Il Trapani Calcio si prepara a tornare allo stadio Provinciale dopo essere stato costretto a disputare lontano dal proprio impianto le prime partite del campionato di Serie D. La notizia arriva direttamente dalla F.C. Trapani 1905, che ha annunciato il ritorno nell’impianto granata in seguito alla decisione del Tribunale di Trapani, che ieri, venerdì 30 ottobre, ha chiuso il procedimento di sfratto promosso dal Libero Consorzio Comunale e ha condannato quest’ultimo al pagamento delle spese di causa. La società ha già comunicato che la prossima partita casalinga contro l’Atletico Palermo si disputerà al Provinciale, a porte aperte, con un biglietto unico da 5 euro valido per tutti i settori. Per la conferma definitiva dell’organizzazione dell’incontro si attende tuttavia il via libera delle autorità competenti, alle quali è stata richiesta la convocazione del tavolo per la sicurezza. La società comunicherà successivamente data, orario e modalità di vendita dei tagliandi. Un annuncio particolarmente importante per i tifosi granata, accompagnato da un durissimo comunicato nei confronti del Libero Consorzio e delle istituzioni locali.
Il Tribunale chiude il procedimento di sfratto: il Provinciale è in concessione
Alla base della svolta c’è la decisione del Tribunale di Trapani sulla natura del rapporto che lega la società calcistica all’impianto sportivo. Secondo quanto comunicato dal club, il giudice ha stabilito che lo stadio Provinciale non è stato affidato alla F.C. Trapani 1905 attraverso un contratto di locazione, bensì mediante una concessione, “indipendentemente dalla terminologia utilizzata”. Una conclusione raggiunta sulla base degli stessi documenti prodotti dal Libero Consorzio, tra cui la determina numero 662 del 2024, il verbale di consegna del 27 febbraio 2025 e la lettera del 1° giugno 2026, nella quale l’ente definisce espressamente il Trapani come società “concessionaria”. Il club richiama inoltre la sentenza numero 3380 del 2016 del Consiglio di Stato, sezione V, secondo cui gli impianti sportivi pubblici appartengono al patrimonio indisponibile e le controversie relative ai rapporti concessori, comprese quelle riguardanti la decadenza, rientrano nella giurisdizione amministrativa. Da qui la dura presa di posizione della società: “Uno stadio pubblico non si riprende con uno sfratto, come farebbe un padrone di casa con l’inquilino”. E ancora: “Il Consorzio ha scelto la strada sbagliata, e ora la paga”.
La società rivendica la concessione fino al 2027 e contesta il canone richiesto
Questa mattina la F.C. Trapani 1905 ha inviato una comunicazione formale tramite PEC al Libero Consorzio, trasmettendola per conoscenza anche alla Questura di Trapani, alla Prefettura, al Comune di Erice e alla Lega Nazionale Dilettanti. Nel documento la società sostiene che la concessione dello stadio sia tuttora valida fino al 26 febbraio 2027, richiamando il verbale di consegna che prevede una durata di un anno “rinnovabile per un ulteriore anno”. Secondo la ricostruzione del club, alla scadenza della prima annualità il Consorzio non avrebbe adottato alcun provvedimento di diniego, revoca o decadenza, arrivando invece, nel giugno scorso, a dichiarare di “tollerare la permanenza della società concessionaria nell’impianto”. Un altro punto centrale della controversia riguarda il canone economico. Il Trapani sostiene che l’importo dovuto debba essere quello previsto dalla gara bandita dallo stesso Consorzio, pari a 5.500 euro annui per la Serie D, e non i 256.500 euro richiesti dall’ente. Secondo la società, quest’ultima cifra comprenderebbe impropriamente anche il valore stimato della concessione, quantificato in 240.000 euro di incassi presunti. Il club ha annunciato che verserà entro il 20 novembre l’intero importo dovuto per la seconda annualità, pari a 11.269,13 euro IVA inclusa, e ha contestualmente messo in mora il Consorzio per il pagamento delle spese di giudizio liquidate dal Tribunale, chiedendone il versamento entro quindici giorni.
Trapani-Atletico Palermo al Provinciale: la società annuncia il ritorno dei tifosi
Il passaggio più atteso dai sostenitori riguarda naturalmente il futuro immediato della squadra. Dopo le partite disputate lontano dal Provinciale, il Trapani intende riportare i propri calciatori davanti al pubblico granata già in occasione della prossima sfida di campionato contro l’Atletico Palermo. La società ha annunciato che l’incontro si giocherà nello stadio cittadino, con apertura al pubblico e prezzo unico di 5 euro per tutti i settori, precisando di aver chiesto alla Questura la convocazione del tavolo per la sicurezza necessario all’organizzazione dell’evento. Data, orario e modalità di acquisto dei biglietti saranno resi noti una volta ottenuto il via libera delle autorità. Il club ha inoltre avvertito che qualsiasi eventuale provvedimento del Libero Consorzio finalizzato a impedire lo svolgimento della partita sarà impugnato davanti al TAR, con richiesta urgente di sospensione e domanda di risarcimento dei danni. Una posizione che testimonia come, nonostante la decisione del Tribunale, il confronto tra le parti resti particolarmente acceso e come la società sia intenzionata a far valere in ogni sede le proprie ragioni sulla disponibilità dell’impianto.
Oltre 2 milioni di lavori allo stadio e un milione di danni stimati: il Trapani annuncia nuovi passi legali
La vicenda del Provinciale, secondo il Trapani, non si esaurisce nella questione della concessione e del ritorno alle partite casalinghe. La società sostiene infatti di avere sostenuto oltre 2 milioni di euro di lavori all’interno dello stadio, interventi che dichiara di poter documentare attraverso le relative fatture e che sarebbero già all’esame del Tribunale. Nel comunicato viene ricordato anche il sopralluogo effettuato l’8 settembre 2023 dalla Commissione provinciale di vigilanza, al quale avrebbe partecipato un rappresentante del Consorzio, firmando il relativo verbale. Il club richiama quindi alcuni precedenti giurisprudenziali a sostegno delle proprie rivendicazioni economiche: la sentenza numero 10798 del 2015 delle Sezioni Unite della Cassazione, relativa all’arricchimento della pubblica amministrazione per opere realizzate da privati; la sentenza numero 8236 del 2020, riguardante la responsabilità della pubblica amministrazione per la lesione dell’affidamento; e l’articolo 21-quinquies della legge 241 del 1990, che disciplina anche le conseguenze economiche della revoca dei provvedimenti amministrativi. A queste somme la società ritiene di dover aggiungere i danni derivanti dalle partite che sostiene le siano state impedite e da due stagioni che considera sottratte alla città, per una stima complessiva di circa un milione di euro. Si tratta di pretese avanzate dal club, sulle quali non viene indicato nel comunicato alcun riconoscimento giudiziario definitivo.
Esposto alla Corte dei conti e segnalazione alla Regione Siciliana
La società pone quindi l’attenzione sulle possibili conseguenze economiche della controversia per le casse pubbliche, sostenendo che le somme rivendicate potrebbero incidere pesantemente sul bilancio del Libero Consorzio e, indirettamente, sulle risorse dei cittadini della provincia di Trapani. Nel comunicato il club si domanda: “La domanda è semplice: chi si sta prendendo questa responsabilità?”. E aggiunge: “Chi ha firmato gli atti che hanno portato fin qui, chi ha deciso di fare causa per poi perderla, chi ha preteso un canone 47 volte superiore a quello della gara, dovrà rispondere delle proprie scelte. Davanti alla città e davanti alle istituzioni che vigilano sull’uso del denaro pubblico”. Per queste ragioni il Trapani ha annunciato che presenterà un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sicilia, a Palermo, chiedendo di verificare se le spese di giudizio già poste a carico del Consorzio, ed eventualmente quelle derivanti da ulteriori iniziative, possano configurare un danno per le finanze pubbliche e se vi siano responsabilità da accertare. La società intende inoltre segnalare l’intera vicenda all’Assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, competente per la vigilanza sugli enti locali siciliani, denunciando quelli che considera comportamenti lesivi subiti nel corso degli ultimi tre anni.
Non solo il Provinciale: lunedì la vicenda del PalaShark davanti al TAR
Il confronto istituzionale si estende anche a un’altra importante struttura sportiva della città, il PalaShark. Nel comunicato il Trapani collega espressamente le due vicende, sottolineando come entrambe riguardino impianti sui quali la società sostiene di avere effettuato importanti investimenti e dei quali contesta le successive modalità di gestione da parte delle amministrazioni. Il club richiama l’udienza indicata per il 3 novembre davanti al TAR Sicilia sulla questione del palazzetto, definendo la situazione “la stessa storia del Provinciale: un impianto rimesso a nuovo con le risorse della nostra società e poi tolto alla squadra che lo aveva fatto rinascere”. La società attribuisce la responsabilità politica delle due controversie a chi amministra Palazzo D’Alì e a chi presiede il Libero Consorzio, accusandoli di avere assunto per tre anni decisioni dannose per i sostenitori. Nonostante i toni particolarmente duri, il Trapani ribadisce la propria disponibilità a raggiungere un’intesa che preveda una concessione di lunga durata, il riconoscimento degli investimenti già sostenuti e la conclusione di tutte le controversie giudiziarie. Una disponibilità accompagnata tuttavia da un avvertimento: “La mano è tesa, ma non lo resterà all’infinito”.
L’appello alla Curva Nord: “È il momento di chiudere questa pagina”
La parte conclusiva del comunicato è dedicata direttamente ai tifosi e in particolare alla Curva Nord, chiamata dalla società a ritrovare unità attorno alla squadra dopo mesi caratterizzati da tensioni, polemiche e partite disputate lontano dal Provinciale. Il Trapani sostiene che qualcuno abbia cercato di creare divisioni tra il club e i suoi sostenitori, indebolendo il rapporto con la tifoseria, e invita a superare le contrapposizioni per tornare a riempire lo stadio. “È il momento di chiudere questa pagina e di tornare a sostenere insieme questa maglia. Nessun Sindaco e nessun Presidente del Libero Consorzio dovrà più poter togliere a Trapani i suoi colori. Il modo per impedirlo è uno Stadio pieno, unito e granata”, afferma la società. Nel riferimento alla manifestazione in programma oggi, il club chiede inoltre ai partecipanti di mantenere un comportamento civile, “senza offrire pretesti a nessuno”. Il messaggio si conclude con un invito che riassume il significato sportivo e simbolico del ritorno annunciato nell’impianto cittadino: “Ci vediamo al Provinciale. Forza Trapani”. Resta ora da attendere il via libera delle autorità per l’organizzazione della partita contro l’Atletico Palermo, che nelle intenzioni del club dovrà segnare la fine dell’esilio e il ritorno della formazione granata davanti ai propri sostenitori.
