“Jovanotti entra nello jonio calabrese e pensa a Pitagora, quello del famoso Teorema, elaborato a Crotone. Noi, invece, continuiamo a promuovere albe mozzafiato, tramonti indimenticabili, città dell’amore e della musica ed improbabili paradisi terrestri. Un’altra estate è finita e la Calabria, soprattutto quella istituzionale, ha riproposto, più o meno a tutti i livelli, fatte salve rarissime eccezioni, il solito repertorio di superlativi, slogan sentimentali e cartoline intercambiabili con qualsiasi altra destinazione, sicuramente nel Mediterraneo.
Eppure, mentre noi insistiamo a raccontare quanto siamo belli, anzi i più belli del mondo, con gli epici 800 km di costa (nonostante anche altre regioni italiane contino più km di costa!) chi arriva da fuori, riconosce qualcosa di molto più importante: ciò che ci rende diversi, per davvero. Il vero gap competitivo della Calabria? Non è la mancanza di bellezza, che resta comunque soggettiva. Resta, purtroppo, la nostra insufficiente consapevolezza di possedere un patrimonio universale che altrove, semplicemente, non c’è o non c’è allo stesso modo“.
È la riflessione che Lenin Montesanto, comunicatore strategico e lobbista, ideatore dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) e project manager della Cabina di Regia che ne ha curato la mappatura come pilastro fondativo di Calabria Straordinaria, rilancia ad ennesima stagione estiva ormai conclusa. Il ragionamento era stato proposto anche durante Mare Dentro, il format itinerante che ha animato l’estate dei Parchi marini regionali, nella sesta tappa di Cetraro, alla presenza, tra gli altri, del direttore generale dell’EPMR della Calabria Raffaele Greco e dell’assessore regionale Gianluca Gallo. “Qualche anno fa – disse in quella occasione – fu Walt Disney, attraverso un numero di Topolino, il 3494 ambientato anche sul Pollino, a raccontare ai più piccoli una delle unicità della Calabria. Lo ha fatto indicando una differenza riconoscibile che trova la sua massima espressione in Italus, quel pino loricato di 1.230 anni riconosciuto dalla ricerca scientifica come il più longevo d’Europa e per questo (non perché più bello!) censito tra i MID di tipo universale. Quest’estate Jovanotti ha fatto qualcosa di analogo. Tra una pedalata e l’altra sulla nostra super ciclovia, si è anche immerso nello jonio e, anziché celebrare il mare più bello del pianeta, ha evocato Pitagora. Sì, Pitagora”.
E proprio quel riferimento a Pitagora non riguarda soltanto il filosofo che visse e insegnò a Kroton 2500 anni fa, ma il suo Teorema, censito come MID universale perché legato alla scuola filosofica e scientifica fondata nella città magnogreca e divenuto una delle acquisizioni fondamentali della conoscenza matematica mondiale. Perché non ha eguali. Semplice: perché non c’è un secondo Teorema di Pitagora. Non solo. Quando Jovanotti ha evocato anche Giordano Bruno, qualcuno ha obiettato che il Filosofo non fosse calabrese, fermandosi però al solo veloce dato anagrafico.
Il legame culturale è ben più interessante, profondo e legato proprio ad un’altra unicità della Calabria. Fu, infatti, il cosentino Bernardino Telesio, il migliore dei filosofi nuovi per Bacone ed il primo degli uomini nuovi per Charles de Rémusat, fondatore del naturalismo e censito tra i MID universali proprio per aver rivoluzionato il pensiero rinascimentale, rompendo con l’aristotelismo e ponendo le basi della moderna indagine scientifica, a influenzare profondamente la filosofia del Bruno citato, a giusta ragione, da Jovanotti. Ecco, sono queste le storie che un viaggiatore vuole sentirsi raccontare per emozionarsi. E quelle che fanno breccia, al netto di tutte le istantanee soggettive sulla bellezza dei luoghi.
Un viaggiatore che ha attraversato il mondo, come Jovanotti, ha già visto mari straordinari e tramonti memorabili. Non verrà in Calabria perché gli promettiamo quello più bello. E difficilmente Jovanotti ricorderà, ad esempio, Trebisacce come Città dell’Amore. Che, come la pace e la bellezza, appartiene a tutti. Non è una prerogativa di questa o quella città o della Calabria. Il Grand Tour contemporaneo attraversa continenti e civiltà. Per competere dobbiamo offrire ciò che un’altra destinazione non può replicare. Se continuiamo a venderci tramonti e panorami mozzafiato, peggio se con epiteti inventati dalla sera alla mattina, senza alcuna reale unicità comparabile oltre che senza alcuna logica di naming o marketing, chiunque avrà potuto vedere un altro tramonto mozzafiato davanti all’Ayers Rock in Australia o nel mare di Santorini in Grecia, ma solo per citare qualcosa.
La prima mappatura dei Marcatori Identitari Distintivi della Calabria Straordinaria, ufficializzata nel 2023 e sulla quale non è mai venuta mena la determinazione del Presidente Roberto Occhiuto, quanto meno quella dei MID di tipo universale, offre già una base importantissima per suggerire un cambio di metodo e prospettiva. Può essere considerata un vero e proprio manuale del Solo qui! – per usare le esatte parole magiche, preferite dalla Wald Disney nel Topolino dedicato ad Italus sul Pollino.
Serve anzi tutto trasferire questa conoscenza e questa impostazione nelle scuole, nei musei, nell’accoglienza, nei contenuti digitali, negli itinerari, negli enti locali, nelle fiere e nelle imprese. Serve soprattutto coinvolgere i borghi e le aree interne, troppo spesso esclusi dalla narrazione patinata e non competitiva della Calabria balneare e stagionale. Servono meno istituzioni che si guardano allo specchio per dirsi quanto sono belli mare, spiagge e panorami; servono più territori che costruiscono esperienze riconoscibili e generano economia attorno alla propria identità.
La destagionalizzazione comincia anche da qui. La costruzione di una destinazione esperienziale e di spirito si sblocca così. L’attrattività continua della Calabria Straordinaria, perché inedita ed inesplorata si alimenta così. è vero che un’altra estate è passata tra cliché e tabù. Ma è altrettanto vero che il percorso, la visione e la prospettiva dei MID richiede tempi necessariamente lunghi, perché la sfida era e resta culturale, economica e politica.
