Arriva da Bruxelles una notizia importante per l’Italia e per la gestione delle risorse pubbliche destinate alla difesa e all’energia. La Commissione europea ha espresso una valutazione positiva sulla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità e crescita, uno strumento che consente, nel rispetto delle condizioni previste dalle regole comunitarie, una maggiore flessibilità nella gestione di determinate spese pubbliche. L’annuncio è arrivato nel corso del consueto briefing quotidiano con la stampa da parte del portavoce della Commissione europea per l’Economia, Balazs Ujvari, che ha illustrato l’esito dell’esame effettuato dalle istituzioni comunitarie sulla domanda presentata dall’Italia. Al centro della valutazione c’è un aspetto fondamentale: la compatibilità dell’attivazione della clausola con la sostenibilità delle finanze pubbliche italiane nel medio periodo. Un requisito decisivo nell’ambito delle procedure europee, perché la concessione di una maggiore flessibilità deve comunque risultare compatibile con la stabilità dei conti dello Stato.
La conclusione raggiunta dalla Commissione è favorevole all’Italia. Secondo Bruxelles, infatti, l’attivazione della misura richiesta non mette a rischio la sostenibilità fiscale nazionale nel medio termine. Si tratta di un passaggio significativo dell’iter istituzionale, anche se il via libera definitivo non è ancora arrivato. La decisione conclusiva spetterà al Consiglio dell’Unione europea, chiamato a pronunciarsi entro un mese.
Bruxelles promuove la richiesta italiana: le parole del portavoce Balazs Ujvari
A spiegare il significato del pronunciamento europeo è stato direttamente Balazs Ujvari, che ha ricostruito i passaggi della procedura avviata dall’Italia e ha confermato l’esito positivo dell’istruttoria condotta dalla Commissione. “Oggi rappresenta un passaggio importante nella procedura prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale. Abbiamo ricevuto dall’Italia, l’11 settembre, una richiesta di attivazione. Abbiamo valutato la richiesta di attivazione e la nostra valutazione ha concluso che, nel caso dell’Italia, l’attivazione della clausola non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio periodo. In altre parole, la nostra valutazione è positiva“, ha dichiarato il portavoce.
