Proseguono fino a sabato 3 ottobre, a Lipari, i lavori del convegno scientifico internazionale “Dominare, costruire, pregare. Potere laico e architettura religiosa nel Mediterraneo tra XII e XIII secolo” ospitati da giovedì 1 ottobre negli spazi del Parco Archeologico delle Eolie – Museo Archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana. Per le tematiche affrontate, ovvero il rapporto fra gli edifici sacri e la rappresentazione del potere laico nel periodo medievale, il seminario introduce di fatto l’Anno Europeo dei Normanni (2027), che vedrà anche la Sicilia al centro di una serie di iniziative culturali.
Si tratta del terzo incontro internazionale della rassegna “Mediterraneo Medievale. Architettura, Archeologia, Arte” che coinvolge una trentina di studiosi e dottorandi provenienti da prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani e stranieri.
Il convegno è stato introdotto dal direttore del Parco, Rosario Vilardo, che ha annunciato alcune novità come il restauro di alcuni padiglioni del complesso museale, fra cui la casa-studio degli archeologi Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, un vero laboratorio scientifico e culturale per almeno due generazioni di studiosi del mondo antico che qui si ritrovavano periodicamente.
Quindi l’intervento del direttore scientifico del convegno, Fabio Linguanti, e di Andreas Hartmann-Virnich, professore di storia dell’arte e archeologia medievale dell’Università di Aix-Marseille, partner del progetto. Era presente anche Don Bartolo Saltalamacchia, parroco della concattedrale di Lipari.
Il convegno è un progetto del Parco archeologico delle Isole Eolie – Museo archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana e del Laboratoire d’archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) dell’Università Aix Marseille. Realizzato con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC. È ideato da Rosario Vilardo, direttore del Parco, e da Fabio Linguanti, architetto PhD storia dell’architettura (LA3M – Aix Marseille Université/ UniSOB Napoli), curatore scientifico della rassegna.
Enti patrocinatori: Fondazione Amatller di Barcellona, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli, Politecnico di Torino, l’Università degli studi di Catania, l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.
Gli interventi del convegno
Giovedì 1° ottobre
La prima sessione è stata dedicata all’uso laico dell’edificio sacro. Il primo intervento sul ruolo dei monasteri benedettini di Lipari e Patti era di Cristian Aiello (Pontificia Università Gregoriana); quindi a Matera per esplorare la storia della sua Cattedrale tra sovrani, vescovi e ordini mendicanti con Alessandro Viscogliosi (La Sapienza, Roma); mentre Lorenzo Riccardi (Soprintendenza BBCCAA di Frosinone e Latina) ha esposto gli studi sulle fondazioni monastiche aristocratiche nell’Epiro del XIII secolo. Ha concluso la prima giornata il contributo su Genova e il complesso di San Giovanni di Prè e la Cattedrale di San Lorenzo di Yoshie Kojima, Università Tokyo).
Venerdì 2 ottobre
Moderata da Andrea Taddei (La Sapienza, Roma), la seconda giornata ha visto protagonista la Spagna, con la trasformazione dell’antica città islamica Madina Mayurqa nella cristiana Città di Maiorca (Tina Sabater, Università delle Isole Baleari); ancora Spagna con Barcellona e gli studi di Alejandro Pinel Bordallo (Università di Girona) sulla cattedrale gotica catalana, eretta tra il XIII e il XIV per fare spazio alla comunità in piena crescita demografica; poi in Grecia con la chiesa ortodossa della Vergine Zoodochos Pigi, in Messenia (Flaminia Ricci, La Sapienza, Roma).
Quindi l’Italia, a Venezia, con il ruolo delle nobildonne nelle istituzioni religiose (Giovanna Valenzano, Università di Padova); ad Aversa, in Campania, alla scoperta della chiesa angioina di Casaluce (Danila Jacazzi, UniCampania); nella Puglia medievale con Luciano D’Andria (Università di Bari) e Federico Marinelli (La Sapienza); in Sicilia fra monasteri e chiese di rito greco nel messinese (Marie Ange Causarano, Università di Messina).
Si parlerà di Palermo e del riuso delle domus nobiliari nella fondazione del monastero della Martorana (Arianna Bonanno, Ministero della Cultura); della Calabria con il primo censimento dei castelli di epoca normanno-sveva (Fabio Lico, Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria); infine della Turchia, al tempo della quarta crociata, con il contributo di Carlo Berardi (Università di Princeton, New Jersey, USA) e la prima analisi comparativa su due chiese bizantine, la Santa Sofia di Nicea e la Panagia Chrysokephalos di Trebisonda, di recente trasformate in moschee;
Sabato 3 ottobre, ore 9.30
Modelli e tecniche costruttive dell’architettura sacra saranno al centro dei tre interventi della terza e ultima giornata di studi di sabato 3 ottobre. Si inizia con la Croazia con le architetture ecclesiastiche a Nona, Cherso e Arbe con Jelena Behaim (Università Barcellona), Jurkovic e Ivor Kranjec (Università di Zagabria); infine la tradizione normanna della sepoltura nel sarcofago di pietra, quasi un reliquiario posto nelle chiese e simbolo del potere del sovrano, sarà il tema dello studioso francese Fabrice Henrion (DRAC, Direzione Regionale Affari Culturali – Normandie).
In chiusura spazio al tema del restauro, come strumento di conoscenza e approfondimento. I contributi saranno quelli di Clelia La Mantia (UniPa) sull’architettura sacra arabo-normanna a Palermo; Bruno Billeci e Maria Dessì (UniSS) sulle cattedrali delle sedi vescovili in Sardegna; infine l’esperienza di Alessandra Cattaneo e Andrea Paribeni (Università di Urbino) sul restauro del portico di San Francesco a Urbino.

