La tragedia ferroviaria di Toledo scuote la Spagna e alimenta le proteste nella capitale. Oltre mille persone si sono radunate davanti alla sede del Ministero dei Trasporti a Madrid per chiedere che vengano accertate le responsabilità del gravissimo incidente avvenuto mercoledì 28 ottobre nei pressi della stazione di Urda, dove due treni ad alta velocità si sono scontrati, provocando decine di vittime. Il bilancio, inizialmente fermo ad almeno 68 morti, è salito ad almeno 69 vittime secondo gli aggiornamenti diffusi il 29 ottobre.
Nel frattempo emergono nuovi elementi sulla possibile dinamica della collisione. Il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, ha riferito di un malfunzionamento informatico del sistema di controllo ferroviario, seguito dalla decisione di autorizzare la ripartenza di un convoglio Renfe mentre un altro treno si trovava fermo lungo la stessa tratta. Si tratta di elementi al centro delle prime ricostruzioni, mentre restano da accertare le cause definitive dell’incidente.
Madrid, oltre mille persone protestano per l’incidente ferroviario: scontri con la polizia
La manifestazione si è svolta mercoledì davanti al Ministero dei Trasporti spagnolo, dove oltre mille persone hanno chiesto spiegazioni e responsabilità per la strage ferroviaria. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa EFE, la protesta, convocata da formazioni di estrema destra, è degenerata in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Il momento di maggiore tensione si è verificato quando alcuni partecipanti si sono ammassati contro il cordone di sicurezza predisposto dalla polizia. Gli agenti antisommossa sono intervenuti con cariche e gas lacrimogeni per contenere i disordini.
La mobilitazione arriva in un clima di forte preoccupazione per la sicurezza del sistema ferroviario spagnolo, mentre proseguono le operazioni di soccorso e gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente.
Incidente ferroviario a Toledo, l’ipotesi del guasto informatico al sistema di sicurezza LZB
Una delle principali ipotesi al vaglio degli investigatori riguarda un guasto tecnico al sistema di controllo automatico LZB, tecnologia di origine tedesca utilizzata per supervisionare la circolazione dei convogli ferroviari.
Secondo la ricostruzione illustrata dal ministro Óscar Puente, nei pressi della stazione di Urda, nella provincia di Toledo, il sistema avrebbe smesso di funzionare a causa di un’interruzione delle comunicazioni tra tre server. Il problema avrebbe determinato la perdita del controllo elettronico della circolazione su un tratto ferroviario lungo circa 63 chilometri.
La disattivazione del sistema automatico avrebbe provocato l’arresto di emergenza di sei treni presenti lungo la sezione interessata. Una procedura di sicurezza che, in condizioni normali, dovrebbe impedire ai convogli di continuare la marcia senza le necessarie garanzie di controllo.
La ripartenza autorizzata e lo scontro tra il treno Renfe e il convoglio fermo
Il passaggio più delicato della ricostruzione riguarda quanto avvenuto dopo il blocco del sistema automatico. Secondo quanto spiegato dal ministro, i responsabili del controllo del traffico ferroviario avrebbero autorizzato un treno della compagnia Renfe a riprendere la marcia.
Il convoglio sarebbe quindi ripartito, mentre un altro treno della compagnia Iryo si trovava ancora fermo sui binari. La successiva collisione tra i due treni ad alta velocità ha provocato la catastrofe ferroviaria.
Le prime ricostruzioni indicano dunque una possibile combinazione tra un’avaria informatica e una decisione operativa nella gestione della circolazione. Resta da chiarire perché sia stata autorizzata la ripartenza del treno Renfe e quali informazioni fossero disponibili in quel momento ai responsabili del traffico.
Gli accertamenti dovranno stabilire se e in quale misura il guasto al sistema LZB e le successive procedure abbiano contribuito all’incidente, senza anticipare conclusioni sulle responsabilità individuali.
Spagna, sicurezza ferroviaria sotto accusa dopo la strage di Toledo
La tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle ferrovie spagnole. Alle proteste di Madrid si aggiunge lo sciopero di 24 ore dei macchinisti di Renfe, confermato per giovedì 29 ottobre dal sindacato Semaf, che chiede miglioramenti strutturali delle condizioni di sicurezza e il rispetto degli impegni già assunti. La mobilitazione sindacale era stata proclamata prima dell’incidente.
Intanto, l’attenzione resta concentrata sulle indagini relative allo scontro ferroviario di Urda, sulle operazioni di assistenza alle vittime e sulla ricostruzione dei minuti che hanno preceduto l’impatto. Al centro degli accertamenti ci sono il funzionamento dei sistemi informatici di controllo e le decisioni assunte dopo l’interruzione della supervisione automatica.
La richiesta che arriva dalla protesta di Madrid è quella di accertare le responsabilità della tragedia e fare piena luce su quanto accaduto, mentre la Spagna affronta le conseguenze di uno dei più gravi incidenti ferroviari della sua storia recente.
