segretario liberaldemocratico ha quindi illustrato il principio sul quale ritiene debba fondarsi una riforma federalista dello Stato. “Federalismo vuol dire il binomio inscindibile tra Autonomia e Responsabilità.” Un’impostazione che punta a collegare la maggiore autonomia riconosciuta agli enti territoriali alla responsabilità delle scelte compiute da chi li amministra, rendendo più chiaro il rapporto tra risorse disponibili, decisioni politiche e servizi erogati.
La proposta di Marattin: competenze esclusive, fondi perequativi e autonomia fiscale
Entrando nel merito della proposta del Partito Liberal Democratico, Marattin ha indicato la necessità di ridefinire le competenze attribuite ai diversi livelli istituzionali, evitando sovrapposizioni e rendendo più facilmente individuabili le responsabilità amministrative. “Dobbiamo dare ad ogni livello di governo competenze chiare ed esclusive, fondi perequativi e uno strumento fiscale che possono manovrare. E abolire tutti i vincoli tranne quello del pareggio di bilancio.” La proposta si articola quindi attorno a tre elementi principali: attribuzione chiara delle competenze, disponibilità di fondi perequativi e possibilità di intervenire direttamente su uno strumento fiscale. I fondi perequativi avrebbero la funzione di contribuire a riequilibrare le differenze economiche tra i territori, mentre l’autonomia fiscale consentirebbe ai diversi livelli di governo di assumere decisioni sulle entrate di propria competenza. Marattin propone inoltre di eliminare gli altri vincoli finanziari, mantenendo come riferimento il principio del pareggio di bilancio, per collegare la libertà di gestione delle risorse alla responsabilità di mantenere l’equilibrio dei conti.
Il principio liberale del “pago, vedo, voto”: cittadini chiamati a giudicare tasse e servizi
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento riguarda il rapporto tra fiscalità, servizi pubblici e responsabilità politica. Marattin ha richiamato il principio liberale del “pago, vedo, voto”, che considera centrale nella propria proposta di federalismo. “Solo così avremo il principio liberale del “pago, vedo, voto”: il cittadino sa quali tasse sta pagando a chi, ed è nella condizione di giudicare ogni 5 anni se quelle tasse valgono i servizi che il comune/la regione offre”. Secondo questa impostazione, il cittadino dovrebbe essere messo nelle condizioni di conoscere con chiarezza quali imposte finanziano i diversi livelli istituzionali e quali servizi vengono garantiti attraverso quelle risorse. L’obiettivo è rendere più diretto il rapporto tra tasse pagate, qualità dei servizi ricevuti e valutazione elettorale degli amministratori, permettendo agli elettori di attribuire con maggiore precisione le responsabilità delle decisioni pubbliche.
Enti locali e politica nazionale, il confronto alla convention di Cateno De Luca
L’intervento di Luigi Marattin si inserisce nel programma della convention “L’Italia dei Territori”, che dedica ampio spazio al ruolo dei sindaci e delle amministrazioni comunali nel sistema istituzionale italiano. La tavola rotonda sugli enti locali ha visto il confronto tra rappresentanti delle forze politiche nazionali e amministratori territoriali, nell’ambito di un’iniziativa che punta a riportare al centro del dibattito le esigenze dei Comuni. Per Marattin, la questione centrale riguarda la possibilità di costruire un modello istituzionale nel quale autonomia e responsabilità procedano insieme, attraverso una distribuzione più chiara dei poteri e delle risorse. La partecipazione del segretario del Partito Liberal Democratico alla convention di Sud Chiama Nord rappresenta così un’occasione di confronto con il progetto nazionale promosso da Cateno De Luca, senza che dall’intervento emerga l’annuncio di una nuova intesa politica o di un’adesione formale al centrodestra. Il messaggio portato a Roma da Marattin resta concentrato sulla riforma del federalismo e sulla necessità di consentire ai cittadini di valutare in maniera più trasparente il rapporto tra le risorse versate attraverso le imposte e i servizi offerti dalle amministrazioni locali.
