La riforma della legge elettorale supera anche il secondo passaggio di fiducia alla Camera dei deputati. Dopo il via libera arrivato sull’articolo 1, l’Aula ha approvato anche la fiducia posta dal governo sull’articolo 2, che riguarda il sistema di elezione del Senato della Repubblica. Il risultato del voto è stato di 227 favorevoli, 149 contrari e 3 astenuti. La giornata di Montecitorio consegna dunque al governo due voti di fiducia favorevoli sui primi due articoli della riforma, mentre resta ancora da affrontare il terzo e ultimo passaggio, previsto per mercoledì 7 ottobre. Il calendario concordato alla Camera prevede poi il voto finale giovedì 8 ottobre a scrutinio segreto.
Articolo 2, il voto sul sistema di elezione del Senato
L’articolo 2 disciplina il meccanismo di elezione del Senato della Repubblica e rappresenta, insieme all’articolo 1, uno dei pilastri del nuovo sistema elettorale. Il voto di fiducia consente al governo di blindare il testo e di evitare modifiche in questa fase dell’iter. La Camera ha quindi confermato il percorso previsto dalla maggioranza, mantenendo inalterata la tabella di marcia verso il voto finale.
Domani la terza e ultima fiducia
Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 7 ottobre. Secondo il calendario ufficiale, la Camera affronterà la terza e ultima questione di fiducia, quella relativa all’articolo 3. Le dichiarazioni di voto inizieranno in mattinata, mentre il voto per appello nominale è previsto non prima delle 10:50. L’articolo 3 riguarda la revisione territoriale dei collegi di Merano, Bolzano e Bressanone. Proprio la possibilità di richiedere il voto segreto anche su questo punto aveva spinto il governo, per cautela, a porre la fiducia pure su questo articolo.
Giovedì 8 ottobre il voto finale a scrutinio segreto
Dopo il voto sull’articolo 3, il percorso parlamentare entrerà nella sua fase conclusiva. Il voto finale sulla legge elettorale è previsto per giovedì 8 ottobre alle 12:30, a scrutinio segreto, dopo le dichiarazioni di voto finale. Quello di giovedì sarà dunque il passaggio decisivo dell’intera riforma. Il voto segreto aggiunge un elemento di particolare rilevanza politica, perché renderà non riconducibili ai singoli deputati le scelte espresse nell’urna elettronica.
