La tensione attorno a Kaliningrad continua a crescere e adesso anche l’Ambasciata russa a Roma interviene direttamente nel confronto tra Mosca, Nato e Unione Europea. Al centro della nuova presa di posizione c’è l’exclave russa affacciata sul Baltico e situata tra Lituania e Polonia, diventata negli ultimi giorni uno dei punti più delicati dello scontro verbale sulla sicurezza europea. In un post pubblicato su Facebook, la rappresentanza diplomatica russa avverte che eventuali azioni considerate aggressive contro Kaliningrad potrebbero provocare una risposta estremamente dura da parte di Mosca.
“In relazione alla regione di Kaliningrad, data la sua unica posizione geografica e la sua rilevante rilevazione geopolitica, la risposta a qualsiasi azione aggressiva diretta contro di essa da parte di chiunque, e ancora di più da parte della Nato, dell’Ue o dei paesi che fanno parte di queste alleanze, potrebbe comportare l’uso di tutti i mezzi disponibili”.
Kaliningrad e lo scontro tra Russia e Nato
L’intervento dell’Ambasciata parte dalla lettura che, secondo Mosca, sarebbe stata data in Italia delle recenti dichiarazioni russe sulla sicurezza dell’exclave. “da diversi giorni, osserviamo nei media italiani una campagna mediatica lanciata a capofitto per accusare la Russia di aver intensificato la questione delle armi nucleari contro la Nato in relazione alla situazione attorno alla regione di Kaliningrad”.
La rappresentanza diplomatica sostiene inoltre che le posizioni assunte dalla Russia vengano interpretate in maniera distorta.
“Purtroppo – accusa – questa non è la prima volta che le dichiarazioni ferme e decisive della Russia, miranti a rovesciare e raffreddare i capi scaldati da sentimenti reazionari e militari, sono state interpretate in Italia come manifestazione di ‘aggressione’, ‘propaganda anti-occidentale’ e ‘minaccia ibrida’ da parte di Mosca’”.
La questione di Kaliningrad è già da giorni al centro di un duro confronto internazionale. Il Cremlino ha sostenuto nelle ultime ore che il precedente avvertimento russo sull’exclave non debba essere interpretato come una dichiarazione conflittuale, mentre il presidente Vladimir Putin ha ribadito che Mosca risponderebbe a un eventuale attacco contro il proprio territorio utilizzando tutti i mezzi a propria disposizione.
Mosca accusa Nato e Unione Europea
Nel lungo intervento, l’Ambasciata russa invita quindi a leggere la situazione della sicurezza europea da una prospettiva diversa, attribuendo alla Nato e all’Unione Europea la responsabilità principale del deterioramento del quadro.
La rappresentanza consiglia infatti: “coloro che sostengono tali approcci di non perdere il contatto con la realtà e di cercare di osservare oggettivamente la situazione che si sta sviluppando nel contesto europeo e più ampio in campo della sicurezza. Continua a deteriorarsi, e questo sta accadendo principalmente a causa della colpa della Nato e dell’Unione Europea, i cui leader, senza esitazione, chiedono un attacco strategico contro la Russia e si preparano per la guerra con essa, alimentando l’atmosfera di psicosi pre-guerra e intimidendo la propria popolazione, iniziano esercitazioni militari con la prova di scenari specifici mirati alla Russia e alle sue regioni, incoraggiano le cosiddette missioni nucleari congiunte e i piani di dispiegamento di armi nucleari in diversi paesi che confinano con la Russia. Tutto ciò ci fa percepire seriamente le minacce emerse dalla situazione occidentale. È appropriato ricordare che è proprio da qui che si è svolta la tragedia di due guerre mondiali”.
Si tratta della posizione espressa dalla diplomazia russa, inserita in un confronto nel quale le istituzioni europee hanno formulato una lettura opposta. Il 1° ottobre la Commissione Ue ha infatti condannato quella che ha definito la “retorica nucleare irresponsabile della Russia”, respingendo le accuse provenienti da Mosca.
Non è un bluff
Il passaggio più delicato riguarda ancora una volta le modalità con cui la Russia potrebbe reagire a una eventuale escalation sulla regione di Kaliningrad. Secondo l’Ambasciata: “una chiara e inequivocabile designazione delle opzioni della Russia per rispondere all’escalation da parte di Bruxelles e di alcune capitale sovietiche nella situazione militare-politica non è un’escalation, non minacce, e certamente non un bluff. Questo è un promemoria della determinazione e della prontezza della Russia, così come di qualsiasi altro paese rispettoso della propria sovranità e integrità territoriale, per proteggere la sua sovranità e la sua integrità territoriale in modi che ritengono più efficaci”.
Rischio di confronto armato già molto alto
La parte conclusiva del messaggio diplomatico descrive uno scenario particolarmente grave. Secondo Mosca, il livello di tensione avrebbe ormai raggiunto una soglia tale da rendere concreto il rischio di una escalation militare già nelle prime fasi di un eventuale conflitto. “Con i recenti sviluppi, il rischio di un confronto armato con la possibilità di attacchi preventivi su centri decisionali all’interno di alleanze è già molto alto nelle prime fasi del conflitto. È proprio questo scenario che la Russia sta cercando di prevenire a tutti i costi, spiegando chiaramente la sua posizione riguardo alla situazione attorno alla regione Kaliningrad e ai rischi di sicurezza creati in questo contesto da stati occidentali”.
