Guerra in Ucraina, il sondaggio divide gli italiani: chi è considerato responsabile del proseguimento del conflitto

L'indagine di Termometro Politico fotografa opinioni molto diverse sulle responsabilità della guerra: il 34,4% indica la Russia, il 27,8% punta il dito contro i Paesi europei e il 18,4% contro l'Ucraina. Per il 13,5% pesa invece il ruolo di Donald TrumP

Gli italiani sono divisi sulle responsabilità della prosecuzione della guerra in Ucraina. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Termometro Politico, pubblicato venerdì 30 ottobre 2026 e realizzato con metodo CAWI attraverso 2.700 interviste raccolte tra il 27 e il 29 ottobre. La rilevazione ha chiesto agli intervistati di indicare chi ritengano maggiormente responsabile del mancato raggiungimento di una soluzione al conflitto, proponendo diverse interpretazioni del ruolo di Russia, Ucraina, Stati Uniti e Paesi europei. Il risultato mostra un’opinione pubblica frammentata, senza una posizione condivisa dalla maggioranza assoluta del campione. La Russia è il soggetto più indicato, con il 34,4%, ma una parte consistente degli intervistati attribuisce la responsabilità principale anche alle scelte dei governi europei, dell’Ucraina e del presidente americano Donald Trump.

Guerra in Ucraina, il 34,4% degli italiani indica la Russia come principale responsabile

La risposta più scelta è quella che attribuisce a Mosca la maggiore responsabilità per la prosecuzione delle ostilità. Il 34,4% degli intervistati ritiene infatti che la Russia non accetti un cessate il fuoco immediato, impedendo così l’interruzione del conflitto. Si tratta della percentuale più alta tra le cinque risposte previste dal sondaggio, anche se non raggiunge la maggioranza assoluta del campione. Il dato evidenzia come una parte significativa dell’opinione pubblica italiana individui nelle decisioni del governo russo il principale ostacolo alla cessazione delle operazioni militari.

Il 27,8% attribuisce la responsabilità ai Paesi europei per gli aiuti militari a Kiev

Al secondo posto si colloca una valutazione differente. Il 27,8% degli intervistati considera i Paesi europei maggiormente responsabili della prosecuzione della guerra, sostenendo che il continuo sostegno militare all’Ucraina contribuisca a prolungare il conflitto. È una posizione che riflette le perplessità di una parte dell’opinione pubblica rispetto alle forniture di armamenti e al coinvolgimento europeo nel sostegno a Kiev. Secondo questa interpretazione, gli aiuti militari consentirebbero all’Ucraina di continuare a combattere, anziché favorire una conclusione negoziata delle ostilità. Il risultato non misura direttamente quanti italiani siano favorevoli o contrari all’invio di armi, ma fotografa il giudizio degli intervistati sul peso attribuito ai governi europei nella prosecuzione della guerra.

Il 18,4% indica l’Ucraina, il 13,5% chiama in causa Trump

Un’altra parte del campione, pari al 18,4%, attribuisce la responsabilità principale all’Ucraina, ritenendo che Kiev non accetti un compromesso territoriale, come la cessione del Donbass. La risposta proposta dal sondaggio richiama anche la composizione linguistica della regione, definendola russofona. Il dato esprime l’opinione di chi considera le concessioni territoriali una possibile strada per interrompere il conflitto. Resta distinto dalla questione giuridica della sovranità sui territori ucraini, che non viene modificata dalla lingua parlata dalla popolazione. Il 13,5% indica invece Donald Trump come principale responsabile, sostenendo che il presidente degli Stati Uniti non eserciti pressioni sufficienti su Vladimir Putin affinché interrompa gli attacchi e che la sua condotta finisca per favorire la Russia. Infine, il 5,9% degli intervistati dichiara di non sapere o preferisce non rispondere.

Le due principali interpretazioni della guerra raccolgono percentuali molto vicine

Un elemento interessante emerge raggruppando le risposte secondo la diversa attribuzione delle responsabilità. Il 47,9% del campione indica la Russia oppure Donald Trump, al quale viene contestata la mancanza di pressioni su Mosca. Il 46,2% sceglie invece le risposte che attribuiscono la responsabilità principale all’Ucraina o ai Paesi europei che la sostengono militarmente. Tra questi due raggruppamenti, costruiti sulla base delle opzioni del questionario, emerge una differenza di appena 1,7 punti percentuali. Non si tratta di due schieramenti politici omogenei, ma di una distinzione utile a comprendere come gli intervistati distribuiscano le responsabilità della prosecuzione della guerra. Il sondaggio evidenzia inoltre che il 65,6% del campione non individua direttamente nella Russia il soggetto maggiormente responsabile tra quelli proposti, includendo in questa percentuale anche chi non esprime un’opinione. Questo non significa necessariamente che tali intervistati escludano responsabilità russe nell’origine o nello svolgimento del conflitto: la domanda chiedeva infatti di indicare una sola responsabilità prevalente per la sua prosecuzione.