Locride, l’appello di Francesco Ciotola ai giovani: “basta rassegnazione, riprendiamoci il futuro del territorio”

Il giovane esponente della destra giovanile calabrese propone un percorso per rilanciare la partecipazione civica a Siderno, Locri, Gioiosa Ionica e nella Costa dei Gelsomini. L'esperienza maturata a Reggio Calabria e l'apertura al dialogo con l'amministrazione comunale di Siderno

Rimettere i giovani al centro della vita sociale, culturale e politica della Locride, superando la rassegnazione e la convinzione che impegnarsi per il proprio territorio sia inutile. È questo l’appello lanciato da Francesco Ciotola, giovane studente cresciuto a Siderno e attivo esponente della destra giovanile calabrese, che dopo l’impegno in ambito sanitario concentra la propria attenzione sul futuro delle nuove generazioni nella Costa dei Gelsomini. Una riflessione che nasce anche dal clima vissuto recentemente dalla comunità sidernese, colpita da fatti di cronaca che hanno riacceso il dibattito sull’educazione, sui valori e sul ruolo dei ragazzi nella società. Secondo Ciotola, tuttavia, limitarsi a denunciare una crisi generazionale non è sufficiente: occorre interrogarsi sulle cause del disagio e costruire occasioni concrete di partecipazione, responsabilità e crescita. Da questa convinzione prende forma l’idea di un nuovo percorso condiviso con altri giovani del territorio, finalizzato a rafforzare l’impegno civico e ad avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni, al volontariato e alla vita pubblica.

Il caso di Siderno e la riflessione sulla crisi dei valori tra i giovani

Il punto di partenza dell’intervento di Ciotola è un recente episodio di cronaca verificatosi a Siderno, sua città natale, che ha profondamente colpito la comunità. Senza soffermarsi sui dettagli dell’accaduto, il giovane esponente politico richiama la necessità di affrontare il tema del comportamento delle nuove generazioni attraverso un’analisi che non si fermi alle responsabilità individuali, ma consideri anche il contesto sociale e culturale nel quale i ragazzi crescono. “Abbiamo assistito, proprio nel mio paese natale, Siderno, a un episodio che ha scosso la comunità. In queste circostanze si tende spesso a parlare di mancanza di educazione, di superficialità e di una crisi dei valori tra i giovani. Sono considerazioni che, visto il singolo caso, sono condivisibili. Credo però che fermarsi a questo significhi guardare soltanto la superficie del problema. Dobbiamo domandarci quali siano le cause profonde di questa situazione e, soprattutto, cosa possiamo fare per cambiare rotta”. Un ragionamento che sposta l’attenzione dal giudizio sui singoli comportamenti alla necessità di offrire ai giovani strumenti, opportunità e punti di riferimento, favorendo una maggiore partecipazione alla vita della comunità e una più forte consapevolezza del proprio ruolo nella società.

Ciotola: “C’è bisogno di rimettere il giovane al centro”

Per Francesco Ciotola, uno dei problemi principali è rappresentato dalla crescente distanza tra le nuove generazioni e le occasioni di partecipazione collettiva. Il giovane studente ritiene che sia necessario investire maggiormente in progetti capaci di coinvolgere i ragazzi nelle attività sociali, nel volontariato, nella solidarietà e nel confronto con le istituzioni. Un impegno che, nella sua esperienza personale, incontra spesso difficoltà legate alla scarsa fiducia nella possibilità di incidere realmente sulle decisioni e sul futuro delle comunità. “C’è bisogno di rimettere il giovane al centro. Non possiamo limitarci a giudicare le nuove generazioni: dobbiamo creare le condizioni affinché possano esprimersi, assumersi responsabilità e sentirsi parte attiva della propria comunità. Mi impegno quotidianamente in questa direzione, ma spesso la risposta che ricevo è inferiore alle aspettative. Esiste una diffusa convinzione che partecipare sia tempo sprecato, che impegnarsi non serva a nulla e che, in fondo, le cose non cambieranno mai”. Secondo Ciotola, questa percezione rischia di alimentare un circolo di disinteresse e rinuncia, allontanando i giovani dalle opportunità di confronto e riducendo la loro capacità di contribuire attivamente alla crescita del territorio.

La paura di mettersi in gioco e il rischio di rinunciare alle proprie ambizioni

La riflessione si concentra anche sulle aspettative che accompagnano il percorso formativo e professionale dei giovani della Locride. Ciotola osserva come il timore di esporsi, di commettere errori o di intraprendere strade differenti da quelle tradizionalmente considerate più sicure possa limitare la creatività e lo spirito d’iniziativa. La ricerca della stabilità lavorativa, pur rappresentando un obiettivo legittimo e importante, non dovrebbe secondo il giovane diventare l’unica prospettiva possibile, soprattutto in un territorio che avrebbe bisogno di nuove idee e progettualità. “Troppo spesso i giovani crescono con il timore di esporsi, di sbagliare, di proporre qualcosa di nuovo. Si finisce per privilegiare esclusivamente la ricerca di una strada sicura, magari di un posto di lavoro stabile, senza riuscire a coltivare fino in fondo la propria creatività e le proprie aspirazioni. La sicurezza lavorativa è importante, naturalmente, ma non può diventare l’unico orizzonte possibile. Una comunità che non permette ai suoi giovani di immaginare, progettare e mettersi in gioco rischia di impoverire il proprio futuro”. Un richiamo alla necessità di creare condizioni favorevoli affinché le nuove generazioni possano sviluppare le proprie capacità senza rinunciare alla possibilità di contribuire al cambiamento della società.

Educazione e partecipazione, il ruolo delle famiglie e delle comunità

Ciotola precisa di non voler individuare nei ragazzi o nelle famiglie i responsabili delle difficoltà che caratterizzano la partecipazione giovanile. La sua analisi richiama piuttosto il peso delle condizioni storiche, culturali e sociali che influenzano le aspirazioni e i comportamenti delle diverse generazioni. Secondo il giovane esponente della destra calabrese, anche le modalità con cui vengono educati e coinvolti i ragazzi devono necessariamente evolversi, adattandosi ai cambiamenti della società e alle nuove esigenze. “Non voglio attribuire colpe ai ragazzi, né alle famiglie. Ogni generazione cresce dentro una determinata mentalità, condizionata dal periodo storico, dalle opportunità e dalle difficoltà che incontra. Il punto è capire che il mondo cambia e che anche il nostro modo di educare, coinvolgere e accompagnare i giovani deve evolversi. Non possiamo pretendere risultati diversi continuando a riproporre sempre gli stessi schemi”. L’invito è dunque a superare approcci che rischiano di risultare inefficaci e a costruire nuove forme di partecipazione, attraverso il coinvolgimento diretto dei ragazzi e la valorizzazione delle loro competenze, delle idee e della capacità di assumersi responsabilità all’interno della comunità.

Locride e Costa dei Gelsomini, l’appello a superare l’immobilismo

La riflessione di Ciotola si allarga alle differenze tra i territori e alle opportunità offerte alle nuove generazioni. Secondo il giovane studente, alcune comunità sono riuscite a sviluppare strumenti di coinvolgimento e occasioni di crescita, mentre altre continuano a scontare una situazione di immobilismo che rischia di disperdere energie e competenze. È in questa prospettiva che il suo appello si rivolge direttamente alla Locride e alla Costa dei Gelsomini, territori nei quali ritiene necessario recuperare entusiasmo e fiducia nella possibilità di costruire nuovi percorsi di sviluppo. “Ci sono territori che hanno saputo evolversi, creare occasioni e coinvolgere le nuove generazioni, mentre altri sembrano rimasti fermi, quasi sospesi in una capsula del tempo. La Locride e l’intera Costa dei Gelsomini hanno bisogno di ritrovare entusiasmo, iniziativa e fiducia. Se vogliamo costruire un futuro diverso, dobbiamo avere il coraggio di svegliarci e cominciare a lavorare concretamente”. Un messaggio che mette al centro la necessità di passare dalle riflessioni alle iniziative, promuovendo occasioni nelle quali i giovani possano diventare protagonisti della vita sociale, culturale e politica del territorio.

Un nuovo progetto per coinvolgere i giovani di Siderno, Locri e Gioiosa Ionica

Dall’analisi delle difficoltà nasce anche una proposta concreta. Francesco Ciotola annuncia infatti l’intenzione di promuovere un percorso dedicato alla partecipazione giovanile, da sviluppare insieme ad altri ragazzi che condividono la volontà di impegnarsi per il territorio. Il progetto, ancora nella fase di elaborazione descritta dal giovane, punta a individuare metodi, strumenti e iniziative capaci di avvicinare un numero crescente di giovani alla vita pubblica, superando la convinzione che l’impegno civico sia riservato a una minoranza. “La mia iniziativa partirà da un principio semplice: il giovane al centro. Insieme ad altri ragazzi che hanno saputo superare la rassegnazione e riscoprire il valore dell’impegno, vogliamo studiare metodi, strumenti e progetti capaci di avvicinare sempre più giovani alla vita pubblica. L’obiettivo è fare in modo che a Siderno, a Locri, a Gioiosa Ionica e in tutta la Costa dei Gelsomini una gioventù attiva, consapevole e partecipe non rappresenti una piccola minoranza, ma diventi una componente sempre più ampia e determinante della società”. L’iniziativa si propone quindi di favorire una partecipazione più diffusa, attraverso un lavoro condiviso con altri coetanei interessati a contribuire alla crescita delle proprie comunità.

L’esperienza a Reggio Calabria come modello di partecipazione quotidiana

Un ruolo importante nel percorso personale di Ciotola è stato svolto dall’esperienza di formazione a Reggio Calabria, città nella quale il giovane studente ha avuto modo di confrontarsi con realtà associative e dinamiche di partecipazione differenti rispetto a quelle vissute nella propria comunità d’origine. Un’esperienza che considera significativa per la propria crescita e che vorrebbe trasformare in uno stimolo anche per i centri della Locride. “Reggio Calabria mi ha insegnato molto. È una realtà che mi sta formando, mi permette di osservare dinamiche differenti e, soprattutto, mi sta aiutando a credere maggiormente nelle mie ambizioni. Ho avuto modo di constatare quanto la partecipazione possa essere concreta quando diventa quotidianità: attraverso l’impegno associativo, le iniziative, i progetti, la militanza e la presenza costante nella vita della comunità. Non soltanto attraverso singoli eventi, ma con un lavoro continuativo”. Per Ciotola, il coinvolgimento nella vita pubblica non dovrebbe limitarsi a iniziative occasionali, ma diventare una pratica costante, capace di creare relazioni, responsabilità e nuove opportunità di crescita. È proprio questo approccio che intende trasferire nel progetto rivolto ai giovani della Costa dei Gelsomini.

Il riconoscimento all’amministrazione di Siderno per il Consiglio comunale aperto

Nel suo intervento, Ciotola rivolge infine un messaggio di apprezzamento all’amministrazione comunale di Siderno per l’iniziativa del Consiglio comunale aperto del 15 ottobre, durante il quale è stata prevista la possibilità per i cittadini di intervenire direttamente. Un riconoscimento che il giovane esponente politico esprime nonostante le differenti appartenenze ideologiche, sottolineando l’importanza del confronto tra istituzioni e comunità. “Desidero rivolgere i miei complimenti all’amministrazione comunale di Siderno per l’iniziativa che, stando a quanto emerso, è stata dedicata proprio ai giovani e al loro rapporto con la comunità. Al di là delle differenze politiche e ideologiche, ritengo fondamentale ogni occasione in cui le istituzioni scelgono la strada del confronto diretto. È questa, a mio avviso, una delle essenze della democrazia: ascoltare, discutere e provare a costruire qualcosa di utile per tutti, senza lasciare che le divisioni diventino un ostacolo al bene della comunità”. La riflessione si conclude così con un’apertura al dialogo istituzionale e con l’auspicio che la partecipazione dei giovani possa diventare una componente sempre più importante della vita pubblica della Locride, attraverso iniziative capaci di superare la rassegnazione e valorizzare le energie presenti sul territorio.