Terremoto politico in Israele, dove il rapporto tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir finisce nuovamente al centro delle polemiche. Secondo quanto denunciato dallo stesso esponente dell’estrema destra israeliana, Netanyahu avrebbe promesso a diversi Paesi dell’Unione Europea di escludere il suo partito, Otzma Yehudit, dalla prossima coalizione di governo, qualora ricevesse nuovamente l’incarico di formare un esecutivo.
Un’accusa particolarmente pesante, che apre interrogativi sui futuri equilibri politici israeliani e sui rapporti con l’Europa. Il premier ha però smentito la ricostruzione, come riportato dal quotidiano israeliano Haaretz. Al momento, dunque, la presunta promessa ai governi europei resta un’affermazione di Ben-Gvir, non confermata da riscontri indipendenti.
Ben-Gvir accusa Netanyahu: la presunta promessa ai Paesi europei
Il ministro della Sicurezza Nazionale sostiene di essere entrato in possesso di informazioni che dimostrerebbero l’esistenza di un impegno assunto direttamente dall’ufficio del primo ministro nei confronti di alcuni governi dell’Unione Europea. “Secondo informazioni verificate, l’ufficio del primo ministro si è ufficialmente impegnato con diversi paesi dell’Unione Europea” a escludere Otzma Yehudit dal prossimo governo, ha dichiarato Ben-Gvir.
La denuncia arriva nel pieno delle tensioni politiche che precedono le elezioni israeliane del 27 ottobre. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, il Likud ha respinto le accuse, ribadendo l’intenzione di mantenere come base di una futura coalizione gli attuali alleati di governo.
Le polemiche su Gaza e le posizioni radicali di Ben-Gvir
Il possibile allontanamento di Ben-Gvir assumerebbe un significato particolarmente rilevante anche alla luce delle numerose controversie internazionali che hanno accompagnato le sue posizioni sulla Striscia di Gaza.
Il ministro è stato tra i più accesi sostenitori di una linea dura nei confronti dei palestinesi, arrivando a sostenere il trasferimento della popolazione palestinese da Gaza e il ritorno degli insediamenti israeliani nell’enclave. Posizioni che hanno alimentato forti critiche internazionali e contribuito ad aumentare le tensioni diplomatiche tra Israele e diversi Paesi europei.
Ulteriori polemiche sono esplose nel maggio 2026, quando Ben-Gvir ha pubblicato un video nel quale derideva e maltrattava alcuni attivisti della flottiglia umanitaria diretta a Gaza, fermati dalle autorità israeliane. L’episodio ha provocato reazioni diplomatiche e richieste di chiarimenti da parte di governi europei. Successivamente, nell’Unione Europea è stata discussa anche l’ipotesi di sanzioni nei suoi confronti, senza raggiungere un consenso unanime.
